venerdì 3 aprile 2020

“Mezza maratona del Cavolo”


… ma che cavolo di nome per una mezza maratona! 
Forse avete ragione; il nome dato alla mezza, disputata rigorosamente in spazio chiuso, ha bisogno di qualche chiarimento. Se avete la pazienza di leggere il post fino alla fine, sono sicuro che non solo capirete il perché della denominazione, ma sarete anche d'accordo.
Nel linguaggio comune, oltre al significato più appropriato (cavolo = pianta erbacea, etc. etc – vedi - ), ha diversi utilizzi nel linguaggio figurato (es. “Non capisci un cavolo”, “Fatti i cavoli tuoi” ). Con il termine “cavolo” si vuole anche indicare una cosa di scarso valore.
Perciò dare alla gara il nome “Mezza maratona del Cavolo” è già un'attribuzione azzeccata. Che valore ha una gara, corsa su un percorso casalingo, con un unico concorrente, che forse lo fa per egoismo e soprattutto in questi tempi bui? Vale giusto giusto un cavolo, una cavolata insomma! In effetti non avete tutti i torti.
Ma … eh, sì, esiste sempre un ma che merita una breve spiegazione.

Ora la pandemia del COVID-19, pandemia che ritenevamo non ci interessasse, che fosse una cosa legata ad usi alimentari di popoli a noi lontani, che non riguardasse NOI italiani sempre pronti a trovare un colpevole (“Cinesi, che oltre a prenderci il lavoro, ora ci danno il virus!”). Pensavamo che se si fosse presentato in casa nostra sarebbe stato solo un'influenza o poco più. Chi in Italia all'inizio dichiarava di non preoccuparsi, che eravamo pronti per un'eventuale epidemia, etc. etc. dovrebbe … “Andare a piantare cavoli.
Quindi, dopo i primi casi, eravamo tutti pronti a esorcizzare il fatto (alcuni articoli pubblicati sul web nella settimana dal 23 al 28 febbraio … per rinfrescarsi la memoria - vedi1vedi2vedi3 -).
Ora sappiamo che erano tutte “cavolate”.
Poi, quando l'Italia ha preso misure di “distanziamento sociale”, furono altri stati europei e non solo a pensare: “Ma che cavolo fanno in Italia?”. Mentre gli Italiani, già alle prese con un virus sempre più aggressivo, che metteva in crisi uno dei sistemi sanitari più avanzati del paese, mentre in molti “Andavano ad ingrassare i cavoli” (mi scuso per il termine usato, ma è per sottolineare il concetto), pensavano: “Ma perché all'estero non fanno un cavolo?”.
Ora che circa metà della popolazione mondiale è in lock-down, sappiamo che molte dichiarazioni fatte da esponenti di tutto rispetto “c'entravano come i cavoli a merenda”, essendo state smentite dai fatti e costringendoli a fare imbarazzanti retromarce.
Durante i nostri pellegrinaggi a Santiago de Compostela, abbiamo visto parecchi campi coltvati con quello che io chiamo “cavolo spagnolo”: piante alte anche un paio di metri, le cui foglie si usano nella ricetta del “Caldo Gallego”, una tipica zuppa galiziana, un piatto povero ma gustoso. Nell'ultimo pellegrinaggio ho raccolto alcuni semi ed ora ho diverse piante di questo cavolo nel mio giardino. Alcune hanno tre anni e sono alte più di tre metri. Naturalmente ne uso solo alcune foglie ed in rare occasioni. Ora sono utilizzate come piante ornamentali ed in questi giorni hanno una rigogliosa fioritura.
Ho buoni ricordi della Spagna, ma soprattutto degli Spagnoli, gente mediterranea che ci ha sempre accolto non solo come pellegrini, ma in molti casi nella propria casa come amici.
In questi giorni Spagna ed Italia stanno combattendo una guerra comune, che ci vede fianco a fianco, ma soprattutto le due nazioni hanno un numero molto alto di … persone che ci hanno preceduto nella maratona della vita.
Ecco quindi l'idea di denominare la gara di domani “Mezza maratona del Cavolo” e “Media maratòn de Repollo”. Credo ora che sarete senz'altro d'accordo sul nome della gara, vero?
Una unione ideale tra due popolazioni amiche.
Che la splendida fioritura del “cavolo spagnolo” sia di buon auspicio per la fine di questo “incubo”.
Oggi la mia quota gara sarà devoluta a quelli che qualcuno anni fa chiamò “tassisti del mare” ed ora ricevono da lui invocazioni di aiuto. Aiuto che EMERGENCY sta portando anche a Bergamo, con medici ed infermieri, nell'ospedale da campo costruito dagli Alpini nei padiglioni della Fiera.

EMERGENCY Ong Onlus
c/o Banca Etica, Filiale di Milano
IBAN IT86P0501801600000013333331
BIC CCRTIT2T84A


Forza alzatevi e camminate! 
Beh, se volete potete anche correre!

Foto fatte in data odierna Treviolo via Kolbe

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