martedì 14 aprile 2020

La corsa in giallo


Finalmente un post che non tratta di coronavirus, di corse dei criceti e cose simili. Parliamo di ciclismo e della più famosa corsa a tappe: il Tour de France... questo è quello che penserà la maggior parte di voi, leggendo il titolo del post. In effetti non avrebbe tutti i torti. Nel momento in cui accingo a scrivere questo post, il Tour de France risulta ancora essere in calendario, seppure con una data di partenza spostata di qualche settimana (si ipotizza la data del 25 luglio come data di inizio). Ma questo non è un blog che tratta di ciclismo e quindi deve deludere le vostre aspettative: si parlerà ancora di corsa, si parlerà ancora di solidarietà, insomma, nulla di nuovo sotto il sole … giallo! Lo spunto per questa corsa mi è stato dato da una mail di padre Fabio, che ci informava sullo stato dei lavori nella Cattedrale di Santiago, a tutt'oggi ancora chiusa, chiusura che vanifica il “pellegrinaggio”, non potendo visitare la tomba (cito le sue parole: “Tutto si riduce a una buona camminata, certamente utile al corpo e all’anima, ma non a realizzare il Pellegrinaggio”). 

domenica 12 aprile 2020

Pasqua 2020: ho risposta alla chiamata del Papa


Da quando ho iniziato a correre (nel secolo scorso), ho disputato gare in quasi tutte le festività, sia civili che religiose, con un'unica eccezione: non ho mai corso il 25 dicembre (Natale) e la domenica di Pasqua. Quest'anno, in particolare, c'erano tutti i presupposti per rispettare questa consuetudine. Nessuna possibilità di 'evadere' per cercare un percorso più agevole, con una gara disputata venerdì e con la prossima programmata per il giorno di Pasquetta.
Ecco quindi programmata per domenica una giornata di tutto riposo (con grande soddisfazione di schiena e ginocchia che mal sopportano il tortuoso circuito del CoronArena).
Ma... eh, sì, anche qui c'è una ma. Sabato sul telefonino, tramite WhatsApp, arriva un messaggio del Papa. Troppo lungo per riportarlo qui, ne faccio una breve sintesi: “Domenica di Pasqua dovresti correre e fare una donazione agli Alpini di Capriate e Crespi per le esigenze collegate al Coronavirus”. 

venerdì 10 aprile 2020

Una Pecora Nera alla corsa della Capra


Correre in giardino, sul terrazzo, nelle autorimesse, a causa dei decreti che impongono il “distanziamento sociale”, è diventato quasi una moda. Ma i Bergamaschi “la fanno strano”. Tutti corrono, ma quanti pagano, sotto forma di donazioni a strutture pubbliche o associazioni impegnate nella lotta contro il coronavirus? Beh, in effetti ci sono molti amici di altre province che lo fanno. Bravi! Nasce allora una nuova moda: “stare vicini, pur essendo lontani”. Come? Trovando una cosa che accomuna. Beh, è facile: nel nostro ambiente la cosa è la co'r'sa! Qualche tempo fa io & Velo organizzammo la “Quarantine Half Marathon” (-vedi-), a cui hanno aderito dieci atleti. All'inizio della settimana Gigione ha proposto la “10 km della Capra Virtual”. Questa manifestazione è una gara riservata agli atleti dei Fo di Pè ed è valida per il loro campionato interno, ma in questo caso si sono dimostrati buoni ed hanno ammesso la partecipazione di atleti esterni al gruppo. Lo strano nome è dovuto al fatto che normalmente la gara si disputa in località Piana della Capra, vicino alla loro sede di Valbrembo.

domenica 5 aprile 2020

Il Ciliegio permaloso


Ieri a pranzo stavamo mangiando i pizzoccheri, utilizzando i cavoli che componevano il mazzo di fiori destinato al vincitore della “Media Maratòn de Repollo”, quando siamo stati richiamati da un forte rumore al piano superiore, un sordo rumore che spesso si sente durante i temporali accompagnati da forte vento: rumore di rami che sbattono violentemente sulle griglie. In un primo momento non ci facciamo caso. La giornata è soleggiata, il vento assente. Continuiamo il pranzo. Ma il rumore si fa insistente ed aumenta di intensità. A questo punto, un po' preoccupato, salgo le scale e mi affaccio sul balcone. Nulla di strano, tutto regolare. Mi tranquillizzo, ma mentre sto chiudendo le finestre sento una voce: “Questa non me la dovevi fare...”. Mi riaffaccio: nessuno. Forse la forzata clausura fa brutti scherzi, fa sentire delle voci che non esistono. Un brutto pensiero mi passa per la mente: “Non sarà forse un effetto ancora non conosciuto del coronavirus?”. 

sabato 4 aprile 2020

Ho fatto una cavolata


Oggi più che correre una mezza ho fatto una cavolata, nel vero senso della parola. Non poteva essere diversamente infatti nel ormai famoso stadio “CoronArena” si è disputata una maratonina denominata “Mezza maratona del Cavolo” (-vedi-) ed essendo corsa anche per vicinanza al popolo Spagnolo alle prese con la pandemia COVID-19, ha anche il nome ““Media maratòn de Repollo”. In conformità con le recenti disposizioni di distanziamento sociale era ammesso un solo atleta. Sarà per questo fatto ma anche nella gara odierna mi sono classificato primo! Il tempo finale di 3h 07' 50”, buon tempo vista la tortuosità del percorso.
Solo alcuni accenni alla gara. Giornata fredda all'inizio, ma con cielo terso ed alla fine il sole primaverile ha riscaldato la temperatura. Come al solito unico spettatore un merlo che non aspettava altro che terminassi la gara per poter averei i soliti chicchi di grano. Visto il trattamento che giornalmente riservo agli uccellini mi sarei aspettato un pubblico “volante” più numeroso, ma forse non avendo trovato mascherine adattabili al loro becco hanno preferito venire in giardino solo per consumare il loro pasto. 

