giovedì 5 febbraio 2026

Eugenio Specti (Camaleonte) Segretario del “partito Stella Marina”

Divenuto presidente del partito Stella Marina, una sola stella ma con cinque punte, per la sua dieta a base di grilli, abbandonando il comodo studio, l'abito elegante e la sempre presente pochette, ora si vede più spesso mangiare porchette nelle piazze. Ha cambiato dieta da quando non ci sono più grilli.

A lui piacciono tutti i colori, importante che sia lui ad indossarli. Vista la decisione plebiscitaria delle piazze a favore della candidatura di un lupo con con bianchi capelli, anche lui si dichiara favorevole alla sua candidatura per il premio Nobel per la Pace.

Discorso di candidatura di Sir Marathon al Premio Nobel per la Pace

Signore e signori, rappresentanti delle istituzioni, membri del Comitato,
e soprattutto… atleti con i polpacci ancora contratti, 
oggi siamo qui per una candidatura che nasce da una profonda riflessione geopolitica, da un’attenta analisi delle crisi internazionali… e da una cosa molto più concreta: un signore che corre troppo.

Il suo nome è Sir Marathon. E se oggi lo proponiamo per il Premio Nobel per la Pace, non è per caso, ma per chilometraggio.

1. Strategia di stabilità a lungo termine

Sir Marathon applica da anni una politica di stabilità fondata su tre pilastri:

  • costanza,

  • sofferenza controllata,

  • integrazione carboidratica programmata.

Questa strategia, se applicata anche alle relazioni internazionali, ridurrebbe drasticamente i conflitti e aumenterebbe sensibilmente il consumo globale di pasta. Un mondo che mangia pasta insieme è statisticamente meno incline alla guerra. I dati non li abbiamo, ma la sensazione è forte.

2. Neutralità attiva nei confronti del meteo

Sir Marathon corre con il caldo, con il freddo, con la pioggia, con il vento, e talvolta anche con previsioni meteo completamente sbagliate. Questo lo rende un perfetto osservatore imparziale: non si schiera, non protesta, si lamenta solo dopo. È la stessa attitudine richiesta ai grandi mediatori: resistere in silenzio, poi scriverne su un blog.

3. Costruzione di ponti… tra un ristoro e l’altro

Durante le gare Sir Marathon stringe mani, scambia sorrisi, condivide battute tragiche sugli ultimi chilometri con perfetti sconosciuti che diventano fratelli temporanei. Questo è nation building, ma con i calzini tecnici. Dove passano i runners non restano confini, restano solo crampi condivisi.

4. Politica di inclusione universale

Sir Marathon non corre solo quando è in forma.
Corre anche quando:

  • non è in forma,

  • non ha dormito,

  • ha mangiato male,

  • ha fatto scelte discutibili la sera prima.

Questo lo rende vicino ai popoli del mondo, che spesso affrontano la vita esattamente nelle stesse condizioni. È un leader che rappresenta tutti: soprattutto chi parte già stanco.

Conclusione ufficiale (molto ufficiale)

Signore e signori, il mondo ha bisogno di pace, ma ha anche bisogno di esempi concreti, di persone che dimostrino che si può andare avanti anche quando sarebbe molto più sensato fermarsi. Sir Marathon non promette soluzioni globali, non offre trattati internazionali, ma offre qualcosa di ancora più raro: continuità, ostinazione e una certa fiducia ostinata nel domani… fino al prossimo ristoro. Per questi motivi, con piena responsabilità istituzionale e un leggero dolore ai flessori, presentiamo la candidatura di Sir Marathon al Premio Nobel per la Pace.

E se il Comitato avesse ancora dei dubbi, siamo pronti a organizzare una maratona dimostrativa: dopo 35 chilometri chiunque firmerebbe qualunque accordo pur di smettere di litigare.

Grazie per l’attenzione, e che la pace sia con voi… almeno fino al prossimo allenamento. 

Eugenio Specti (Camaleonte)

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