mercoledì 13 marzo 2013

Un bergamasco, un bresciano ed un romano...

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Ecco, detta così sembra l’inizio di quelle barzellette che hanno lo scopo di mettere in evidenza la furbizia di un soggetto nei confronti degli altri due che sono raffigurati come degli allocchi.
Naturalmente non è solo una questione provinciale; può essere nazionale, dove c’è il “polentone” e il “terrone”, o internazionale: chi non conosce la rivalità quasi storica tra i Francesi e gli Inglesi? Spingendoci oltremare sono famose le barzellette dove gli Americani si definiscono i furbi a scapito dei Polacchi (questa non l’ho mai capita; forse ci sono dei riferimenti storici che non conosco).
Ma torniamo ai soggetti richiamati dal titolo e diciamo che sono sportivi. Beh, fin qui nulla di strano, ma se parliamo di calcio (allora sostituiamo il termine sportivo con il termine tifoso), non si tratta più di presa in giro bonaria, ma di qualcosa di più pesante.
Basta fare una piccola ricerca per vedere che non corre buon sangue tra le varie tifoserie.




















Dunque il dialogo è impossibile tra un bergamasco, un bresciano ed un romano?
A questa domanda rispondo convinto: “Sì! Non solo è possibile il dialogo, ma anche la condivisione dei valori fondanti dello sport...” e aggiungo subito: “... però se parliamo di gente che fatica e suda per correre...”.
Questa riflessione, è quindi la scrittura di questo post, è dovuta anche alla lettura del post di Mr Marathon (vedi) da cui si evince che condividiamo le stesse convinzioni: lo sport deve unire e non dividere.
Amplio il concetto inserendo anche altri amici che condividono questa filosofia e che stanno nella capitale e le cui società sono la Villa de Sanctis e la Running Evolution... che volete i romani sono gente allegra ed amano la compagnia, per cui si portano sempre degli amici.
Come atleta dei Runners Bergamo ho condiviso con loro, e con i nuovi amici bresciani, non solo fatiche e sudore, ma momenti di vera amicizia e, se devo essere sincero, anche un po’ di invidia.
No, no, non l’invidia che ti fa mangiare il fegato per qualcosa che non si riesce ad ottenere, ma quella sana invidia che ti invita a vedere i lati migliori e che ti fa fare di tutto per emularli.
Ma cosa hanno di più loro rispetto a noi?
Ognuno potrà dire la sua: hanno atleti più forti? Forse sì o forse no!
Sono più numerosi di noi? Mah, siamo tutte società numerose.
Hanno le divise più belle? La definizione del bello è spesso soggettiva...
Io ho individuato alcune caratteristiche o situazioni.
Iniziamo dai “rossi” della Villa De Sanctis. A loro invidio uno spirito di squadra unico che li porta a vincere da molti anni il Gran Prix IUTA. Se fossero tanti atleti sono sicuro che non prevarrebbero sui “blu” bergamaschi, ma loro sono una squadra.
Veniamo poi ai “gialli” della Running Evolution. (i più pignoli diranno che non sono gialli ma “arancioni”. Hanno ragione, ma visto che sono di Roma e l’altra società ha il colore rosso ... capita l’allusione? Non me ne vogliamo i laziali!). Va bene. Degli arancioni invidio la capacità di merketing: ogni anno un articolo diverso, calendario, book fotografico etc. fa rivivere le imprese dell’anno appena trascorso. Forse altri lo fanno, ma loro inseriscono TUTTI gli atleti.
E poi il presidente si chiama proprio come me: Fausto. Non c’entra nulla, ma almeno è un nome che mi ricordo.
Da ultimo i nuovi amici, i “verdi” del BresciaMarathon. La mia invidia va alla loro parte informatica. Gestire un blog è una cosa semplice, (basta vedere che lo sto facendo anch’io...). Il difficile non è tanto gestirlo con professionalità , cosa che può far un buon tecnico; il difficile è gestirlo con “amore”. Amore che fa sì che si perda tempo e sonno, ma che dà un’ anima allo strumento (il blog), di per sé freddo, e questo lo si capisce non solo leggendo i post ma anche i commenti pubblicati.
Ed i “blu”, i Runners Bergamo, non hanno proprio nulla da farsi invidiare? Nella nostra storia abbiamo organizzato maratone, 24 e 6 ore su strada ed in pista, maratonine e 10.000 metri, ma il nostro fiore all’occhiello è stata l’organizzazione di un mondiale di “24 ore”, mondiale di cui tutti invidiano l’organizzazione.
Un consiglio per i verdi, rossi ed arancioni!
Termino prendendo a prestito un verso tratto dalla canzone “Bocca di Rosa” del grande Fabrizio dr Andrè: “...se non può più dare cattivo esempio... si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto”: Mettete il nome dell’atleta sulle maglie, così potrò salutarvi chiamandovi per nome... voi questa opportunità, per ora, non l’avete ancora.

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