lunedì 3 aprile 2017

La felicità negli occhi di Emilio

Per essere felici a molte persone basta poco, come dice una famosa canzone di Al Bano, un semplice panino con un bicchiere di vino, un raggio di sole caldo danno la felicità. Per un corridore di “tutti i giorni”, quello che non chiede prestazioni assolute, anche il “solo” terminare una maratona può essere un motivo per essere felici; se poi la maratona è la tua prima, la felicità che si ottiene è ancora maggiore. Molti esprimono la propria felicità con fiumi di parole; in altri la felicità si vede da qualche caratteristica del viso: ieri erano gli occhi! Eh sì, Emilio ha terminato la sua prima maratona, quella di Milano. Gli occhi esprimevano quello che non riusciva a dire a parole. Giorni di preparazione, sedute di allenamento, tensione prima della partenza, dubbi in gara, ma alla fine il traguardo tagliato ha cancellato tutto ciò. Ora c'è solo la gioia a tenerti compagnia. Se posso, un consiglio: goditi questi momenti di felicità, non ti preoccupare ora del tempo fatto, di quello che avresti potuto fare, di quello che farai... benvenuto nel magnifico mondo dei maratoneti, Emilio!

Di ritorno dalla maratona, in metropolitana, mi stavo chiedendo quale potesse essere l'argomento del post di oggi. Mi è bastato uno sguardo al nostro nuovo amico e tutto è diventato facile. Per un attimo mi sono rivisto riflesso in lui: credo di aver avuto anch'io la felicità negli occhi ed il dolore nelle gambe, quarant'anni fa, al termine della mia prima maratona!
Ieri il gregge delle Pecore Nere era sparso per la Lombardia: chi correva in una non competitiva, chi stava per correre la maratona, chi ancora era sotto il caldo delle coperte. In quest'ultimo caso non per pigrizia, ma per acciacchi; non posso far altro che augurare una pronta guarigione. Lasciato il gregge, mi sono unito al “gruppo vacanze”. Infatti i nuovi compagni sembravano essere in partenza per una vacanza più che per una gara. Beh, tutto sommato questa è la soluzione migliore! (nda: il termine “gruppo vacanze” non è mio, ma di Manuela, in veste di … capogruppo!).
Dopo qualche assenza, eccomi di ritorno alla Milano Marathon, giunta alla 17a edizione e con un percorso, per me nuovo, infatti partenza ed arrivo in Corso Venezia e con percorso gara tutto cittadino. Quest'anno non si sono visti, se non in un paio di sporadiche occasioni, le solite lamentele dei milanesi riguardo alla chiusura del traffico, questo forse per le meticolose e numerose segnalazioni poste in essere dall'organizzazione. Da segnalare anche la maggior rigidità e maggior controllo delle forze preposte al controllo del traffico. Se da una parte non si è sentito il fastidioso rumore dei clacson, altri suoni ne hanno preso il posto, ma in questo caso suoni graditi: erano le grida gioiose e festanti degli staffettisti nelle zone cambio, che si dispiegavano per diverse centinaia di metri lungo il percorso.
Per quanto riguarda l'organizzazione, secondo il mio giudizio, ha presentato ancora luci ed ombre, con un risultato che dà sì la piena sufficienza alla gara, ma ha ancora parecchia strada da fare per raggiungere un ottimo risultato. Come prima annotazione, mi sembra opportuno segnalare che nello stesso giorno in cui si disputa la maratona a Milano anche a Roma si correva una maratona. Questo non è certo da imputare all'organizzazione della maratona di Milano, ma alla “cecità” della FIDAL che ha permesso (forse voluto?) la
Gruppo vacanze?
No Maratoneti!
sovrapposizione delle due gare. È di certo “colpa” dell'organizzazione la scelta di consegnare agli atleti un'unica spugna da utilizzare per tutta la gara. Come sapete, sono da sempre contrario a questa soluzione. Segnalo solo che ai punti spugnaggio erano presenti pochissime vaschette con acqua. A quello previsto al km 32,5 le vaschette presenti erano solo cinque … non vi dico il colore dell'acqua presente, al cui confronto l'acqua del Lambro risulta essere una limpida sorgente! Da apprezzare invece il ristoro finale personalizzato: subito consegnato in una pratica sacca (… molto più capiente di quella da utilizzare per mettere gli indumenti), ed adeguato sia per la presenza di un paio di bottiglie che per la presenza di cibi solidi e frutta. Da rivedere la consegna delle borse con indumenti pre-gara: gentili, veloci ed efficienti gli addetti al ritiro, difficoltoso l'accesso alla zona consegna.
L'anno prossimo la maratona di Milano raggiungerà la maggiore età. Spero vivamente che possa raggiungere un punteggio che vada ben aldilà della semplice sufficienza; in definitiva, basta poco!

Sito WEB manifestazione
Ordine di arrivo
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Ordine arrivo



- EA7 Emporio Armani Milano Marathon
4h 39' 30" 
632/3 
 
    4580/5304
-
34/56
4h 37' 46"  
6'37" min/km 



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