sabato 12 gennaio 2013

Quei piccoli gesti che rendono grandi le persone

Carità ai pellegrini
Ogni cammino di pellegrinaggio “moderno” ha i suoi problemi logistici. Minimi quelli sul cammino di Santiago (almeno sul percorso Francese): nessuna difficoltà a trovare alloggio, posti dove fare rifornimento di acqua e di viveri e dove consumare la cena del pellegrino, quantità e qualità del tutto soddisfacenti (secondo i canoni del pellegrino) e prezzo modico.
Sul Cammino poi si trovano bar che sono sorti in seguito al numeroso afflusso di pellegrini verso Santiago.
Qualche difficoltà in più sulla Via Francigena. Su questa via è sempre consigliabile prenotare con qualche giorno di anticipo il posto dove dormire, che mediamente risulta meno economico rispetto agli “alberghe” del Cammino, ma generalmente ha qualche comodità in più.
Francine & Rossana
Francine &
Rossana
È facile anche trovare nei piccoli paesi negozi dove fare rifornimento, ma soprattutto è possibile trovare delle fontane a cui attingere acqua per riempire le borracce. Si deve notare che, se nei piccoli paesi è sopravvissuto almeno un piccolo negozio, non è così per i bar, dove molte volte ci si ferma più per “prendere fiato” che per un reale bisogno del classico caffè.
Del tutto diversa la situazione per chi affronta la via Francigena partendo da Cantebury. In questo post non voglio parlare delle segnalazioni, quasi del tutto inesistenti e spesso contraddittorie, ma prendo in considerazione una parte dell’aspetto logistico (rifornimento di cibo e di acqua), magari minore, ma che ci ha offerto la possibilità di fare incontri molto significativi e che lasciano il segno.
Il pellegrino al termine del suo pellegrinaggio ha al suo attivo nelle gambe alcune centinaia di chilometri, ha negli occhi decine di panorami che vanno dalle immense pianure agli spazi aperti che si dominano dalle cime dei passi attraversati, sulla sua pelle l’arsura del sole e
l’umidità della pioggia, nella sua mente già il suo prossimo pellegrinaggio.
Tutto cose che passano, che lasciano un segno che via via svanisce, i nuovi ricordi che si sovrappongono ai vecchi...
Quello che invece rimane, quello che rimane nel cuore, sono dei piccoli gesti, gesti che erano abituali secoli fa, ma che ora sono delle piccole perle.
Forse state perdendo un po’ il filo, mi scuso!
La Francia ha una superficie maggiore dell’Italia, ma ha un numero di abitanti decisamente inferiore, per cui i paesi sono molto più distanti ma soprattutto sono molto più piccoli, con negozi assenti e fontane inesistenti.
Ci è capitato spesso di chiedere acqua a gente che incontravamo lungo il cammino. Alcuni stavano facendo piccoli lavori nel proprio giardino, altri stavano tranquillamente chiacchierando con il loro vicino, altri magari stavano rientrando dopo una giornata passata nei campi.
Francine & marito
Nessuno di loro ci ha riempito le borracce! Calma calma, non tirate subito le conclusioni “Francesi altezzosi ed egoisti”. Non ci hanno riempito le borracce, perché ci hanno dato bottiglie di acqua minerale fresca. Loro dicevano che l’acqua dell’acquedotto non era buona, ma io vedevo in loro la “pietà” verso il pellegrino. Questi momenti sono sempre stati occasione per fare quattro parole, per spiegare che non si era giramondo, ma pellegrini e ... per riposare un attimo.
Anche trovare il pane non sempre è stata un’impresa semplice. Anche lì, come in Spagna, passa in mattinata un furgoncino che consegna il pane girando di paese in paese. Una volta l’abbiamo raggiunto dopo una corsa di alcune centinaia di metri. Il più delle volte l’abbiamo mancato! In un paese una signora a cui avevamo chiesto informazioni, visto che il furgoncino era già passato ci ha pregato di aspettare ed entrata in casa ci ha portato dopo alcuni minuti una bella baguette ... calda! No, non arrivava dal forno  ma dal microonde: ne aveva fatto scongelare una tutta per noi.
Fin qui il “dare” non aveva nome, semplici persone avevano dato acqua e condiviso pane.
Come ultimo ricordo riporto l’incontro avvenuto a Saint-Martin-les-Langres con Francine ed il marito.
La signora che ci aveva visto mangaire i nostri panini su un muretto ai bordi della strada, ci ha invitato a prendere un caffè a casa loro. L’incontro è stata l’occasione per noi di raccontare del nostro cammino e per loro del loro quotidiano. Ci hanno trattato non come degli sconosciuti, ma come vecchi amici.
È stato un piacevole intermezzo nel faticoso cammino della tappa del giorno.
Pellegrini
La siesta dei pellegrini!
© Foto Fausto Dellapiana 2012

1 commento:

  1. Bonjour, oui c'est avec grand plaisir que nous vous avons accueillis à la maison! J'aime beaucoup les rencontres humaines,échanger et je vous ai trouvés fort sympatiques!!!
    Et si je vois d'autres pélerins ils seront également les bienvenus!!
    Je vous embrasse!
    Françine de Saint-Martin.France.

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