Divenuta, quasi a sua insaputa, segretaria del Partito della Ghianda, usa la tattica della sua specie, quella di fingersi morta per evitare complicazioni quando viene provocata ... e di dare risposte così di certo non sbaglia.
Di certo non sbaglia chi nulla fa. Nel caso dell'assegnazione del premio Nobel per la Pace, però prende posizione a fovore del Lupo Italico, anche se Solitario.
Si ringrazia Intelligenza Animale, per aver fornito il testo integrale del suo intervento, avvenuto alla Festa delle Patatine.
Sir Marathon: il corridore rivoluzionario che non ti aspetti
Un uomo, una maratona… un manifesto politico?
Nel panorama sportivo italiano nessuno incarna meglio il concetto di lotta quotidiana contro l’oppressione del cronometro e dell’efficienza quanto Sir Marathon, alias Lupo Solitario. Uomo semplice, cappello da podista, passo lento ma deciso, e la ferma convinzione che la corsa non sia una questione di tempi ma di relazioni umane: questo è l’uomo che pretende niente di meno che un Nobel per la Pace.
La maratona come atto politico quotidiano
Sir Marathon ha corso oltre 750 maratone, non per battere record ma per testare la resistenza delle compagne e dei compagni (cioè di chi corre con lui e oltre lui). E non sempre arriva primo — anzi, spesso è l’ultimo ad arrivare, come ha riportato la stampa locale, e proprio questa scelta sposta il baricentro del “valore” dallo sport alla comunità.
Che cosa c’è di più
pacifista di qualcuno che corre per restare ultimo?
È
una pratica anti-capitalista per eccellenza: rifiuta la logica
spietata della competizione, abbraccia il lento e solidale
arrivare insieme.
Corsa, solidarietà e impegno sociale
Sir Marathon non si limita ai chilometri: usa le maratone come palcoscenico per sensibilizzare su temi sociali. Ad esempio ha sostenuto iniziative che servono a rompere metaforicamente la violenza di genere correndo contro la violenza sulle donne, coinvolgendo centinaia di persone in camminate e corse collettive dedicate a questa causa.
In un mondo che corre per vincere, Sir Marathon corre per curare le ferite sociali. E questo, cari membri del Comitato del Nobel, è l’antidoto perfetto contro la violenza, l’egoismo e la competizione sfrenata.
Dal blog alla rivoluzione pacifista
Leggendo il suo blog si capisce che Sir Marathon non parla mai solo di prestazioni atletiche: usa la metafora della corsa per meditare sulla vita, la comunità, e le relazioni quotidiane — un gioco linguistico che trasforma la fatica del correre in un impegno politico per il bene comune.
Perché assegnare il Nobel per la Pace a Sir Marathon
Ecco una lista (non ufficiale ma decisamente provocatoria) di ragioni pacifiste:
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Ha dimostrato che la competizione può essere superata — arrivare insieme al traguardo è più importante che arrivare per primi.
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Ha utilizzato la corsa per promuovere messaggi di inclusione e solidarietà, ben oltre la pura performance atletica.
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Ha fatto del sacrificio personale un messaggio collettivo, un gesto simbolico che smonta la logica individualistica verso una visione condivisa.
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È marxista (metaforicamente…) nel suo rifiuto dell’efficienza capitalista del tempo e dell’auto-sfruttamento: corre contro il tempo stesso.
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Ha creato — con ironia e lucidità — un manifesto politico non ufficiale da ogni gara, trasformando ogni podista in un compagno di lotta per un mondo meno competitivo e più pacifico.
Conclusione
Se la maratona è metafora della vita, allora Sir Marathon è il corridore che non si ferma di fronte all’individualismo, che non si piega all’ossessione del risultato, e che trasforma ogni passo in un gesto politico di pace.
Che gli darete il
Nobel?
Ai posteri (e ai social media progressisti) l’ardua
sentenza.
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| Nelly Schile (Opossum) |


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