martedì 19 maggio 2026

Ringiovanito di trent'anni …

...se non nel fisico, nei ricordi.

Eccomi per la seconda domenica consecutiva ai nastri di partenza di una corsa non competitiva. Era da molto che non mi succedeva, ma anche oggi, come la scorsa domenica, è una manifestazione fuori casa. Se settimana scorsa la distanza del luogo di partenza era di circa tre chilometri, questa domenica era di circa 200 metri! Questo non è stato il solo motivo che mi ha indotto a partecipare a questa gara. Qui non ci sono amici organizzatori da ritrovare, ma oggi si corre per uno scopo benefico: dare un contributo alla “Casa di Leo”.

Non mi dilungo a (ri)spiegare cosa sia la casa di Leo, perché l'ho già fatto nei post degli altri anni, però allego le pagine dell'edizione speciale della “Gazzetta del Bosco” in cui il famoso cronista Tony Segugio illustra il tutto nel suo articolo. Da notare che anche la fotografa Atena Grandangolo riesce a fornire un eccezionale servizio fotografico (ai Confini della Realtà, come spesso accade su questo blog, in cui spazio, tempo passato e/o futuro non hanno un confine ben definito). Riesce infatti ad immortalare la corsa che Lupo Solitario ha fatto in compagnia di Leo. Naturalmente anche in questa occasione Leo ha rivolto al Lupo la sua domanda: “Chiedimi se sono felice”. Ovvia la risposta! Un passato che non è passato, un presente che avrà un futuro, o meglio “donerà” un futuro a piccoli amici ed alle loro famiglie che stanno vivendo momenti difficili, come quelli vissuti da Leo, ma con la certezza di poterli superare serenamente (per quanto possibile) con l'aiuto della fondazione voluta dai genitori di Leo. Ma veniamo alla gara “Percorso di Leo”. Fortunatamente la giornata è ideale per correre, uhmm, per partecipare: oggi sono più i partecipanti che cammineranno che quelli che correranno. Infatti per la maggior parte sono intere famiglie con bambini al seguito. Per la verità saranno i genitori a seguire i bambini che corrono allegramente davanti a loro. È tutto un “Stai attento...” “Non correre …” “Aspetta la mamma ...”; naturalmente sono richiami inascoltati, ma nessun problema per la sicurezza in quanto non solo tutti gli incroci sono presidiati, ma ci sono anche molte persone addette disseminate lungo il percorso. Il tracciato della corsa/passeggiata non ha angoli segreti per me, sono strade che quotidianamente frequento, per cui nessuna scusa per rallentare. Non posso dire: “Rallento perché voglio vedere quel panorama, o quell'edificio”. Nessun problema, ho la mia carta jolly: farò il primo tratto del percorso in compagnia di Elena. Si cammina in tutta tranquillità e si raggiunge quello che nel mese prossimo sarà il tracciato della corsa per raggiungere il nostro obiettivo: correre lo “Staffettone”, gara a coppie organizzata del nostro gruppo, i Runners Bergamo. Il nostro obiettivo è ripetere la prestazione dello scorso anno così da raggiungere la stessa posizione. Quale? Beh, basta leggere il relativo post pubblicato su questo blog. Nessun link in questo caso: la curiosità si paga. Superata in compagnia di Elena l'unica salita della gara, inizia la mia corsa. Non certo una corsa veloce, in quanto sono superato da tutti i partecipanti che corrono, mentre io riesco solo a superare quelli che camminano … piano. Non tutti però quelli che corrono mi lasciano indietro. 

Ci sono anime pie che rallentano la loro corsa e fanno un tratto di strada in mia compagnia. Una di queste è Francesco, un mio vecchio compagno della mia prima (e indimenticata) società sportiva: l' “Atletica Castel Rozzone”. Si ricordano situazioni vissute assieme, vecchi amici, alcuni dei quali hanno già tagliato l'ultimo traguardo. È un vero piacere correre in sua compagnia, ma questo dura poco, infatti Francesco, dopo avermi inviato ad una sua gara di 10 km, mi lascia al mio “solitario” destino. Ora mi accade un fatto strano. Sto correndo su strade a me conosciute, ma improvvisamente, nonostante sia una giornata soleggiata, mi ritrovo in luoghi quasi indefiniti, avvolti da leggere foschie. Ora mi sembra di essere ad Assisi per correre l'ultima maratona del secolo; è il 31.12.1999, in compagnia di Alfonso, e la sera siamo sul castello con Paola e Rossana ad assistere allo spettacolo dei fuochi artificiali che salutano il nuovo secolo. Un attimo dopo sono in compagnia di Mario (Ferri) in Alto Adige, dove stiamo correndo una corsa a tappe. Mario mi illustra i miglioramenti dei suoi allievi di atletica, compito ora passato a Francesco, fresco di diploma di istruttore FIDAL del settore giovanile. Eccomi di nuovo in una fredda giornata di dicembre a Reggio Emilia; sto correndo il tratto finale con Mario (Berva). No, non è ancora un atleta, lo sarà più avanti; in questo frangente mi tiene compagnia. Il nostro amico Alfonso ha già tagliato il traguardo. Dal freddo si passa nuovamente ad una giornata calda. Sempre in compagnia di Mario, stiamo tagliando il traguardo della sua prima gara ufficiale. Siamo alla mezza di Mantova, sempre nel secolo scorso. Non so quanto tempo sia passato, non so quanti chilometri ho percorso in questo stato in cui il passato è stato il presente. Una voce mi richiama alla realtà: “Salite a destra …”; è l'invito di simpatici clown che fanno a tutti i partecipanti. Siamo davanti alla Casa di Leo, dove sono stati predisposti pannelli esplicativi e numerose foto che illustrano l'attività dell'associazione. 

Dopo poco si raggiunge il traguardo. Qui incontro Margaret, che sta facendo pubblicità alla gara a cui non si potrà mancare, la “Papa Gio Run”, sabato prossimo - qui maggiori info -. Di certo anche Lupo Solitario sarà alla partenza: luogo di partenza raggiungibile a piedi e fini solidali (Raccolta fondi per Associazione Paolo Belli), ecco i validi motivi per esserci. Di certo sarà presente anche il giornalista Tony Segugio e la fotografa Atena Gandangolo, in quanto è prevista un' edizione speciale della Gazzetta del bosco, che ricordo essere in vendita presso le migliori edicole.

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