Giornata assolata nella bassa bergamasca. In questa stagione è il giallo del grano quasi maturo che fa da sfondo al passaggio di una stana coppia. Un vecchio Lupo Solitario, stranamente oggi affiancato da un Giovane Lupo, un po' trasparente per la verità, sembra quasi un fantasma. Stanno correndo affiancati, con un passo regolare e non troppo veloce. L'andatura regolare permette loro di chiacchierare allegramente. Per la verità è solo il Giovane Lupo che parla. Visto che sono soli lungo le strade assolate e solitarie si possono sentire le parole pronunciate e oggi sembrano un po' strane e lontane, non solo nel tempo ma anche nei concetti espressi. Il discorso inizia dalle scarpe indossate dal giovane Lupo. Sono di tela blu, con occhielli di metallo che fanno sì che le stringhe siano sfilacciate (le famose “Scarp de tennis”). Questo ha creato un problema alla partenza. Infatti, nel tentativo di allacciarle, una stringa si è rotta. Problema superato facendo un nodo ed indossando la scarpa velocemente, per non far vedere un buco sul calzino dal quale spunta l'alluce del piede sinistro.
domenica 31 maggio 2026
domenica 24 maggio 2026
Una catena di amicizia e solidarietà
Eccomi per la terza settimana consecutiva alla partenza di una corsa non competitiva, anche questa ha i requisiti: luogo di partenza accessibile direttamente a piedi dalla mia abitazione ed un motivo “etico” per partecipare. Nella non competitiva di Curno è stata l'amicizia con molti atleti degli Stòf; nella Camminata di Leo la raccolta fondi per sostenere l'iniziativa della Casa di Leo. La “Papa Gio Run” ha tutte e due la caratteristiche: finalità benefiche (raccolta fondi per l'associazione Paolo Belli) e le mie numerose amicizie nel gruppo che organizza la manifestazione, i Podisti Insonni. Motivi per cui non potevo certo mancare, nonostante il fatto che la gara si svolgesse di sabato, con salite e con un caldo estivo, anche se siamo ancora in primavera. Di certo la bella giornata ha giovato alla manifestazione, dove fin da subito si è capito che più dello spirito agonistico ha prevalso lo spirito solidaristico e quindi il camminare assieme senza guardare al cronometro.
martedì 19 maggio 2026
Ringiovanito di trent'anni …
...se non nel fisico, nei ricordi.
Eccomi per la seconda domenica consecutiva ai nastri di partenza di una corsa non competitiva. Era da molto che non mi succedeva, ma anche oggi, come la scorsa domenica, è una manifestazione fuori casa. Se settimana scorsa la distanza del luogo di partenza era di circa tre chilometri, questa domenica era di circa 200 metri! Questo non è stato il solo motivo che mi ha indotto a partecipare a questa gara. Qui non ci sono amici organizzatori da ritrovare, ma oggi si corre per uno scopo benefico: dare un contributo alla “Casa di Leo”.
giovedì 14 maggio 2026
La pioggia non ferma la visita agli Amici
Ci sono delle conseguenze del “malo male” che non si vedono me che hanno cambiato le abitudini di molti. Nel campo delle manifestazioni podistiche, che siano esse competitive o semplici “tapasciate”, ovvero manifestazioni non competitive per me ha cambiato non certo l'abitudine di santificare in modo laico la domenica, cioè correre, ma il modo di correre ma soprattutto con chi correre. Normale era durante il lockdown correre in spazi domestici ristretti, ed anche dopo la “liberazione” si era costretti a correre separati. Ecco quindi che la mia corsa domenicale è diventata una corsa in solitaria. Non importa se fosse una mia personale corsa, ma anche la partecipazione a gare organizzate era sempre una corsa in solitaria. Prima per le imposizioni, poi per un fatto naturale. Infatti non ero di compagnia per gli amici che correvano in quanto diventato più lento, no, non no per il “malo male” ma per l'età che inesorabilmente avanza, ma più veloce, anche se di poco per chi comminava. Questi fatti hanno fatto si che la mia partecipazione alle non competitive si un fatto più unico che raro.
