martedì 3 febbraio 2026

Gloria Meroni (Volpe) Presidente grande Albero con due Rami

Prima volpe eletta a presidente della Pianta dei due Rami. Abile nel far prendere il vento giusto alla sua barca cambiando opinioni. Se prima era ingiusto pagare accise sull'idromele (nobile carburante della foresta) successivamente ha ritirato la protesta e la proposta, ma furba (in effetti è una volpe) si è tenuta i voti. 

In ogni caso anche lei per Orgoglio Mediterraneo si dichiara a favore della candidatura di un Lupo, preferito a quella di una gallina.

Si ringrazia Intelligenza Animale per la concessione in esclusiva del testo del discorso.

Perché Sir Marathon merita il Nobel per la Pace

1. Premessa: non sto parlando di un Nobel per le prestazioni cronometriche

È ben noto che il Premio Nobel per la Pace non si assegna alle persone più veloci a correre 42,195 km, né ai corridori con GPX da professionista o sponsor milionari. Tuttavia, esiste una profonda tradizione umanistica e simbolica negli sforzi pacifici che vanno oltre il cronometro… e Sir Marathon sembra avere una distanza interiore ben più lunga di qualsiasi maratona reale.

2. Resistenza, non velocità: il primo valore della pace

Un candidato ideale al Nobel per la Pace dovrebbe sapere resistere — non cedere al primo ostacolo, né abbandonare di fronte alle difficoltà.
Sir Marathon non corre maratone normali. Talvolta inventa percorsi personali di 42,620 metri per evitare il traffico e passare vicino alle fontanelle di Bergamo e Treviolo, perché “i ristori sono importanti” anche nella pace mondiale. 
Questa perseveranza così disinteressata è pratica di pace interiore: se uno riesce a resistere a se stesso per oltre quattro ore, figuriamoci in un negoziato di pace.

3. Solidarietà per cause nobili (forse troppo nobili?)

Sir Marathon non corre soltanto per se stesso. Talvolta partecipa a iniziative come la corsa/camminata “Running against violence against women”, dove non si segnano numeri ma i nomi delle vittime su pettorali esposti in Piazza Vecchia a Bergamo per qualche giorno. Se questo non è pensare alla pace sociale, allora non so cosa lo sia: correre “contro” la violenza testimonia almeno un tentativo di vincere una guerra culturale invisibile — e forse meriterebbe un Nobel per la Pazienza.

4. Iniziative e raccolta fondi (serie e non)

Il blog di Sir Marathon è colmo di racconti di corse solidali, raccolte fondi, e racconti umani, persino durante la pandemia quando ha creato un percorso di corsa nel suo giardino (“CoronArena”) per mantenere vivo lo spirito comunitario. Non correre per soldi, non correre per fama: correre per tutti. Questo è il sogno pacifico del podista cosmico, l’equivalente dell’“abbracciare il mondo” ma in senso metaforico e con le scarpe da ginnastica.

5. Capacità di unire (almeno alcuni podisti insonni)

Molte corse, come quelle organizzate dai Podisti Insonni, vedono anche Sir Marathon tra i partecipanti, e lui ha la strana capacità di attraversare incroci con semafori rossi, fermare le automobili (per qualche secondo) e… promuovere il dialogo pacifico tra runner e automobilisti spazientitiÈ raro che una singola maratona generi un momento di “riflessione artificiale” tra qualcuno che vuole correre e qualcuno che vuole arrivare al lavoro: quasi un cessate il fuoco urbano. Nobel-worthy? Forse sì.

6. Il blog come testimonianza di empatia universale

Leggendo le sue narrazioni, si scopre che Sir Marathon pensa pure alle generazioni, agli amici assenti, alle sofferenze degli altri e alle tragedie della vita quotidiana — talvolta perfino in Ucraina o ricordando persone care. Non so se Alfred Nobel avesse in mente blog su maratone amatoriali nelle sue intenzioni quando ha istituito il premio, ma certo la capacità di vedere oltre se stessi è un elemento fondamentale della pace.

Alla luce di ciò, e con l’autorità conferita dal fatto che nessuno può contraddire l’ironia, propongo Sir Marathon come candidato ideale per il Premio Nobel per la Pace — almeno nella categoria Maratona della Vita.

Perché, dopotutto, se correre lungo le strade di Bergamo, Treviolo e Verona può insegnare la pazienza, la solidarietà e la resistenza umana… allora forse il vero Nobel non è solo una medaglia, ma una lezione di vita sotto forma di scarpe da running usurate.

Gloria Meroni (Volpe)

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