domenica 4 gennaio 2026

Alla ricerca della slitta perduta

Esattamente un anno fa ho avuto la spiacevole sorpresa, al termine delle mie consegne di regali in giro per il mondo, di non ritrovare più la mia slitta. Mi ero fermato per una fumante tazza di tè e pasticcini allo zenzero in un piccolo paese in provincia di Bergamo, Treviolo, presso la casa del mio amico (ed alter ego per tutto il resto dell'anno) Lupo Solitario. Amara sorpresa all'uscita di casa sua, mentre mi accingevo al ritorno nelle mie fredde terre del nord: slitta sparita. Non avendola ritrovata - forse è stata rottamata - la notte della Vigila di Natale quest'anno è stata ancora più faticosa di quella dello scorso anno; non è facile consegnare regali per un vecchietto che soffre di malanni legati all'avanzare degli ... anni. Con perseveranza però ho tenuto fede al mio ruolo e nessun bambino è rimasto deluso. Come lo scorso anno però ho voluto vedere di persona le strade che sono, durante l'anno, abitualmente percorse dal mio amico (!) Lupo Solitario.
Durante la colazione in sua compagnia mi ha raccontato che durante le sue uscite in ... solitaria, incontrando altri atleti questi difficilmente rispondono al suo saluto: qualcuno fa finta di non vederlo, qualcuno consulta incrociandolo il suo smartphone, qualcuno sembra pure infastidito dal suo saluto. Ecco, questo atteggiamento mi sarei aspettato di trovare pure durante la mia breve corsetta sui sentieri, pardon sulle strade, abitualmente percorse, ma ... ho incrociato, nonostante fosse il giorno di Natale, diversi atleti che correvano; forse lo facevano per perdere prima dei chili che avrebbero poi ripreso con il lauto ed abbondante pranzo di Natale. Il loro comportamento è stato opposto a quello che mi era stato indicato: incrociandoli, non solo rallentavano, ma salutavano calorosamente. Anche gli automobilisti, che generalmente non vedono di buon occhio chi corre, quelli che se ti vedono sulle strisce pedonali, non solo non si fermano, ma accelerano per poter passare prima del "povero" pedone, oggi, stranamente, non solo si fermano per farti passare (come dovrebbe essere sempre), ma pure suonano festosamente il clascon per salutarti ed augurarti Buon Natale. Dovrò consigliare al mio amico Lupo Solitario di non indossare, durante le sue uscite, abbigliamento sportivo ... ma di vestirsi come un clown, o con un abito con colore rosso, esattamente come il mio. Sono sicuro che avrà maggiore attenzione e più rispetto!

Giorno 26 dicembre - Santo Stefano

Quest'anno, come anni fa, si corre a la Maratonina di Zanica, giunta alla sua 30a edizione ed organizzata dal gruppo podistico "Insieme con Amicizia". Questa manifestazione, che chiude il calendario delle gare non competitive della bergamasca, è un classico e richiama podisti non solo della provincia ma da tutta la Lombardia. È un'occasione unica, non solo per fare quattro passi per smaltire le libagioni del giorno prima, ma anche per ritrovare gli amici e scambiarsi gli auguri per il nuovo anno. Questo fatto è favorito dal luogo dove è organizzato il centro manifestazione: una grande palestra riscaldata. In questo luogo, non solo è possibile fare iscrizioni senza lunghe file al freddo prima della partenza, ma è possibile lasciare borse ed alla fine scambiarsi gli auguri in tutta tranquillità, magari sorseggiando un bicchiere di tè caldo, unitamente ad un golosa fetta di panettone. Per chi non si sente ancora sazio dal pasto natalizio, nessun problema: la ricarica di carboidrati è assicurata da una calda scodella di tortellini in brodo. Unico problema (conosciuto) è parcheggiare l'auto. Per fortuna i Vigili Urbani sono abbastanza tolleranti e, se il parcheggio dell'auto non intralcia il regolare traffico, chiudono bonariamente un occhio. Per la verità oggi non avevo intenzione di correre qui, ma l'occasione è stato il gentile invito di Piro. Potevo forse rinunciare alla sua compagnia, per di più oggi che è pure il suo onomastico? La giornata, seppur fredda, consente una corsa abbastanza agevole, per la presenza di un pallido sole; quello che rende meno agevole correre è la presenza, per la verità prevista conoscendo il percorso, di fango. Infatti si corre per la maggior parte del tracciato su strade di campagna prive di asfalto. Per alcuni questo è un bene, non certo per la mia schiena e per il ginocchio di Stefano. Il tracciato, rispetto alle prime edizioni, ha visto un notevole mutamento della topologia dei luoghi. Parafrasando una famosa canzone: "La dove c'era l'erba ora c'è una città ...", si potrebbe tradurre: "La dove c'era l'erba ora c'è una superstrada, con sottopassi e cavalcavia ...". Infatti la campagna che si estendeva fino al Santuario della Basella (Il Santuario della Basella è inserito in un'area di grande valore storico-paesaggistico, vicino al Fiume Serio, dove la coltivazione del riso, sebbene non esclusiva, è storicamente legata al territorio, sfruttando le rogge locali per l'irrigazione, come testimonia l'antica via "Francesca" e la vicinanza alla Lomellina, famosa per il riso) ed oltre, ora è tagliata, come un'enorme cicatrice, dalla superstrada. Contrariamente al mio solito, oggi ho scelto di prendere il biglietto con premio: infatti questo non è, come spesso accade, un oggetto prodotto in Cina, ma un prodotto realizzato da un'azienda locale. Credo, come più volte ribadito, che in queste manifestazioni si debbano privilegiare, per ovvie ragioni, prodotti a km 0!

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