giovedì 18 aprile 2013

Mesto pellegrinaggio per le medaglie

Medaglia Maratona di Boston
Tra i molti articoli scritti riguardanti l’attentato alla Maratona di Boston uno mi ha particolarmente colpito e mi ha fatto riflettere.
Il titolo è lo stesso del post ed è stato scritto da Elena Molinari e pubblicato il 17 aprile a pagina 4 del quotidiano “L’Avvenire”.
Riporto alcuni passaggi dell’articolo.

Ho sentito dire che consegnate le medaglie – sussurra ad un volontario-. Volevo ritirare quella di mio marito, che è all’ospedale”. Il ragazza annuisce e prende la pettorina di gara che la ragazza gli porge. Poi torna con un pezzo di metallo a forma di campana appeso ad un nastro. Prima che possa appenderla al collo della giovane , lei gliela prende di mano e se la mette in tasca. Suo marito è fra gli atleti che hanno corso i 42 chilometri della maratona spingendo i muscoli dolenti fino all’arrivo, e che fra qualche ora si risveglierà senza una gamba.

L’articolo prosegue con la descrizione di atleti che ritirano la medaglia, mentre altri indicano dove si trovavano il giorno prima, con la descrizione del disordine causato dall’esplosione che ha ferito le persone il cui sangue è ancora visibile tra le ghirlande di fiori rossi e blu preparate per commemorare la nascita della repubblica americana.
Fin qui tutto normale (ammesso che possa essere normale un articolo che riguarda una maratona e parla di morti e di persone amputate): la gara finita in tragedia, ma che vuole ritornare alla vita, alla normalità, magari con il semplice gesto della consegna della medaglia.
Medaglia che, sono sicuro, non sarà la solita medaglia, ma un ricordo perenne.
Però... ecco la frase che mi ha fatto riflettere, riflessioni che non indico in questo post, ma che lascio a voi...

Nel giro di un paio d’ore la processione dei maratoneti si è esaurita. Poche medaglie sono rimaste nella tenda. Fra queste, quella del marito della giovane, che non si ricordava il numero di gara del marito.
Gli organizzatori non gliel’hanno potuta consegnare.”   

Spero solo che il marito non sia tra i feriti, perché se così fosse la mancata consegna della medaglia sarebbe una ferita che non credo potrebbe essere rimarginata.

Martin Krystle Lu
Martin Krystle Lu le vittime di una strage senza senso


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