Nel suo discorso di fine anno il Presidente Mattarella ha ripercorso gli 80 anni della nostra Repubblica ricordando avvenimenti e personaggi che hanno caratterizzato la nostra storia. Seguendo il suo esempio io sfoglio il mio personale album di ricordi, lungo cinque lustri, ma che riguarda una solo giorno dell'anno: il 6 gennaio, data in cui si disputava, nella frazione Roncola di Treviolo, una gara a me, e credo a molti "vecchi" RB, cara: La "Maratona sul Brembo". La manifestazione è nata da una proposta di Roberto, accolta dal Direttivo dei Runners Bergamo ed apprezzata da tutti gli atleti, allora di certo non numerosi come oggi. Tralascio la storia della maratona, ma apro, come dicevo prima, il mio personale album di ricordi sul 6 gennaio, data nella quale ho sempre corso una maratona, con solo poche eccezioni. Lo scorso anno, per onorare promesse fatte, ho corso la "Mezza sul Brembo", gara che ha rimpiazzato nel calendario la maratona, ma sempre organizzata dal mio gruppo. Ricordo che nella mia ultima partecipazione fui pure premiato. Per molti il mio premio potrebbe essere considerato un premio minore, quasi un insulto, ma non per me e soprattutto per Elena. È stata lei infatti a "costringermi" a partecipare. Il premio era destinato all'ultimo classificato dei Runners Bergamo: una targa in ricordo di Giovanni, un carissimo amico e compagno di molte corse di Elena. Quest'anno sono ritornato alle vecchie abitudini: correre una maratona, anzi per me correre "la" maratona. Tolta dal calendario la nostra gara, il suo posto era stato preso dalla Maratona di Crevalcore, organizzata in poco meno di due mesi da Gianfranco. In questa gara le mie pagine dell'album dei ricordi mostrano prima un tracciato che passa in una terra ferita dal terremoto, case ancora danneggiate, segni di devastazione molto evidenti, ma l'anno successivo si vede già che la gente del luogo ha saputo riprendersi e, dove prima vi era distruzione, già si vedono segni di ripresa: numerosi cantieri attivi ed in alcuni casi già con lavori ultimati. Le pagine però più nitide riportano ricordi inerenti alla "nostra" maratona, quella dei 20 giri, ma soprattutto i ricordi sono legati alle persone che hanno reso possibile la "storia" della maratona.
Nelle prime edizioni era ormai abitudine ricevere il giorno prima della maratona la telefonata da parte di Amedeo, presidente della FIDAL di Bergamo: "Dellapiana, domani forse la maratona non parte ...". Io mi preoccupavo di questa affermazione, ma sapevo già che Andrea, allora presidente dei RB, avrebbe sistemato tutte le presunte irregolarità sui tesseramenti, sia degli atleti che delle società, con il suo buon senso e con molta diplomazia. Se il presidente teneva le pubbliche relazioni con le istituzioni, il segretario Gregorio le teneva con ... tutti. Era quasi un'abitudine vederlo arrivare all'ultimo sulla linea di partenza: si era fermato a chiacchierare con ... chiunque. Pur essendo alle prime esperienze, il nostro gruppo ha sempre offerto un ottimo servizio di segreteria prima e dopo la gara; gran parte del merito va a Giuliano che ha sempre coordinato in modo eccellente il servizio.
La segreteria è un servizio poco appariscente, quello che si vede subito è l'allestimento scenografico: qui l'architetto Miki era insuperabile, frutto anche dell'esperienza fatta con la "Gimondi". Ma per allestire non basta la mente, servono le braccia. Rosario ed Andrea sono stati per anni degli ottimi capisquadra. Mentre corro, in solitaria, mi vengono alla mente, sfogliando le pagine del mio album, alcuni fatti curiosi. Il cartello che indica il "GPM" (Gran premio della montagna), cosa insolita per una gara disputata su un anello praticamente in piano. Beh, in effetti il dislivello di 80 centimetri in questo contesto lo può giustificare. Oppure vedere Virgilio che con una scopa toglieva l'acqua dall'unica pozzanghera del percorso. Umoristico, per me, è stato l'atteggiamento della cuoca che cucinava il minestrone presso la sede degli Alpini. Si era quasi alla fine della manifestazione, quando, uscita dalla cucina ed osservando il numero in attesa della tazza di minestrone caldo, rientrando, con la classica saggezza e praticità contadina, sentenziava: "Bota amò du liter de acua, insè am sè a post..." (non so se scritto esattamente); in ogni caso, questa è la traduzione "Aggiungi ancora due litri di acqua così riusciamo ad accontentare tutti ....". Giornata fredda, meno due gradi alla partenza, ma il calore dei ricordi mi scalda, non solo il cuore. Oggi, per la prima volta, il percorso non è tutto sull'anello della Roncola, ma è in gran parte al di fuori e passa per luoghi ormai iconici per Bergamo: il Parco della Memoria, l'ospedale Papa Giovanni XXIII, ai piedi delle colline del lato B di Bergamo Alta, ma non poteva di certo mancare il passaggio per l'anello. Ormai sono quasi alla fine della "mia" Maratona sul Brembo, mancano circa quattro chilometri, quando transito sul luogo dove era posto il traguardo. Qui due nitide, tristi, ma allo stesso tempo rasserenanti pagine mi si presentano davanti. La prima è quando ho accompagnato Giulio al traguardo della sua 100a maratona. Ricordo il suo sorriso, la sua gioia per il raggiungimento di questo traguardo e ricordo pure il premio che si era concesso: come sua abitudine, fumare una sigaretta! Poco dopo un malaugurato incidente gli fece tagliare il suo ultimo traguardo. In questo luogo era posto pure il ristoro della manifestazione, che era gestito dagli amici dell'AVIS Curnasco e coordinato da Gianni. Ad ogni giro, mi porgeva sempre non solo un bicchiere di tè caldo, ma anche un caldo incitamento. Proprio in questo tratto del percorso l'ho visto per l'ultima volta, prima del 31 dicembre del 2020, un breve saluto, un augurio per il nuovo anno. Mi ricordo ancora le sue parole prima di riprendere ognuno la propria strada: "An se semper noter eget a cor ... anche se an va pià" ("Siamo sempre noi vecchietti a correre, anche se andiamo piano"). Dopo questo nostro incontro anche lui raggiungerà il suo ultimo traguardo. La giornata fredda non mi ha fatto sudare, ma questi ricordi mi hanno fatto sudare un po' gli occhi. Eccomi ormai alla fine della mia gara: 42.195 metri, di 5h 31'42", ma terminerò la mia maratona effettivamente al km 42.630 metri (+1%) con il tempo di 5h 37'18".
Chiudo il mio album dei ricordi e mi scuso fin da ora per gli amici che hanno reso possibile la realizzazione della "nostra" maratona e che non ho menzionato. Come da previsione, anche questa volta ho vinto la maratona. Beh, è sempre facile quando si corre da soli, ma anche questa volta più che un Lupo Solitario sono un Lupo Buono. Con la quota iscrizione e il premio per la prima posizione ho acquistato due caprette. No, no, non per mangiarle, ma per aggregarle al nostro piccolo gregge in partenza per un remoto villaggio in Africa. Per il mio pasto ci penserà Rossana, con un caldo e fumante piatto di pasta all'amatriciana.P.S. Voci (incontrollate) di "Radio corsa" dicono che per il 2027 i Runners Bergamo organizzeranno una maratona. Che sia la "Maratona sul Brembo" che come Araba Fenice risorgerà dalle sue ceneri? In quel caso sono certo che non sarò io a vincerla!
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