giovedì 19 febbraio 2026

Correndo, ricordando, pensando

Non è mia abitudine scrivere di manifestazioni podistiche, sia competitive che ludico motorie, alle quali non ho partecipato e nemmeno assistito sul percorso o all'arrivo di amici. Ma ci possono essere delle eccezioni. Recentemente si è disputata la Bergamo21 e la Bergamo Urban Night Trail, che hanno registrato una forte affluenza. Credo che sia la maggiore di una gara competitiva disputata in Bergamo: 2696 atleti classificati nella mezza maratona, a cui si devono aggiungere gli atleti stranieri, che pur essendo inseriti nella lista degli arrivati in sequenza, non hanno una posizione di classifica; 1041 nella 10 chilometri. Qui ho notato che NON ci sono atleti stranieri inseriti. La sera prima si era disputata la Bergamo Urban Night Trail, ma sul sito che registra le classifiche non appare. Come si evince dai numeri, ottimo risultato. Tra questi atleti però vi sono alcuni atleti che non rispettano le minime regole di educazione e hanno una totale mancanza di senso civico. Perché posso fare questa affermazione, se non ho partecipato, neppure come spettatore, a questa gara?
Semplice la risposta. Il giovedì dopo la gara sono transitato per un tratto del percorso, esattamente nel tratto intorno al 15° chilometro (indicativamente 500 metri prima e dopo); credo che in questo luogo ci fosse il ristoro. Ebbene, nonostante fossero trascorsi 5 giorni dalla disputa della gara, un “sentiero di Pollicino” contrassegnava il percorso, solo che qui non erano mollichine, che avrebbero fatto la gioia di colombi e passeri, ma decine di blister di plastica degli integratori. Stessa situazione riscontrata in via 24 maggio e qui non era presente nessun punto di ristoro. Si potrebbe dare la colpa all'organizzazione o agli addetti della nettezza urbana che non provvedono alla pulizia, ma io credo che la colpa maggiore sia degli atleti. Non hanno portato fino a quel momento il blister con l'integratore? Non possono riportarlo fino a fine gara, tanto più che ora … pesa meno? Ricordo che è un gesto di educazione e di rispetto verso gli altri atleti e verso la città che ospita la gara.

Corsa del Ricordo, la mia.

La Corsa del Ricordo è una competizione podistica, organizzata da ASD Atletica ASI Roma, che vuole “ricordare eventi drammatici come la tragedia delle Foibe e l'esodo delle popolazioni Giuliano-Dalmate”. Come già da qualche anno, anche nel periodo del “malo male”, anche io corro la “mia” Corsa del Ricordo, anche se con l'avanzare degli anni la distanza diventa sempre più corta. Sono passato dalla maratona, alla mezza maratona e quest'anno solo 15 chilometri. Accorciare la distanza non vuol certo dire ricordi più sbiaditi, anzi, il contrario. Ricordo le parole di mia mamma, quando raccontava le peripezie dei mio papà, che dopo l'8 settembre dovette ritornare in Italia dal fronte. Fu grazie all'aiuto di semplici cittadini jugoslavi e istriani che fu possibile il ritorno. Ricordo i piccoli aiuti che fece ad una famiglia di esuli istriani che abitava vicino a noi. Allora si divideva quel poco che si aveva. Aiutare gli esuli non era certo scontato. L'accoglienza degli esuli istriani, fiumani e dalmati in Italia fu difficile, fredda e spesso ostile. Arrivati in un'Italia post-bellica in povertà, furono confinati in oltre 100 campi profughi, in caserme, scuole o baracche, affrontando diffidenza e talvolta etichettati erroneamente come fascisti. Particolare sgomento suscita in me l'episodio che si verificò a Bologna nel febbraio 1947, quando un treno diretto ad Ancona subì un blocco e alcune persone rovesciarono il latte destinato ai bambini e buttarono il cibo raccolto da altri cittadini, più sensibili, nella spazzatura.


La legge (L. 30 marzo 2004, n. 92 Istituzione del «Giorno del ricordo») ci impone non solo di ricordare, ma anche di comprendere che questo giorno non deve essere un “giorno divisivo”, (come per altro non deve esserlo quello della “Giornata della Memoria”). Ricordo (nel senso di rammentare) a quelle forze che si richiamano a valori di lealtà e di onore, come quelli di un periodo ormai passato, e che oggi si vogliono appropriare per propri fini di questo giorno e ultimamente fanno sempre più spesso il simbolo della firma degli analfabeti, di leggere con attenzione la “Circolare 3c”. Concludo con le parole di Egea Haffner che in sintesi dice che il ricordo deve trasformarsi in memoria e, riferendosi ai bambini ucraini, aggiunge:  “Devono essere forti, di acciaio come dicono a me, per i loro figli. Sono bambini con la valigia, sono i veri eroi della guerra.”. Ricordiamoci tutti di questo!

Ricordo, ora, anche la mia corsa. Sono certo che non sia di molto interesse, ma obbligo vuole che concluda almeno con un accenno alla mia Corsa del Ricordo. Quindici chilometri, ormai al di fuori del percorso del criceto (il parco Callioni), passando per il parco della Trucca, dove, come tutti sanno, è stato impiantato il Bosco della Memoria. In questo caso ricorda in periodo nero per il “malo male” che ha colpito duramente la popolazione. Tempo 1h 57' 11”.

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