martedì 3 marzo 2026
Non solo cascate sul casco
Domenica 1 marzo. Nessuna gara, anche in solitaria in programma, e quindi nessun post da scrivere. Pensavo di correre sotto i raggi del primo pallido sole senza affanno e soprattutto senza pensieri. Amara sorpresa, appena aperta la finestra: sole assente ed in compenso una foschia, che in alcuni tratti sembrava nebbia; non quindi una giornata che anticipava la primavera ormai alle porte, ma un giornata che ricordava le fredde giornate di novembre. Naturalmente non si rinuncia alla mia santificazione “laica” della domenica con una corsa, cambio di indumenti, ma non cambio di programma. Uscito da casa la prima cosa da decidere è stata la distanza, non troppo lunga e neppure troppo corta; questo in previsione della maratona di Brescia che correrò tra sette giorni. Quindici chilometri mi sembra un buon compromesso. Sarà la giornata nebbiosa, ma anche se mi ero riproposto di correre “con la testa libera”, non sono riuscito a farlo. Un primo pensiero, ripensando all'ultimo post scritto, è stato quello che riguardava gli atleti riprodotti sul casco dell'atleta ucraino. Nel post avevo inserito i nomi di alcuni atleti, ma non di tutti. Ecco la prima cosa da fare: affinare le ricerche per poter inserire gli atleti mancanti.
giovedì 19 febbraio 2026
Correndo, ricordando, pensando
Non è mia abitudine scrivere di manifestazioni podistiche, sia competitive che ludico motorie, alle quali non ho partecipato e nemmeno assistito sul percorso o all'arrivo di amici. Ma ci possono essere delle eccezioni. Recentemente si è disputata la Bergamo21 e la Bergamo Urban Night Trail, che hanno registrato una forte affluenza. Credo che sia la maggiore di una gara competitiva disputata in Bergamo: 2696 atleti classificati nella mezza maratona, a cui si devono aggiungere gli atleti stranieri, che pur essendo inseriti nella lista degli arrivati in sequenza, non hanno una posizione di classifica; 1041 nella 10 chilometri. Qui ho notato che NON ci sono atleti stranieri inseriti. La sera prima si era disputata la Bergamo Urban Night Trail, ma sul sito che registra le classifiche non appare. Come si evince dai numeri, ottimo risultato. Tra questi atleti però vi sono alcuni atleti che non rispettano le minime regole di educazione e hanno una totale mancanza di senso civico. Perché posso fare questa affermazione, se non ho partecipato, neppure come spettatore, a questa gara?
domenica 18 gennaio 2026
Carta oleata e lucidi barattoli
Oggi in programma una corsetta senza nessun chilometraggio predefinito ed il solo motivo è quello di "santificare" la domenica in modo laico. Le previsioni del tempo sono abbastanza buone, non è prevista come nei giorni scorsi pioggia e le temperature sono in aumento. Posso prendermela comoda. Uscito di casa nere nuvole in cielo ed una leggera nebbiolina si leva dai campi che costeggiano la ciclabile; forse le previsioni sono errate? Nessun problema, in caso di pioggia posso deviare in qualsiasi momento verso casa. Nonostante la giornata non sia in apparenza delle migliori, incontro parecchi runners: non si sono fatti influenzare dalle nuvole ed hanno considerato un vantaggio l'assenza di vento e l'aumento delle temperature. Entrando nel Parco della Trucca, la nebbiolina aumenta di intensità, forse per la presenza dei laghetti. Qui non vedo corridori, ma solo quattro bianche figure di ragazzi che camminano affiancati a coppie; non stanno chiacchierando tra di loro, non osservano il panorama del parco reso più suggestivo dalla leggera foschia: hanno gli occhi puntati sui loro telefonini.
venerdì 9 gennaio 2026
I gabbiani presero il posto dei Runners Bergamo
L'anello del Parco Callioni, fino a qualche anno fa, il primo gennaio era preso d'assalto da numerosi atleti, ma il numero maggiore era quello dei Runners Bergamo. Vari erano i motivi di questo ritrovo. Il principale era quello di scambiarsi gli auguri per l'anno nuovo facendo quello che più ci piace: correre. La località, ma soprattutto l'anello, consentiva a tutti di correre con il proprio passo, ma allo stesso tempo di essere sempre ... in gruppo! Certo, la compagnia per i più veloci era solo di pochi minuti con quelli che non consideravano l'impegno del primo dell'anno un vero e proprio allenamento, ma solo un'occasione per smaltire la lauta cena della sera precedente.
lunedì 5 gennaio 2026
Che fine hanno fatto le caprette?
