lunedì 5 ottobre 2015

Suisio o Valverde?

“StraSuisio o Quattro passi in Valverde, questo è il problema: se sia più agevole correre lungo gli argini dell'Adda o scalare San Vigilio, sopportare i sassi e i dardi del Ripido Scorlazzone o proceder lento dentro un mare di fango lungo sentieri contorti ed aspri che costeggiano l'impetuoso Adda.
Correre, camminare, nulla di più, e con un passo lento dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio del proceder verso un lontano traguardo, è soluzione da accogliere a mani giunte.”
Ecco l'amletico dubbio che ho dovuto affrontare stamattina. Scegliere tra due corse che prediligo è cosa ardua. I motivi per scegliere di correre a Suisio sono molti: amicizia con gli organizzatori, un percorso bello e molto suggestivo lungo 30 chilometri che costeggia la sponda bergamasca del fiume Adda, mentre a vantaggio della corsa in Valverde sta il fatto che la partenza si raggiunge in pochi minuti, il percorso è anche qui caratteristico e senza traffico, lungo strade che spesso sono meta dei cammini del giovedì con Rossana.

lunedì 28 settembre 2015

Oltre la maratona

No, in questo post non parlo di distanze che sconfinano nell'ultramaratona, forse troppo semplice o troppo banale; vorrei spiegare che molte volte correre una maratona ha un significato che va ben oltre la prestazione sportiva.
29 settembre 1944, 27 settembre 2015. Sulle strade e sui sentieri che tagliano il Monte Sole ci sono persone che corrono, ma ben diverso è il loro correre. 71 anni fa non si trattava di atleti che corrono verso il traguardo di una gara, che se in compagnia parlano in allegria, non erano inseguiti dalle lancette di un cronometro... allora erano, per la maggior parte, fanciulli, ragazzi, donne e vecchi che correvano perché inseguiti da uomini che indossavano la divisa delle SS tedesche. Il loro obiettivo non era farsi appendere una medaglia al collo al termine della gara, ma salvare la propria vita. Ecco quindi un motivo per essere qui, per ricordare l'eccidio di Monte Sole, più noto come strage di Marzabotto. 

martedì 22 settembre 2015

42 candeline!

Sabato 19 settembre, eccomi sulla linea di partenza della “Maratona del Mugello”, decana delle maratone italiane. Quella che si è corsa sabato è l'edizione numero 42, della 42 chilometri fiorentina, che caso vuole si è corsa per un lungo tratto sulla strada provinciale numero 42! Alla fine del secolo scorso ed all'inizio di questo correre su queste strade era un appuntamento per me irrinunciabile, non solo per correre una maratona, ma per venire a trovare “a casa sua” (così descriveva la sua terra) Roberto. La sua scomparsa ha fatto sì che l'appuntamento fosse rimandato di anno in anno, fino a quest'anno. Essere in piazza Dante e non trovare l'amico di tante gare (o meglio, di tante maratone) ha suscitato in me un duplice sentimento: la tristezza di non vederlo indaffarato nei momenti prossimi alla partenza della gara, come capita agli organizzatori più scrupolosi e la serenità di sapere che da lassù lui ci sta osservando ed è contento di questa nuova visita “a casa sua”.

domenica 13 settembre 2015

Meno mail, più puntualità

Oggi si è corso sul circuito di Monza. Ecco, mi sembra già di sentire i commenti di molti: “Oggi, volevi dire settimana scorsa... informati meglio...”. È vero, settimana scorso si è corso sul circuito di Monza, ma i protagonisti erano 26, oggi i protagonisti sono stati 4.800! Ecco la sostanziale differenza. Certo, anche la velocità è stata leggermente differente, ma vi assicuro che il divertimento e l'impegno profuso, nonostante la pioggia a tratti battente, è stato uguale per i protagonisti delle due gare. Altra sostanziale differenza è che oggi i protagonisti della gara hanno potuto parlare durante la competizione, cosa che non era possibile l'altra domenica. Chi ha corso oggi non ha inquinato, la sua tattica di gara non è stata elaborata da sofisticati computer che analizzano centinaia, migliaia di dati..., ma dal cuore e dal cervello che elaborando sensazioni, stimoli e volontà gli hanno consentito di tagliare il traguardo da vincitore. 

lunedì 7 settembre 2015

Ritorno a casa

Partecipare alla Maratonina di Castel Rozzone è per me diventato quasi un obbligo. Non è una maratona, ha un posto nel calendario non molto felice: è la prima gara che si disputa dopo le vacanze estive, per cui l'allenamento per una gara competitiva è praticamente nullo; si disputa nella Bassa Bergamasca, dove il caldo e l'afa in questa stagione la fanno da padrone, eppure...
Eccomi, da diversi anni, alla partenza di questa gara, che più che l'occasione per correre è l'occasione per incontrare gli amici del mio primo gruppo sportivo, l'Atletica Castel Rozzone. Ecco, appunto, amici: nessun vecchio astio e neppure nessuna piccola incomprensione tra di noi. Il fatto che abbia cambiato società anni fa non ha minimamente intaccato la reciproca stima e l'affetto. Infatti il tragitto dal parcheggio fino alla segreteria è interrotto da numerose fermate per salutare tutti gli amici del mio primo gruppo sportivo.