venerdì 3 aprile 2020

“Mezza maratona del Cavolo”


… ma che cavolo di nome per una mezza maratona! 
Forse avete ragione; il nome dato alla mezza, disputata rigorosamente in spazio chiuso, ha bisogno di qualche chiarimento. Se avete la pazienza di leggere il post fino alla fine, sono sicuro che non solo capirete il perché della denominazione, ma sarete anche d'accordo.
Nel linguaggio comune, oltre al significato più appropriato (cavolo = pianta erbacea, etc. etc – vedi - ), ha diversi utilizzi nel linguaggio figurato (es. “Non capisci un cavolo”, “Fatti i cavoli tuoi” ). Con il termine “cavolo” si vuole anche indicare una cosa di scarso valore.
Perciò dare alla gara il nome “Mezza maratona del Cavolo” è già un'attribuzione azzeccata. Che valore ha una gara, corsa su un percorso casalingo, con un unico concorrente, che forse lo fa per egoismo e soprattutto in questi tempi bui? Vale giusto giusto un cavolo, una cavolata insomma! In effetti non avete tutti i torti.
Ma … eh, sì, esiste sempre un ma che merita una breve spiegazione.

giovedì 2 aprile 2020

No medaglia, no pacco gara …


… almeno la figurina.
La “Quarantine Half Marathon” non ha dato premi, ma ha avuto vincitori. L'unico riconoscimento è la copia del bonifico che ogni atleta ha fatto per l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Evabbè, facciamo un piccolo sforzo e vi doniamo la figurina della gara.
Quello che è mancato a questa gara/non gara è stata la presenza di un fotografo come si ben constatare dagli scatti. Certo un fotografo professionista avrebbe anche lui avuto difficoltà a fare delle foto migliori visto i soggetti da riprendere. A loro discolpa si fa presente che neanche loro hanno potuto andare dal parrucchiere!


Un grazie a tutti. Sir Marathon

martedì 31 marzo 2020

Correre per solidarietà e sostegno


Prendo per il titolo del post le parole di Roberto, che, nella sua breve relazione, coglie in pieno il significato di questa “gara in quarantena”. Tutti i partecipanti sono “infetti” da un virus “corsite” (?). Virus molto contagioso, colpisce sia giovani che vecchi, ma per nulla pericoloso.
Scorrendo le notizie, soprattutto quelle in rete, si legge che molti hanno creato percorsi “al chiuso”: chi in giardino, chi in casa, chi sul balcone, chi sulle scale. Tutti hanno trovato una soluzione per correre rispettando le norme. A tutti un bravo.
Anche noi ci siamo adeguati con percorsi sicuri – vedi -. La gara “Quarantine Half Marathonha due caratteristiche che non si riscontrano in nessun'altra iniziativa del genere:
1. hanno corso in contemporanea vari atleti
2. tutti i partecipanti hanno fatto una donazione all'Ospedale Papa Giovanni XXIII pari alla quota di iscrizione (50 euro)

domenica 29 marzo 2020

Pensieri in libertà, correndo in uno spazio chiuso


Prologo
Sabato. Tutto è pronto per la “Quarantine Half Marathon”, una gara/non gara che dovrò disputare domani insieme ad altri pazzi che, come dei criceti a cui è negata la libertà, “dovranno” correre su percorsi chiusi e da ripetere 'ennevolte', fino al raggiungimento dei fatidici 21097 metri. Nessuna classifica, nessun pacco gara da ritirare, gara in casa, per cui evitati i viaggi, tutto questo dovrebbe tranquillizzarmi. Ma … nel pomeriggio faccio la consueta chiacchierata con Ferdinando, segregato in casa con la gatta. Quando la telefonata sta per finire pronuncia la frase che mi dice sempre prima di una gara comune: “... mi raccomando, dormi!”. “Acc … non poteva stare zitto stavolta!” penso. Come dicevo prima, tutto è sotto controllo e sono sicuro che dormirò. Non sarà così. Sonno tranquillo fino all'una di notte, ma da allora un sonno agitato, beh, un dormiveglia e pensieri che frullano per la testa: “Riuscirò a terminare la gara?”, “Come sarà il tempo?” “Le gambe, ma soprattutto la schiena non avrà dolore?”. 

sabato 28 marzo 2020

“Quarantine Half Marathon”


Recenti normative hanno di fatto impedito a molti di correre distanti dalla propria abitazione, per evitare la propagazione del virus Covid19. Non entro nel merito della norma, anche se personalmente non vedo nei runners dei nuovi untori, ma l'unica cosa che ho notato è stato l'aumento esponenziale dei runners, mai visti in numero così copioso (nei vari servizi televisivi tante persone correvano lungo le strade o nei parchi cittadini!). Io personalmente ritengo che sia una norma giusta e da rispettare.