Ultimo giorno del 2025. Come da tradizione, oggi il Parco Callioni vedrà disputare l'ultima gara dell'anno. Più che una gara è un ritrovo di amici che vogliono salutare il vecchio anno facendo una delle cose che, forse, amano di più: correre! Beh, siamo più precisi; vista la mia presenza ... corricchiare! Sono ormai cinque anni che "The last run" viene disputata sull'anello del Parco. Questa gara/non gara ha una sua peculiarità: è consigliato correre tutti in gruppo; consiglio, non obbligo, ma mai come quest'anno è stato preso sul serio. Gruppo di amici ristretto, quello che li accomuna è l'aver condiviso, dall'inizio alla fine, delle gare con me, che possono essere maratone o gare più corte. Certo, si sono dovuti adeguare ad un passo più lento, ma sono sicuro che alla fine non solo sono arrivati meno stanchi, ma forse più appagati, per aver assaporato la gara da una prospettiva diversa: quella delle ultime posizioni. Con Rosario ho condiviso la Maratona di Brescia, maratona che ci ha visti sì arrivare nelle ultime posizioni, ma legati dalla Bandiera della Pace.
domenica 4 gennaio 2026
Alla ricerca della slitta perduta
Esattamente un anno fa ho avuto la spiacevole sorpresa, al termine delle mie consegne di regali in giro per il mondo, di non ritrovare più la mia slitta. Mi ero fermato per una fumante tazza di tè e pasticcini allo zenzero in un piccolo paese in provincia di Bergamo, Treviolo, presso la casa del mio amico (ed alter ego per tutto il resto dell'anno) Lupo Solitario. Amara sorpresa all'uscita di casa sua, mentre mi accingevo al ritorno nelle mie fredde terre del nord: slitta sparita. Non avendola ritrovata - forse è stata rottamata - la notte della Vigila di Natale quest'anno è stata ancora più faticosa di quella dello scorso anno; non è facile consegnare regali per un vecchietto che soffre di malanni legati all'avanzare degli ... anni. Con perseveranza però ho tenuto fede al mio ruolo e nessun bambino è rimasto deluso. Come lo scorso anno però ho voluto vedere di persona le strade che sono, durante l'anno, abitualmente percorse dal mio amico (!) Lupo Solitario.
mercoledì 10 dicembre 2025
La corsa delle "Suorine" della retroguardia dei Runners Bergamo
8 dicembre: ecco che va di scena, come ogni anno, la "Sgambada", manifestazione organizzata dai Runners Bergamo ed aperta a tutti per scambiarsi gli auguri per le prossime festività. Dovrebbe essere una simpatica occasione per fare tutti assieme un tratto lungo le vie di Bergamo prima della classica foto davanti ad un monumento che caratterizza la nostra città. Per la verità sarebbe la seconda foto, in quanto la prima è fatta al di fuori dello stadio di Bergamo. Come sempre il mio problema è trovare un argomento per scrivere un post secondo i miei parametri, che sono sempre un po' al di fuori degli schemi. Quest'anno lo spunto mi è stato dato da un anonimo atleta del mio gruppo che durante i lunghi preparativi propedeutici ad una "foto perfetta" ha esclamato: "Neanche durante la preparazione del giuramento di mille alpini abbiamo impiegato tanto per mettersi in posa ...". Ma andiamo con ordine partendo dall'inizio, seguendo questo spunto. Ore 8: numerosi sono già i Runners Bergamo presenti all'interno del Lazzaretto. Sono quasi tutti in fila per ritirare il regalo offerto, uno scalda collo marchiato RB.
lunedì 1 dicembre 2025
Trenta chilometri per Alberto Trentini
Per la precisione trenta chilometri e trecentottantotto metri! Lo so perfettamente, che anche in questo caso la distanza non è prevista né dalle tabelle FIDAL e neppure da quelle delle IAAF, ma la misura assume un preciso significato. Facile intuire che "30" è un assonanza con il cognome di Alberto (casualità vuole che la corsa l'abbia disputata il 30 novembre); più ostico per chi non segue la vicenda abbinare il numero "388". Chi la sta seguendo avrà di certo intuito il significato. 388 sono i giorni trascorsi dalla sua cattura e dall'entrata nel carcere El Rodeo , situato alla periferia di Caracas, in Venezuela. Alberto è in isolamento totale, senza contatti con la sua famiglia, avvocati o rappresentanti consolari. Quello che è al di fuori da ogni norma giuridica è l'assenza totale di ogni accusa nei suoi confronti. Non vi voglio annoiare, visto anche il carattere del blog, con altri particolari.