domenica 16 agosto 2015

Ferragosto in Valle Imagna ieri ed oggi, ma sempre di corsa

Nella giornata di Ferragosto da anni si disputa a Berbenno, in Valle Imagna, la “Straberbenno”, giunta quest'anno alla 26a edizione ed organizzata dalla Polisportiva Berbenno. Organizzata, all'inizio, per i turisti che trascorrevano le vacanze in valle Imagna, è divenuta con il passare degli anni una classica del podismo bergamasco, che richiama in zona podisti provenienti anche da fuori provincia. Facili da capire i motivi: tre percorsi per “tutte le gambe” (5, 10 e 15 chilometri), un tracciato sì difficile (salite impegnative e ripide discese, ma con stupendi panorami), la possibilità di allontanarsi dalla calura della pianure per trovare un po' di aria fresca. A tutto questo si abbina un'organizzazione che rasenta la perfezione (… se ci fossero i cartelli che indicano i chilometri), con un ristoro finale che sembra un banchetto nuziale. Anche quest'anno, dunque, alla partenza. Il solito dilemma a fine gara: cosa scrivere nel post? Nessun fatto, nessuna situazione degna di essere descritta nella gara di oggi.

domenica 9 agosto 2015

Due maratone, due bicchieri!

Da ogni cosa si possono estrarre dati che possono diventare record, magari un po' strani e del tutto inutili (ai “grandi” fini statistici), ma pur sempre piccoli record, certo non degni di essere menzionati nel “Libro dei Guinnes”, ma semplici curiosità . C'è chi corre la maratona palleggiando con una palla da basket, chi la corre all'indietro, chi con un uovo sul cucchiaio e via discorrendo. Ho corso- forse corso è una parola un po' grossa, visti i tempi- due delle “10 marathons in 10 days” sul lago d'Orta, ottenendo un piccolo record: ho utilizzato per tutti i ristori un solo bicchiere per gara! Maratoneta lento, ma ecologico. Il vantaggio di questa “tattica” è stato duplice: ridurre al minino i materiali plastici da smaltire ed avere sempre a portata di mano un bicchiere da utilizzare presso le numerose fontanelle situate lungo il percorso.

lunedì 3 agosto 2015

Tre pecore nere a spasso sul lago

Agosto, le città si svuotano e tutti cercano un po' di refrigerio al mare o in montagna. Ma le spiagge sono troppo affollate e non si trova erbetta fresca da brucare, mentre in montagna ci sono le salite che sono più adatte alle capre che alle pecore. “Che fare?” si domanda il gregge delle pecore nere. Si potrebbe andare sul lago d'Orta. Là c'è una spiaggetta non troppo affollata e le salite sono leggere, adatte anche alle pecore. Detto, fatto! Ecco il gregge RB delle Pecore Nere in viaggio verso il piccolo lago novarese. Casualmente sulle sponde del lago si disputa una gara di maratona. Uhmmm... più precisamente sono in programma “10 marathons in 10 days”, unico appuntamento italiano (… fino ad ora) che offre la possibilità di mettere parecchie “crocette” sul proprio palmares in pochi giorni.

giovedì 30 luglio 2015

Sono un pellegrino! Sono un pellegrino?

Irun, 5 giugno. Osservo il timbro (sello) appena apposto sulla mia credenziale, il passaporto che mi trasforma da semplice viandante a Santiago di Compostela in qualcosa di diverso: ora “Sono un pellegrino!”.
Giorni di cammino su sentieri che si snodano in mezzo ai boschi o che costeggiano l'oceano; ripide salite o dolci discese; tranquilli sentieri in pianura accanto a mucche che dopo aver osservato gli strani viandanti continuano il loro pasto. Zaino in spalla, passo dopo passo, la meta si avvicina. Sempre fissa nella mente la convinzione della partenza: “Sono un pellegrino!”.
Si passa in piccoli paesi e grandi città. Sole, pioggia, vento, un passo dopo l'altro sempre avanti e dopo 32 giorni eccoci finalmente davanti alla Cattedrale di Santiago. Il nostro viaggio è terminato, la meta è stata raggiunta: “Sono un pellegrino!”.

domenica 12 luglio 2015

Strade nuove, vecchie battute

Finito il riposo lungo 850 chilometri in Spagna, rientro non proprio “soft” alle gare, anche se non competitive. Oggi si è disputata a Sombreno di Paladina la 36a edizione della classica “Quater pas per i còi dè Bre”. Il numero dell'edizione fa capire come sia una gara alla quale non solo podisti bergamaschi, ma anche molti giunti da fuori provincia vogliono partecipare. Anche se la gara si disputa a luglio dove il caldo è sempre in agguato, chi organizza la gara sceglie un percorso che per la gran parte si svolge nei boschi dei colli di Bergamo, il che consente di correre se non proprio al fresco, almeno con temperature accettabili. Uno dei problemi che si incontrano nelle gare che si svolgono nei piccoli paesi è la difficoltà nel trovare parcheggio. Oggi il problema è stato risolto utilizzando un campo dove era stato appena mietuto il grano. Un altro vantaggio è che le autovetture erano sotto l'occhio vigile di alcuni addetti della protezione civile, che, oltre a fare da vigili, facevano pure da addetti alla sicurezza.