lunedì 16 ottobre 2017

Mao “Arabo Fenice”

Posso considerare la Valle Seriana quasi come una seconda casa: qui, nell'ottobre 1977, esattamente 40 anni fa, è iniziata la mia carriera di maratoneta; qui, nel 2011, sono iniziati gli “allenamenti” con Rossana per i nostri futuri pellegrinaggi; qui, almeno un paio di volte al mese, facciamo le nostre passeggiate di circa 25 km; qui, la settimana scorsa, abbiamo percorso nei due sensi la ciclabile, 70 chilometri in totale (in due giorni, naturalmente), un po' per tenerci in allenamento, un po' per festeggiare il 40° anniversario della mia prima maratona. Ebbene, essendo di casa, conosciamo tutti i particolari. Ecco, nei primi chilometri, nel parco di Alzano, sono posti dei cartelli che indicano le specie di uccelli che si possono incontrare lungo il tracciato; ormai le conosciamo tutte, anche senza averle avvistate, dopo aver letto le caratteristiche sui pannelli.
Uhmmm, credevo di conoscerle tutte!
Ecco, domenica 15 ottobre mi sono reso conto che una nuova specie ha preso casa lungo la ciclabile: il “Mao Arabo Fenice”. Gli antichi credevano che la fenice rinascesse dalle sue ceneri, perciò la ritenevano immortale. Solo un paio di mesi fa sono andato a trovare Dario in una fredda stanza di ospedale; beh, forse proprio fredda non era e neppure silenziosa, per il fatto che era piena di amici, ed il suo umore era un misto di preoccupazione e di malinconia. Voi potreste pensare che il suo umore riguardasse il suo stato di salute, vero? Errore! Era preoccupato di non poter portare a termine la sua decima edizione della Maratona di Reggio Emilia! Ci siamo visti in altre occasioni più liete, a qualche gara non competitiva, dove piano piano aveva ripreso prima a camminare poi a corricchiare. Sempre sorridente, per la verità, ma con un sorriso appena accennato, non il suo solito sorriso a trentadue denti. Un paio di settimana fa aveva corso la mezza Maratona di Bergamo, con un tempo deludente, secondo lui. Per fare un raffronto: qualche minuto più lento del mio tempo.

Domenica la sorpresa. Appena sceso dall'autobus, mi sento chiamare e chi ti trovo? Dario! Buona e cattiva notizia allo stesso tempo! La buona notizia è stato il piacere di rivedere l'amico alla partenza della “Clusone Alzano Run”, la gara di 30 chilometri organizzata dai Runners Valseriana. La cattiva notizia è che anche oggi dovrò impegnarmi per arrivare prima di lui. Non tanto per Dario, con il quale non ho nessun tipo di rivalità - beh, non ho rivalità sportiva con nessuno - ma per non subire gli sfottò che di sicuro mi rivolgeranno le altre pecore nere nei giorni successivi. Già mi sembra di sentirli: “Ecco, anche oggi sei arrivato dietro il Mao, con tutto quello che gli è capitato...etc. Etc.”. Neppure da prendere in considerazione le affermazione fatte da Dario prima della partenza: “Non sto bene...”, “Non ho allenamento...” “...” e via discorrendo! Conosco i miei polli.
Infatti...
Partiti, esco nelle ultime posizioni dalla pista di Clusone, da dove parte la gara. Bene, più parto in fondo alla fiumana di atleti, meno atleti mi sorpasseranno in seguito. Sono a fianco di Annette, affidatami da Roberto che oggi non corre perché ha problemi ad un ginocchio (esistono ancora atleti che hanno la testa sulle spalle). L'intenzione è quella di correre assieme tutta la gara. In effetti corriamo affiancati per circa un chilometro, poi piano piano Annette diventa un puntino all'orizzonte e quasi nello stesso momento si manifesta l'incubo del Mao, altro che “Oggi vado piano”! Corriamo affiancati ed in compagnia di Marco, con passo buono. Passano i chilometri, l'andatura non cala... Buono il passaggio alla mezza. Qui Dario avrebbe dovuto rallentare, ma non lo fa neppure per idea. Bene, sono contento! Si chiacchiera allegramente, ormai arriveremo affiancati al traguardo. Quando mancano tre chilometri alla fine, appena una ragazza della nostra squadra ci sorpassa, Dario mi … licenzia! “Vai ,Fausto, ci vediamo all'arrivo!”. Eccomi sul traguardo e dopo pochi secondi ecco arrivare “Mao Arabo Fenice”. Ora sfoggia il suo sorriso più smagliante.
A Reggio Emilia un altro Fausto dovrà preoccuparsi.

L'amico è tornato, l'amico è stato ritrovato... “Mao” è rinato!

P.S. Anche questa volta, anche se di pochissimo, Dario è rimasto dietro; per cui, Pecore Nere...

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