lunedì 2 febbraio 2026

Aristotele Malgara (Gatto) presidente della Macchia Mediterranea

Aristotele Malgara è il Presidente della Macchia Mediterranea, eletto per la seconda volta quando aveva già impacchettato i suoi croccantini preferiti e si era già tolto gli ingombranti panni di presidente ed era in procinto di indossare comode vestaglie ed aggirarsi senza nulla fare tra le rovine dove gentili gattare di sarebbero prese cura della sua meritata pensione.

Ancora in carica oggi, si è espresso a favore della candidatura di un vecchio Lupo Solitario, conosciuto come Sir Marathon. Si ringrazia Intelligenza Animale, per aver fornito il testo integrale. Buona lettura.

Discorso di candidatura di “Sir Marathon” al Premio Nobel per la Pace

Illustri membri del Comitato, signore e signori,

oggi non vi presento un capo di Stato, né un negoziatore internazionale, né un vincitore di trattati storici.
Oggi vi presento un uomo armato soltanto di scarpe da corsa, bottiglietta d’acqua e ostinazione:
il maratoneta noto come Sir Marathon.

E proprio per questo, ritengo che la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace sia non solo legittima, ma sorprendentemente coerente con i valori più autentici del riconoscimento che rappresentate.

1. La pace come resistenza quotidiana

La pace, signore e signori, non è solo l’assenza di guerra: è la capacità di resistere senza arrendersi, di procedere anche quando la strada è lunga, faticosa e, talvolta, in salita.

Sir Marathon pratica questa forma di diplomazia fisica da decenni, affrontando distanze che pochi scelgono volontariamente, e facendolo non per gloria, ma per convinzione personale, solidarietà e — concedetemi — una certa testardaggine pedagogica.

Chi riesce a negoziare con i propri muscoli per 42 chilometri, è certamente pronto a negoziare con l’umanità.

2. La corsa come gesto sociale

Sir Marathon non corre mai soltanto per sé.
Partecipa e promuove iniziative contro la violenza, per la memoria delle vittime, per la raccolta fondi, per il sostegno alle comunità locali.

Trasforma la fatica in testimonianza, il sudore in attenzione pubblica, e il cronometro in un pretesto per parlare di dignità umana.

E se è vero che la pace nasce dal riconoscimento dell’altro, allora ogni pettorale indossato in nome di qualcuno è già un piccolo trattato di fratellanza.

3. La diplomazia urbana

Non posso omettere un aspetto che riteniamo di grande valore geopolitico: la capacità di Sir Marathon di instaurare temporanei cessate il fuoco tra runners e automobilisti, in prossimità degli attraversamenti pedonali.

In quei brevi istanti di sguardi, clacson trattenuti e respiri profondi, si consuma un raro esempio di dialogo interculturale tra specie notoriamente incompatibili. Se questo non è mantenimento della pace urbana, non saprei come altro definirlo.

4. Il valore della testimonianza

Attraverso il suo blog e i suoi racconti, Sir Marathon ricorda che dietro ogni corsa ci sono persone, storie, assenze, difficoltà, speranze.

E questo è forse il contributo più nobile: trasformare uno sport individuale in narrazione collettiva, ricordandoci che nessun traguardo ha senso se non è condiviso, nemmeno metaforicamente.

Conclusione

Illustri membri del Comitato,

non vi chiedo di assegnare il Premio Nobel per la Pace al più veloce, ma al più coerente nel praticare, passo dopo passo, i valori della convivenza, della solidarietà e della perseveranza pacifica. Sir Marathon non ha fermato guerre, è vero. Ma ha dimostrato, con costanza quasi eroica, che la pace comincia sempre da un gesto semplice, ripetuto, faticoso e volontario.

E talvolta, signore e signori, quel gesto indossa pantaloncini tecnici e parte alle sei del mattino.

Per questo, con il massimo rispetto per la solennità di questa sede,
presento ufficialmente la candidatura di Sir Marathon al Premio Nobel per la Pace.

Grazie per l’attenzione — e, se possibile, anche per l’applauso.

Aristotele Malgara (Gatto)

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