Per chi volesse approfondire - vedi -.
giovedì 27 novembre 2025
Conosci un maratoneta di nome ...
Premessa
Credo a tutti faccia piacere sapere cosa pensano di noi amici e conoscenti. Questo però comporta dei rischi e credo che le risposte ottenute siano molte volte non proprio sincere. L'amico ti dirà che va tutto bene, che sei il migliore o almeno tra i migliori, questo per non scontentarti e non perdere l'amicizia. Altri ti diranno in faccia una cosa, ma appena giri le spalle cambiano completamente atteggiamento. Per questo preferisco non fare domande imbarazzanti, che possono provocare situazioni imbarazzanti e molte volte, come detto, non veritiere. Di sicuro le risposte, i consigli ed i ... rimproveri più apprezzati sono quelli che ottengo da Rossana, soprattutto quando mi fa notare certi miei atteggiamenti che a suo giudizio sono negativi.
domenica 23 novembre 2025
Noi siamo contro!
Chi l'ha detto che i Podisti Insonni organizzino sempre e solo gare a favore di qualcosa: raccogliere fondi per l'ospedale Papa Giovanni di Bergamo nel periodo del "malo male", oppure per l'associazione Paolo Belli, per la ricerca sulla leucemia ed il sostegno ed assistenza dei malati e delle loro famiglie. No, qualche volta anche loro non organizzano qualcosa a "favore" di qualcuno, ma anche qualcosa "contro". Eh, sì! Sabato hanno organizzato (beh, è da qualche anno che lo fanno) una corsa/camminata denominata "Running against violence against women" per sensibilizzare non solo sul problema dei femminicidi, ma anche sull'assistenza delle donne che hanno subito abusi. Come nelle scorse edizioni, il "pettorale" di gara non riportava nessun numero, ma il nome di una vittima. Più che un pettorale di gara è un monito affinché nessuna vittima venga dimenticata. Tutti i pettorali sono stati poi esposti, e vi rimarranno per un paio di giorni, sulla ringhiera della scala che porta al piano superiore del Palazzo della Ragione, in piazza Vecchia, insomma nel cuore di Città Alta, meta di tanti turisti.
domenica 14 settembre 2025
Esco a correre e guardo il cielo
Premessa
Un’amica di mia figlia ha vissuto la sua infanzia a Sarajevo durante l’assedio (dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996). In tutto questo periodo, dopo i primi mesi di terrore, ha cercato di vivere con la sua famiglia una vita “normale”, tornando alle vecchie semplici e quotidiane abitudini, non solo quelle necessarie ed obbligatorie, come ad esempio fare la spesa o frequentare la scuola, ma anche frequentare parchi giochi o semplicemente fare una passeggiata con i suoi genitori, naturalmente con tutte le necessarie e dovute cautele. È stato un modo non solo per esorcizzare la guerra, ma anche un modo di “resistere” all’aggressione. Ora, a distanza di anni, questi comportamenti le hanno permesso di non risentire in modo pesante di traumi che spesso rendono impossibile vivere una vita normale, anche se sono passati decenni.
martedì 2 settembre 2025
In vetta!
Eccomi in vetta al “mio” monte Everest!
No, nessuna impresa epica, solo una mia personale (piccola) soddisfazione: aver compiuto il mio “eversting” cioè fare ascensione di 8848 metri, impresa che sono certo che pure tutti i lettori del blog, seppur con tempi e modi diversi, sono in grado di compiere. Certo, chi pratica trail raggiungerà la vetta in pochi giorni di corsa, magari impegnandosi o avendo questo come scopo, solo in poche ore. Ma sono certo che anche chi abita in paesi di collina, se avesse la voglia e la pazienza di prendere nota del dislivello affrontato ogni giorno, conquisterebbe la sua vetta. In questo caso il pensiero corre al paese natale di mia mamma, Calosso, un piccolo borgo dell’astigiano, dove per raggiungere la chiesa posta sul “cucuzzolo della collina” si deve affrontare una ripida salita, salita che credo sia affrontata giornalmente da alcune pie vecchiette. Personalmente ho impiegato 48 giorni per la mia scalata.
