martedì 14 aprile 2020

La corsa in giallo


Finalmente un post che non tratta di coronavirus, di corse dei criceti e cose simili. Parliamo di ciclismo e della più famosa corsa a tappe: il Tour de France... questo è quello che penserà la maggior parte di voi, leggendo il titolo del post. In effetti non avrebbe tutti i torti. Nel momento in cui accingo a scrivere questo post, il Tour de France risulta ancora essere in calendario, seppure con una data di partenza spostata di qualche settimana (si ipotizza la data del 25 luglio come data di inizio). Ma questo non è un blog che tratta di ciclismo e quindi deve deludere le vostre aspettative: si parlerà ancora di corsa, si parlerà ancora di solidarietà, insomma, nulla di nuovo sotto il sole … giallo! Lo spunto per questa corsa mi è stato dato da una mail di padre Fabio, che ci informava sullo stato dei lavori nella Cattedrale di Santiago, a tutt'oggi ancora chiusa, chiusura che vanifica il “pellegrinaggio”, non potendo visitare la tomba (cito le sue parole: “Tutto si riduce a una buona camminata, certamente utile al corpo e all’anima, ma non a realizzare il Pellegrinaggio”). 

Questo fatto, unitamente all'emergenza in atto che impone una chiusura strutturale: tutto fermo, ostelli sbarrati, ristoranti e bar fuori servizio, inesistenti le attenzioni abituali al pellegrino, fa sì che vengano a mancare le risorse, riducendo sul lastrico numerose famiglie. In particolare, i Padri aiutano un'ottantina di famiglie. Ho già espresso la mia vicinanza agli amici spagnoli e ora vorrei anche essere più vicino agli amici del Cammino. Ecco quindi l'idea di correre nel giorno di Pasquetta una mezza e di devolvere la quota ai Padri. Facile facile trovare la denominazione della “gara”: “Pellegrino … giardino”. Beh, non sarà certamente originale, ma almeno ha la rima!
Come tutti sanno, il giallo è il colore “ufficiale” del pellegrinaggio (o meglio dei Pellegrinaggi) verso la tomba di San Giacomo. Nessun riferimento particolare, ma Padre Elías Valiña, che segnò per primo il percorso francese ricevette in omaggio diversi barattoli di vernice gialla, che utilizzò per le segnalazioni stradali. Da allora tutti si adeguarono a questa usanza.
Nessuna difficoltà per il percorso: il CoronArena non prevedeva gare per il giorno 13 aprile e quindi tutto pronto per i 337 giri che contraddistinguono i 21 chilometri della mezza maratona.

Partenza comoda oggi, nessun appuntamento con Francesco. Nessun obbligo anche per il fotografo alla partenza della gara. Appuntamento verso mezzogiorno per la foto dell'arrivo. Un Piccolo imprevisto verso il sesto chilometro: perdita di equilibrio nel tratto più difficile del percorso, il “Canyon garage”, con conseguente botta ad una spalla ed uno stiramento sul retro della coscia destra. Per fortuna il dolore alla coscia si attenua dopo poco e posso continuare la gara correndo. Oggi sul percorso ho avuto un aumento del 100% degli spettatori: oltre al solito merlo, Merlino, ho avuto la vista di una tortora; sarà per la “fama” che via via sta assumendo Sir Marathon, o la “fame” dei pennuti che a fine corsa sarà sopita con una manciata di chicchi di grano? 


Soliti pensieri in corsa riguardanti la situazione sanitaria di cui sembra non vedere la fine; credo che siano pensieri che accomunano tutti. “Quando finirà, ? Come sarà la situazione economica? Potrò fare le ferie con i nipotini?”. Penso alla mia situazione di pensionato e mi ritengo fortunato. Penso anche alla possibilità di poter ripetere il prossimo anno il Cammino Francese con Rossana. Vorremmo festeggiare il 10° anniversario dal nostro primo cammino. Mentre mi avvicino alla fine, mi vengono in mente gli incitamenti che spesso gli abitanti dei paesi attraversati rivolgono ai pellegrini: “Ultreia”, a cui si risponde: “Et suseia“. Ultimamente però è più facile sentirsi apostrofato con un più moderno “Buen Camino”. Mi voglio soffermare però sui primi saluti, che mi sembrano collegati alla situazione in cui stiamo vivendo. “Ultreia” significa “andiamo oltre” o “andiamo avanti”, mentre il significato di“Et suseia“ è “andiamo più in alto”. Ecco, dobbiamo pensare positivo, lasciare il peggio alle nostre spalle. Dimentichiamo il motto “Bergamo, mola mia”, ora dobbiamo guardare al futuro, “andare oltre”, “andare avanti” e soprattutto “andare più in alto”. Sono sicuro che non ci mancano le forze, soprattutto se saremo uniti, come lo siamo in questi tristi momenti. Esempi non ne mancano certo. Tralascio di citare medici, infermieri, addetti alle autoambulanze, farmacisti, preti e forze dell'ordine. Il loro lavoro è sotto gli occhi di tutti. Voglio ricordare il lavoro fatti da volontari senza volto e senza nome, che, con tessuti per tovaglie hanno fatto camici da donare ai medici che fanno assistenza domiciliare. Ricordiamo anche chi, con lenzuola, ha fatto mascherine da distribuire gratuitamente, chi con mani pietose cura le tombe dei nostri cari, chi porta pasti e medicine ad anziani soli, chi … sono sicuro che tutti voi potreste continuare l'elenco, facendo riferimento a persone a voi vicine.



Ecco, gara terminata. Do pure il tempo per gli amanti della statistica: 3h 04' 19”.
Credo che ora il motto più indicato sia “Ultreia, Bergamo!

Giallo! Giallo è pure lo striscione con cui voglio ricordare Giulio Regeni, che da anni aspetta che sia fatta verità.


Se volete essere vicini con un gesto di solidarietà, Sir Marathon consiglia: “Amici Guanelliani di Santiago”.


Beneficiario: AMICI GUANELLIANI DI SANTIAGO
BANCA INTESA SAN PAOLO S.P.A.
Filiale di Milano - Piazza Paolo Ferrari, 10
IBAN: IT97 L030 6909 6061 0000 0110 452


1 commento: