mercoledì 20 gennaio 2021

Domenica fredda al Parco Callioni

Una qualsiasi domenica invernale sull'anello del Parco Callioni, alla Roncola, meta abituale in questo periodo di confinamento di podisti “della domenica”, che, orfani delle non competitive ne approfittano per mantenersi in esercizio. Fa freddo, ma l'incontro con un amico rende la temperatura meno gelida. L'amico che quasi tutte le domeniche incrocio è Gianni. Io, generalmente, corricchio, mentre lui cammina, come sua abitudine, con passo veloce. È l'occasione per fare un tratto di strada assieme, per scambiare quattro chiacchiere. Terminato il giro, lui riprende la strada di casa, mentre io continuo “in tondo”. L'ultima volta è stato a fine dicembre. Ricordo le sue parole, quando ci siamo incrociati: “An se sempre noter in giro, du ecc, ma a be insè” (*) (spero di aver scritto giusto). Facciamo un tratto assieme, ci lasciamo scambiandoci gli auguri di un buon 2021. Lo vedo nella sua giacca a vento allontanarsi. 

Il suo 2021 è stato troppo breve. 

domenica 17 gennaio 2021

“Malo male”, mi hai tolto tanto ...

...ma mi hai dato pure qualcosa!

L'anno appena trascorso sarà ricordato da tutti noi per quello che ci ha tolto; di sicuro saranno più i ricordi negativi che quelli positivi. In questo mio post mi limito solo a fare un confronto tra il “dare/avere” in campo sportivo e più precisamente parlerò di corsa. Quello che il “malo male” ci ha tolto è sotto gli occhi di tutti e quindi è un dato oggettivo che riguarda sia gli organizzatori che gli atleti. Nel caso degli organizzatori di eventi sportivi, non tutti sono stati colpiti nello stesso modo, anche se tutti alla fine hanno avuto un danno. I più sfortunati, quelli che avevano gare programmate all'inizio dell'anno, oltre all'annullamento della gara hanno avuto pure dovuto sostenere le spese per il materiale già acquistato. In alcuni casi hanno provato a limitare il danno spostando la data dell'evento a fine anno, ma la cosa si è rivelata vana. I più “fortunati” (beh, si fa per dire) hanno solo annullato l'evento.

giovedì 7 gennaio 2021

Maratona sul Brembo 2.0

Premessa

Il 6 gennaio da sempre è stato per me l'occasione di correre una maratona. L'inizio risale al secolo scorso, anno 1996: “1a PlacentiaMarathon”, gara corsa sotto la neve; altre 13 volte presente, tra cui l'ultima in cui era presente anche la 42195. All'inizio del secolo eccomi ai nastri di partenza della “Maratona sul Brembo”, qui in veste di organizzatore/atleta, forse una delle maratone più “amate dagli italiani” (concedetemi un po' di sano campanilismo). Presente in tutte le sette edizioni disputate. Anche a questa maratona, come a quella di Piacenza, è stata ridotta la distanza della metà. Trasferta obbligata, quindi, in Emilia per la “Maratona di Crevalcore”, il percorso della quale si snodava nella piatte campagne devastate dal terremoto.

sabato 2 gennaio 2021

Pista perfetta per un Runner solitario

1 gennaio: corsa il solitaria sul circuito della Roncola! Beh, almeno quest'anno possiamo dare la colpa al “malo male”, se mi sono trovato solo. Eh, sì, anche quest'anno i Runners Bergamo hanno disertato quella che per molti anni è stata la “prima riunione” dell'anno. In effetti, comprendeva una corsa, per smaltire gli eccessi dei giorni di festa, un brindisi, per lo scambio di auguri, e … un piccolo (beh, forse non troppo) ristoro, per riprendere le energie spese per la corsetta (bella la scusa!), ed infine una riunione. Infatti si prendevano gli ultimi accordi, si davano le ultime disposizioni per la “Maratona sul Brembo”, che si sarebbe disputata dopo qualche giorno. Quest'anno sono stato in dubbio fino all'ultimo se rispettare la tradizione: una fastidiosa, anche se non battente pioggia e la possibilità di trovare la pista impraticabile per la neve mi hanno fatto dubitare fino all'ultimo. Ma, nonostante tutti i miei dubbi, non ho voluto rinunciare. Alla fine devo dire che sono rimasto molto soddisfatto della mia scelta. 

martedì 29 dicembre 2020

“Ma ci sono ancora i Runners Bergamo?”

Questa è la domanda che mi sono sentito rivolgere da un mio amico maratoneta lo scorso mese di settembre, a Cesenatico, in occasione della “Maratona Altzaimeir”, una delle poche gare organizzate nel 2020. Organizzazione un po' diversa dal solito, causa pandemia, ma non mi dilungo nei dettagli che potete scoprire leggendo il post “Gli “arancioni” invadono Cesenatico”. Sentendo la domanda del mio amico cado letteralmente dal pero, in senso figurato. La caduta da alberi da frutto, in questo giorni, mi evoca tristi ricordi. Mi soffermo sulla domanda e controbatto: “Certo che ci siamo ancora; ma perché questa domanda? Non essendoci gare, è logico che non si vedano in giro atleti “targati” Runners Bergamo …”. “Giusto, non vedo voi come non vedo altri amici di altri gruppi, ma voi siete scomparsi anche dalla rete, mentre molti altri gruppi hanno incrementati i loro incontri, anche se virtuali, sui loro siti: un modo per essere vicini almeno virtualmente …”. Mi fermo qui nel riferire il dialogo. Questa discussione è stata l'occasione per “riempire” alcune delle gare successive che ho corso in solitaria. Ho già detto che la cosa più difficile del correre da solo, su circuito da criceto, è tenere impegnata la “testa”, per non soffrire di paranoia.

martedì 22 dicembre 2020

Ora è lassù a raccoglier ciliege ...

