Eccomi per la terza settimana consecutiva alla partenza di una corsa non competitiva, anche questa ha i requisiti: luogo di partenza accessibile direttamente a piedi dalla mia abitazione ed un motivo “etico” per partecipare. Nella non competitiva di Curno è stata l'amicizia con molti atleti degli Stòf; nella Camminata di Leo la raccolta fondi per sostenere l'iniziativa della Casa di Leo. La “Papa Gio Run” ha tutte e due la caratteristiche: finalità benefiche (raccolta fondi per l'associazione Paolo Belli) e le mie numerose amicizie nel gruppo che organizza la manifestazione, i Podisti Insonni. Motivi per cui non potevo certo mancare, nonostante il fatto che la gara si svolgesse di sabato, con salite e con un caldo estivo, anche se siamo ancora in primavera. Di certo la bella giornata ha giovato alla manifestazione, dove fin da subito si è capito che più dello spirito agonistico ha prevalso lo spirito solidaristico e quindi il camminare assieme senza guardare al cronometro. Da noi, in Italia, è un fatto quasi del tutto inusuale; ci si immagina sempre che ad ogni manifestazione competere con gli altri, battere l'avversario, arrivare nel minor tempo possibile a tagliare il traguardo siano il “core business” (per dirla più terra terra … lo scopo) sia degli organizzatori che dei partecipanti. Gli organizzatori della “Papa Gio Run” hanno ribaltato, giustamente, la visione: qui si partecipa per stare assieme, per condividere “tempo”, “solidarietà”, “amicizia” e per gli irriducibili anche “agonismo”. Questi motivi hanno fatto sì che, per una volta, siano stati più i partecipanti lenti che quelli veloci. Si vedevano numerose famiglie con bambini, gruppi di amici che per una volta hanno lasciato i comodi banchi dei bar per partecipare assieme ad amici a questa manifestazione.
Alla fine i numeri dicono che sono stati più di tremila i partecipanti. Come sempre i Podisti Insonni hanno fatto le cose per bene (non dico “alla grande”, per non sembrare di parte). Ampi spazi alla partenza, con vari stand e possibilità di fare anche una “pausa birra” (e qui saranno stati particolarmente contenti quelli che per una volta hanno lasciato il bar preferito per partecipare). Partenza ordinata e con ordinario ritardo di circa dieci minuti. Partire in orario sarebbe stata un'eccezione, in ogni caso nessuno si è lamentato. Percorso ormai collaudato: salita … con scalette e salite verso Città Alta. Non è ammissibile fare una corsa a Bergamo città senza far visitare la parte storica. Passaggio in alcuni parchi della città ed un giro attorno all'Ospedale che non poteva di certo mancare, visto che dà il nome alla corsa. Mi è rimasto solo un dubbio. Margaret (“deus ex machina” di tutta la manifestazione, anche se non sono da dimenticare tutti gli altri collaboratori) ha pubblicato un video in cui in sella (beh, meglio dire accovacciata nel “carrozzino” del sidecar) ha affermato di aver percorso … il percorso per verificare che tutto fosse in ordine: come avrà fatto a fare lo “Scorlazzino”? Mah, per ora rimane un mistero.

Quest'anno la manifestazione, oltre ad essere solidale, è stata anche ecologica: la presenza in un punto ristoro ed all'arrivo di furgoncini/cisterna messi a disposizione da UNIACQUE (spot gratuito) ha fatto sì che, oltre ad un risparmio di plastica usa e getta, si potesse avere anche acqua fresca. Da sottolineare anche il fatto di ricevere all'arrivo subito un sacchetto ristoro individuale. Sempre in tema di acqua, la temperatura calda ha fatto sì che ci fosse la coda in tutte le fontane che si incontravano lungo il percorso. Una spiegazione del titolo. Sebbene nell'immaginario comune sia spesso associata all'idea di prigionia o costrizione, la catena possiede una ricca e profonda simbologia positiva legata alla connessione spirituale, alle relazioni umane. Nel mio caso il termine “catena” è legato ai percorsi delle tre manifestazioni citate all'inizio. I percorsi erano circolari, e quindi possiamo identificarli come l'anello di una catena, ed hanno avuto punti di contatto. Il Parco Callioni è stato il punto di unione tra la corsa di Curno e quella di Treviolo. Il Parco della Trucca è stato quello tra le corse di Treviolo e di Bergamo.
Ora che la sesta edizione della Papa Gio Run è stata archiviata, mi corre l'obbligo (credo di interpretare anche il pensiero di molti) di ringraziare per il lavoro fatto dai Podisti Insonni e gli amici che sono riusciti a coinvolgere per questa manifestazione, in cui l'elemento sportivo passa in secondo piano privilegiando l'aspetto etico e solidale.
P.S. Ora i Podisti Insonni potranno fare sonni tranquilli per sei mesi. Questo è il tempo concesso loro da Margaret prima di riprendere con telefonate/messaggi/etc. per organizzare la settima edizione della Papa Gio Run.
A proposito, “Io ci sarò!”





Nessun commento:
Posta un commento