lunedì 26 gennaio 2026

Per ricordare, per chiedere e per riflettere

A fine gennaio, da anni, io corro una maratona, in occasione «Giorno della Memoria» in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. (Legge 20 luglio 2000, n. 211), iniziativa che è stata presa nelle giornate buie del “malo male” e quest'anno giunta alla sesta edizione. La data della giornata della memoria sarebbe il 27, giorno in cui le truppe russe liberarono i pochi sopravvissuti del campo di sterminio di Auschwitz. Ho, nei post precedenti, ricordato le marce della Morte, a cui furono obbligati i prigionieri per essere trasferiti dai campi di sterminio più lontani dalla Germania e che per molti furono i loro ultimi passi. La data scelta per la “mia” commemorazione quest'anno cade nel decimo anniversario di un altro fatto tragico che a tutt'oggi ha molti aspetti oscuri ed i colpevoli ancora impuniti. Esattamente dieci anni fa veniva rapito in Egitto Giulio Regeni, trovato pochi giorni dopo morto con evidenti segni di tortura.
La corsa di questa maratona è un po' anomala e non perché la corro in solitaria, perché ormai sono quasi più queste maratone che quelle che corro con la compagnia. Cerco di correre questa maratona in condizioni simili (per la verità non è proprio così) alle centinaia di persone che furono costrette alle marce della morte. Colazione spartana, solo un caffè, nessun integratore assunto durante la gara e nessun cibo solido, solo acqua. Queste sono le mie piccole limitazioni; per il resto ho scarpe comode e non zoccoli, abbigliamento termico e non semplici e logori indumenti di cotone, corro su strade asfaltate e non lungo sentieri sassosi e fangosi. Corro con le mie “piccole” limitazioni e correre da solo mi permette di avere la mente libera e quindi di poter pensare. In particolare quest'anno i miei pensieri e ricordi sullo sterminio si sono soffermati su quello dei bambini. Foto iconiche ricordano le loro sofferenze. In particolare mi è ritornata alla memoria la foto del bambino del ghetto di Varsavia (-vedi-). È un'immagine di tempi lontani. Tempi lontani? Non sembra proprio! Basta rivolgere lo sguardo alla “democratica America” (-vedi-) per ritornare indietro di quasi 80 anni. 

Per la natura di questo blog, non ritengo utile approfondire l'argomento; lascio il compito ai più solerti e curiosi lettori. Come si sa ci vuole molte tempo per completare una maratona e per me ancora di più. Ecco che dopo aver ricordato vorrei chiedere a chi di dovere “Giustizia per Giulio”. Questa era la richiesta che già avevamo fatto in molti dieci anni fa (-vedi-); oggi sarebbe più corretto chiedere “Giustizia e verità per Giulio”. Nel corso degli anni vari governi di tutti i colori si sono succeduti, ma fino ad ora non si vedono risultati, anzi, quando questo argomento viene riproposto, non solo si hanno risposte vaghe ed evasive, ma qualche volta sembra quasi di infastidirli. In questi giorni si vede, giustamente, l'interesse mostrato da vari Ministri e dal Governo riguardo alla strage di ragazzi in Svizzera. Credo che se ci fosse stato lo stesso impegno per Giulio ora Paola e Claudio, non si sentirebbero soli. Questi ed altri pensieri mi hanno tenuto compagnia nella mia maratona, che per ironia della sorte è stata un po' tragica, solo un po', però. Giornata fredda, umida e con nebbia e, anche se la temperatura era sopra lo zero, il freddo entrava nelle ossa nonostante il mio abbigliamento tecnico. Anche lo scorso anno le condizioni non erano delle migliori, anzi un violento temporale mi aveva consigliato solo dopo un paio di chilometri di rimandare la gara; per mia fortuna non vi era nessun soldato ad obbligarmi a continuare o a farmi fermare per sempre. Il percorso prevedeva il passaggio in parchi dove avrei trovato acqua, ma, per evitare che il gelo rompesse i tubi, erano stati tolti i rubinetti. Acc... neanche acqua oggi! Per fortuna verso il 28° chilometro ho trovato una fontanella con acqua sempre corrente. Qui è un piacere bere e riempire la borraccia d'estate, in inverno, e nella giornata di domenica in particolare. Oggi un po' meno: acqua ghiacciata! Il percorso, ormai al di fuori dell'anello del Parco Callioni, ripercorreva in gran parte quello della mia “Maratona sul Brembo”. Mi ero riproposto allora di variare il tratto finale, per non trovare salite alla fine, ma, assorto nei miei pensieri, ho tralasciato di farlo, per cui anche questa volta salita alla fine. Nonostante questo piccolo inconveniente, anche questa maratona mi ha visto tagliare il traguardo per primo! Evabbè, anche questa volta ho corso da solo!

(Per gli amanti delle prestazioni: tempo finale 5h 44' 18” (km 42.630) passaggio alla distanza canonica: 5h 39' 42” (km 42.195)).


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2021 – Una gamba dopo l'altra”

2022 – Giornata della memoria

2023 – Non cancelliamo quella riga

2024 - Avere memoria del passato per non errare nel futuro

202575190 – 7943 

Maratona di Roma anno 2016

1 commento:

  1. Siamo alle solite. Ogni storia a la sua maratona complimenti ciao

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