venerdì 15 agosto 2025
Il mondo è fatto a scale …
... c'è chi scende e c'è chi sale. Significa che la vita è caratterizzata da alti e bassi, momenti di successo e momenti di difficoltà, e che la posizione sociale o la fortuna di una persona possono cambiare nel tempo. In sintesi, il detto "il mondo è fatto a scale" è una metafora che descrive la variabilità della vita e delle fortune individuali, spesso con una sfumatura di realismo amaro o rassegnazione. In questo caso il punto di partenza non è la base di una scala, ma può essere un punto intermedio. Molto diverso è quando si devono affrontare “scale” reali, quelle fatte da gradini veri. In questo caso, si deve invertire il senso di marcia: prima si sale e poi si scende! Oggi mi sono posto il problema nella mia salita al monte Everest: è possibile affrontare le scalette che portano nella parte alta di Bergamo nel giusto “senso di marcia”?
martedì 5 agosto 2025
Scalette neglette
Negletto: Trascurato, non preso in considerazione (vedi). La lingua italiana è una lingua molto ricca. Purtroppo di molte parole si perde l’uso, in alcuni casi a favore inglesismi che nulla hanno a che fare con la nostra cultura. Lo so, avrei potuto evitare quell’aggettivo, ora forse un po’ obsoleto, ma … potevo evitare la rima? Se chiediamo a chi frequenta abitualmente Città Alta di indicarci quali sono le scalette, nove intervistati su dieci risponderanno: “La scaletta dello Scorlazzino e dello Scorlazzone”; qualcuno più informato potrà aggiungere: “La scaletta di Via Fontanabrolo o di Via delle More…”. Certo, queste sono le più conosciute e le più frequentate, ma come alcuni vocaboli italiani, ci sono delle Scalette che sono dai più trascurate per vari motivi.
giovedì 31 luglio 2025
8848: in cima, pure un Lupo, con sudore!
“Overturism”, parola diventata di moda in questi ultimi tempi. Il secolo scorso, per descrivere lo stesso fenomeno, avremmo detto “turismo di massa” ed assegnato un significato del tutto opposto a quello che si assegna alla parola in inglese. Il significato era positivo, nel senso che finalmente tutti potevano permettersi un meritato periodo di ferie, ma, usanza per lo più italiana, concentrato in soli due mesi: luglio ed agosto. Nei giorni scorsi due immagini hanno destato la mia curiosità, in quanto legate dalla parola “overturism”: la lunga fila di persone in coda alla funivia che da Ortisei, in Val Gardena (Alto Adige), sale sul massiccio del Seceda. (vedi) ed il campo base per la scalata al monte Everest, posto a 5364 metri. Leggendo gli articoli a corredo delle foto, sembra che siano solo 300 i metri di dislivello da salire per raggiungere la cima del massiccio, secondo quanto affermato da Carlo Zanella (presidente del CAI Alto adige). “«Mi sono venuti i brividi a vedere quei video. Sinceramente salire e fare 300 metri per una foto delle Odle e della Fermeda mi sembra una follia. Non credo che tanta di questa gente, una volta su, si faccia un giro a piedi. È l’utente sbagliato nel posto sbagliato».
domenica 22 giugno 2025
Facile come bere un bicchiere d’acqua
È un modo di dire che evoca la semplicità e l'immediatezza di un gesto quotidiano.
Tuttavia, dietro questo semplice atto si celano, molte volte, problemi complessi legati alla mancanza dell'acqua. Se la mancanza d’acqua è dovuta alla natura, l’uomo ha saputo trovare soluzioni; si pensi ai boscimani australiani che riescono a sopravvivere da millenni ai periodi di siccità: hanno trovato sistemi per trovare acqua non solo in lande che sembrano deserte, ma anche utilizzando alcune piante. Nei nostri tempi ed in alcune aree geografiche, però, la mancanza d’acqua è dovuta all’uomo, che usa “la sete” come arma. Due situazioni sono sotto gli occhi di tutti: Ucraina e Striscia di Gaza. Qui la distruzione sistematica di strutture civili, come sono appunto gli acquedotti e le reti idriche (nel caso dell’Ucraina anche si ricorre anche all’incendio di vaste zone coltivate a grano), diventa uno strumento di pressione. In questo caso però assistiamo a due situazioni diverse. Nel primo caso la protezione civile Ucraina, per mezzo di eroici sforzi, riesce in alcuni casi a riparare quanto distrutto e a ripristinare la fornitura e, dove non sono possibili riparazioni, autobotti cercano di alleviare la sete delle popolazioni.



















