martedì 11 marzo 2014

La corta marcia del Mao

Il titolo farebbe subito pensare alla lunga marcia di Mao, che impiegò con il suo esercito 370 giorni per passare dal Jiangxi allo Shaanxi, percorrendo circa 12.000 km tra altopiani aridi, montagne prive di strade, cime innevate. No, nulla di tutto questo; la nostra era un' impresa molto meno epica: avremmo dovuto correre (beh, forse è meglio dire “percorrere”) insieme, io e Dario, la Maratona di Brescia, uhmm … la 12a Brescia Art Marathon, come recitano i volantini ufficiali. Conosco Dario, detto anche “Mao”, da vari lustri e con lui ho corso molte gare non competitive; la maratona di Brescia sarebbe stata l'occasione per correre insieme una gara competitiva. Da parte mia sarebbe stato un grande onore essere affiancato per tutta la gara da un campione Regionale (vedi); da parte sua una piccola “soddisfazione essere al fianco di Sir Marathon” (sono parole sue); per tutti e due l'occasione di correre (forse piano) e … di parlare (di certo tanto!).

Le premesse c'erano tutte: ultimamente le sue prestazioni sono molto migliorate (… come il vino buono, che più invecchia più migliora), mentre le mie sono un po' peggiorate (… come l'aceto, che più invecchia più diventa acido). Ma tutti e due abbiamo in comune lo stesso spirito: partecipare per divertirci e “... comunque vada, sarà un successo!”.
Eccoci quindi affiancati sulla linea di partenza. La nostra impostazione della gara è perfetta: correre lentamente la prima parte e … rallentare la seconda: detto fatto. Infatti non sono ancora passati tre chilometri che i “palloncini” della 4 ore e mezza ci sorpassano. Sembrerebbe che tutto proceda per il meglio, ma stranamente la corsa di Dario si fa pesante e piano piano rallenta. Io penso che gli torni in mente lo scorso anno, quando un problema muscolare lo costrinse a fermarsi dopo pochi chilometri e che questo
"Sir Marathon" & "Mao"
sia il motivo, certo più avanti si riprenderà. Purtroppo non sarà così: il problema è un dente che negli ultimi giorni non gli ha consentito di mangiare e di dormire regolarmente. Verso il 15
o chilometro lo... stacco. No, non sono io che accelero, ma lui che definitivamente “tira i remi in barca”! Mentre procedo penso che lui, seppur lentamente, giunga al traguardo. Non sarà così. Al 25o chilometro … finisce la sua maratona. Questo mi spiace, come, e soprattutto, mi spiace non aver potuto correre con lui tutta la maratona, ma, visto come sono andate le cose lo scorso anno: ritirato a Brescia e Campione Regionale ad Iseo, non vorrei che fosse tutta una tattica!
La mia gara prosegue e quest'anno riesco pure a rivalutare il percorso, anche se personalmente preferisco quello degli anni scorsi. In molti tratti, soprattutto da quando i percorsi si sono divisi, si corre praticamente da soli, sperduti in mezzo a zone industriali e campagna. Al traguardo ho sentito le valutazione di alcuni partecipanti alla dieci chilometri, che hanno riferito di un netto miglioramento del percorso. In questo sono totalmente d'accordo: si è corso tutti assieme e la partenza non era in una sperduta periferia. Come lo scorso anno l'ultimo ristoro è “presidiato” dagli amici della BresciaMarathon, che dopo la corsa si riposano collaborando; un bell'esempio di servizio alla città! In vista del traguardo ecco i “palloncini” della 4 ore e trenta... vorrei giungere con loro, ma sono ligi alle direttive e non rallentano, acc... Ma va bene così.
BlackSheepRunnigTeam alla Brescia Art Marathon
Alcune mie considerazioni sull'organizzazione della gara. Alla partenza sarebbe opportuno migliorare l'amplificazione: in pratica la maggior parte dei partecipanti non ha udito nulla di quanto veniva detto ed il pacco gara consegnato alla fine era abbastanza scarso... in pratica è servito come spuntino, per completare il buon piatto di pasta offerto a fine gara. Non ho capito il motivo per cui, quest'anno, non è stato possibile offrire il biglietto della metropolitana. I pochi spiccioli spesi non hanno influito più di tanto sul budget della trasferta in terra bresciana, ma molti sono stati i commenti sfavorevoli sentiti sulla via del ritorno. Quello che però trovo inammissibile in una gara ufficiale è la mancanza di acqua che si è verificata al ristoro del 10o chilometro, mancanza che ha certamente sfavorito gli atleti lenti e per questo più bisognosi di ristoro!
Come ultima annotazione voglio segnalare la presenza in mezzo a noi di Beppe “inox” Togni. No, non una presenza virtuale, ma una presenza reale, seppure solo in fotografia. Il merito di questo va a Mario, che ha distribuito decine di foto. Questo fatto ha reso un po'meno triste la mancanza del nostro amico.
 
Meritato riposo

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