L'anno non poteva finire in maniera peggiore, portandoci via un amico: Gaetano. Non è stato lo “malo male”, ma la “mala sorte”. Una banale caduta con gravi conseguenze, a cui nulla sono servite le pronte cure.

Ho pensato molto se scrivere questo post, ma soprattutto su cosa scrivere senza cadere nel banale, nell'ovvio. 

Ho letto con attenzione e con commozione quanto di lui hanno scritto molti degli amici che Gaetano ha nel mondo “maratona” e devo dire che condivido pienamente quanto scritto. Il suo carattere, il suo modo di essere ha fatto sì che fosse apprezzato da tutti.

martedì 15 dicembre 2020

Si scrive Roncola, si legge Reggio

Domenica 13 dicembre. Mentre mi reco al Parco Callioni per la “Maratona del Tricolore del Senatore”, vedo che, pur essendo ancora presto, le luci accese nelle case sono più numerose del solito. Oggi è un giorno speciale: come da tradizione bergamasca, stanotte Santa Lucia ha portato i doni. Mi immagino le voci gioiose dei bimbi di fronte al tavolo pieno di dolci e regali; mi immagino anche la tristezza da parte di molti per l'assenza dei nonni nel condividere questa piccola gioia. Per alcuni è solo rimandata, mentre per altri non ci sarà più, in quanto il “malo male” ha chiamato a sé molti nonni. A questo pensiero un velo di malinconia mi prende. Giunto sulla pista ciclopedonale, mi rendo subito conto che il “malo male” ha preso qualcosa pure a me.

giovedì 10 dicembre 2020

Oggi in cielo una Stella in più

Nel giorno in cui Paolo Rossi lascia il campo terreno, Nicola Stella, uno dei primi organizzatori di maratone in Italia, è suo compagno nel viaggio in cui non c'è ritorno. Li accomunava lo stesso carattere schivo. Erano sempre educati e, quando commentavano avvenimenti nel loro campo (il calcio per Paolo e le maratone per Nicola), trovavano sempre l'aspetto positivo e, se qualche cosa non andava per il verso giusto, sapevano far emergere il fatto in tutta tranquillità, con commenti sereni e cercando sempre di capire e di far capire l'errore. La conoscenza con Nicola risale al secolo scorso; era sempre presente in quasi tutte le maratone, non solo per pubblicizzare la sua gara, la Maratona di Vigarano Mainarda, ma per carpire i segreti di una buona organizzazione. Era spesso accompagnato dalla moglie, che lo aiutava a distribuire i volantini. Per spiegare la persona che era Nicola, ricordo questo piccolo aneddoto. Maratona di Cesano Boscone, anno 1999. Nicola, appena mi vede, nel consegnarmi il volantino della sua gara mi dice: “Fausto, ti aspetto alla mia maratona”. Noto subito che il giorno della gara è il 12 marzo, il giorno del mio compleanno, e rispondo: “Certo che ci sarò, ma, visto che è il mio compleanno, magari potresti regalarmi l'iscrizione”. 

mercoledì 9 dicembre 2020

La corsa “virtuale” esiste!

Dall'inizio del confinamento le gare podistiche (dalle gare ufficiali alle semplici camminate non competitive) sono state annullate. Subito dopo si è assistito ad un proliferare di corse “virtuali”. Io mi sono sempre opposto al fatto che il termine virtuale fosse abbinato ad una manifestazione, nella quale, per poterla effettuare, si doveva non solo mettere le scarpe da corsa, ma pure … sudare. Nello stesso tempo ci sono state gare di Formula 1 virtuali. Il pilota stava seduto comodamente, non in una monoposto, ma sul divano e con i comandi posti su una consolle “gareggiava virtualmente”, facendo correre la sua automobilina sullo schermo, seguendo il vero tracciato della pista. Questo è il classico esempio di una gara “virtuale”. È difficile da credere, ma anche in queste competizioni ci sono stati dei brogli e dei comportamenti antisportivi da parte di alcuni concorrenti. Recentemente ho scoperto che anche nel modo della corsa e del camminare si può abbinare ad una competizione in termine “virtuale”, ovvero far progredire, far “correre” i contatori, e quindi scalare le classifiche, senza dover affaticare le gambe ed i polpacci, ma solo un po' i polpastrelli della dita. 

martedì 8 dicembre 2020

“Sgambada RB” … diffusa!

8 dicembre. Il calendario liturgico festeggia “l'Immacolata Concezione”, mentre per il calendario podistico bergamasco è la festa dei “Runners Bergamo”. In questa giornata Città Alta era “invasa” da centinaia di runners. Beh per la verità anche durante l'anno in diverse occasioni le strade medioevali dell'antico borgo sono affollate da podisti: quasi tutte le manifestazioni organizzate a Bergamo hanno come meta Città Alta. Come non far assaporare il fascino che quei luoghi emanano ad atleti giunti da altre città o far riscoprire ad atleti bergamaschi scorci che forse sono loro sfuggiti? La particolarità è che l'8 dicembre gli atleti sono tutti della stessa società: RUNNERS BERGAMO! Quest'anno, per i noti motivi legati allo “malo male”, le vie di Città Alta saranno deserte (beh, diciamo prive di podisti RB), non risuoneranno più dei passi sul selciato prodotto dalle decine di atleti, non si sentirà più il vociare confuso delle varie anime del gruppo: “Ragazzi rallentate, non potete passare davanti a Babbo Natale”.