giovedì 26 marzo 2026

La mia triste “Maratona di Primavera”

Domenica 22 marzo era in calendario la “Run Rome the Marathon”. Controllando la lista dei top runner, ho visto che sarebbe stata molto difficile una mia vittoria; per questo motivo ho deciso di partecipare alla “Maratona di Primavera”, che si sarebbe disputata lo stesso giorno a Treviolo. Qui avevo la quasi certezza di una mia vittoria. Eh, lo so che qualche lettore pignolo potrebbe obiettare che, essendo la lista dei partenti con un solo nome, la vittoria sarebbe stata facile. Forse ha ragione, ma per vincere bisogna tagliare il traguardo! Da qualche tempo ho deciso di abbandonare la “confort zone” del circuito del Parco Callioni, che offre la possibilità non solo di fermarsi in qualsiasi momento e di essere subito a casa in caso di infortunio, ma anche e soprattutto la possibilità di avere un punto ristoro fisso ogni due chilometri, senza dover necessariamente portare con sé acqua ed integratori. Il portare con sé la borraccia è ormai un'abitudine, ma in questo periodo, visto che le fontanelle dove poterla riempire sono ancora chiuse, qualche problema c'è.

La primavera è iniziata da un paio di giorni, ma le “giornate” sono forse ancora in letargo e non sembrano accorgersene, quindi, anche se è presente un pallido sole primaverile, la temperatura è ancora (quasi) invernale. Ore 8.15. La partenza è sotto i migliori auspici: il mio ciliegio allieta l'inizio della gara con i primi fiori … fioriti. Viste le passate esperienze, decido di transitare sull'anello all'inizio della mia gara, così ho il vantaggio della strada in leggera discesa. Arrivato al parco Callioni, un'amara sorpresa: ci sono dei mezzi e degli operai che stanno estirpando e sminuzzando decine di piante. Il motivo è la presenza del tarlo asiatico. Si tagliano non solo le piante infestate, ma anche tutte quelle che si trovano nel raggio di cento metri! Proseguo e, anche se lungo le sponde del fiume Brembo si vedono le macchie gialle delle primule presenti in abbondanza, non riesco a togliermi dalla testa come sarà il parco al termine degli abbattimenti. Se all'inizio ho evitato strade in salita, non posso evitarle per raggiungere la prima fontanelle agibile. È posta a meta della salita che porta alla Madonna del Bosco, accanto alla chiesa omonima. Ristoro fatto! Il prossimo sarà in centro, a Bergamo, sul Sentierone; anche qui c'è una fontanella sempre funzionante.

Qui un piccolo aneddoto. La “Vedovella”, come è chiamata dai Bergamaschi, è un pezzo storico di Bergamo. Da sempre è stata di colore verde. Nel 2022 però è stata inopinatamente e senza nessun motivo colorata di grigio. La decisione non è stata gradita dai Bergamaschi, che con petizioni e raccolta di firme hanno obbligato il comune a ripristinare il colore originale. Correre sul Sentierone in mezzo a persone che passeggiano tranquillamente è meno strano di quanto possa sembrare; infatti qui ho incontrato almeno altri quatto o cinque compagni di corsa. Dipenderà forse dal fatto che qui si può trovare un punto ristoro? Per me era verso il chilometro 24. Ritorno verso zone più conosciute e più vicine a casa, passando accanto al Bosco della Memoria al Parco della Trucca. Qui si possono notare gli alberi piantati anni fa dopo la sconfitta del “malo male”; non sono ancora in grado di fare molta ombra, ma almeno stanno crescendo. Raggiunto il chilometro 38, al parco Santa Cristina di Treviolo, noto le classiche fettucce bianche e rosse che delimitano alcune aree del parco ed un delibera del Comune che indica che a breve si dovranno tagliare quasi tutte le piante del parco perché infestate. Nel parco gli abitanti di Treviolo erano soliti recarsi per stare in tranquillità all'ombra degli alberi e vigilare su figli e nipotini che giocano tranquillamente negli spazi a loro dedicati. La mia maratona sta per finire, e devo dire che sono abbastanza soddisfatto della mia prestazione, non tanto per il tempo impiegato, che resta nelle mie medie, ma per la sensazione di bene generale. Quello che non è certo un bene è vedere che, proprio alla fine della mia maratona, in via degli Aceri, dove è posto il traguardo dei 42,195 metri, non solo non c'è lo striscione dell'arrivo (e questo era del tutto previsto), ma sono state tagliate TUTTE le piante che costeggiavano la via! Insomma, questa primavera più che una rinascita sembra un funerale, almeno per alcuni tipi di piante. Per la cronaca, il tempo al passaggio della distanza classica è stato 5h 38' 42”, tempo finale al km 42.620: 5h 44'18”. Mentre cammino gli ultimi metri per recarmi a casa, mangio con golosità le caramelle alla frutta che mi ha regalato Stefano all'inizio della mia gara. Almeno c'è qualche cosa … buona.


Voglio però terminare questo mio post con un messaggio di speranza offerto da due avvenimenti che hanno per protagonisti dei bambini. Il primo si è svolto il 18 marzo presso il Bosco della Memoria, in occasione della Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime della pandemia di coronavirus”. Qui un centinaio di alunni delle scuole del Villaggio degli Sposi, sia della scuola primaria Manzoni che della secondaria di primo grado Muzio, hanno animato la cerimonia con alcuni brani sia cantati che strumentali. Molti di questi alunni hanno iniziato il loro percorso scolastico obbligatorio … non andando a scuola in presenza, in quanto vi era il lockdown. Il secondo avvenimento si è svolto a Treviolo il 23 marzo, in occasione della “Festa dell'Albero”, dove sono stati messi a dimora quattro alberi. Che il loro sia un messaggio di speranza per un futuro migliore!

Credit foto: Bergamo News
Credit foto: Instagram Comune di Treviolo

P.S. Come previsto, ho vinto la “Maratona di Primavera”, e quale migliore occasione, visto l'argomento trattato, la ricerca dell'acqua, anche solo per poter effettuare dei ristori, per devolvere il premio in denaro ai Frati Francescani ed in particolare per poter riparare il pozzo del villaggio di Ngoku, nel sud Sudan?

Nessun commento:

Posta un commento