sabato 25 aprile 2020
25 aprile: Bergamo Resiste!
Nella giornata del 25
aprile da anni non partecipo a nessuna gara (questo sì che è
strano), ma con Rossana ricordiamo la “liberazione”
camminando sui luoghi che hanno attinenza con la lotta partigiana.
Sono luoghi molte volte quasi sconosciuti, che ricordano uomini
sconosciuti, ma che hanno contribuito spesso con la vita alla
sconfitta dei nazifascisti. Il nostro “pellegrinaggio” in questi
luoghi è un modo per continuare, o meglio mantenere la memoria: una
breve sosta, un fiore di campo raccolto lungo il percorso, una breve
preghiera. Quest'anno avevamo già, da mesi, deciso la meta. Partenza
da Gandino fino al Monte Alto, lungo il sentiero tematico “In
cammino per la libertà”, che attraverso undici tappe vuole
ricordare attraverso pannelli esplicativi fatti e personaggi della
resistenza operanti in zona, in particolare quelli della 53a
Brigata Garibaldi “13 martiri di Lovere”. Ma per i fatti che
tutti conosciamo, questo non è stato possibile. Beh, questa sarà la
nostra meta per l'anno prossimo. Rinunciare oggi a festeggiare il 25
aprile? Certo che no!
giovedì 23 aprile 2020
2020: i San Giorgio sconfissero il Drago
San Giorgio è il
patrono del nostro comune Treviolo, perciò è una giornata di festa.
Scuole chiuse, uffici chiusi … quest'anno lo sono da un po', e
anche la festa per la verità non è una festa come gli altri anni,
anzi non è proprio una festa. Troppi lutti e troppa sofferenza sono
ricordi troppo recenti ed ancora vivi sulla pelle di tutti i
concittadini. Per molti si sommano ai problemi sanitari, che sembra
siano quasi alla fine, problemi economici, che per molti sono
all'inizio.
Varie sono le leggende
che riguardano San Giorgio. Voglio qui solo ricordare "Liber
Notitiae Sanctorum Mediolanii".
(
e riprese dal sito www.leggendemetropolitane.it). Essa racconta invece
che San Giorgio avrebbe vissuto in Brianza. Un drago imperversava da
Erba fino in Valassina, facendo strage tra le greggi. Quando ebbe
divorato tutti gli animali, la gente di Cravenna cominciò a
offrirgli come cibo i giovani del villaggio, di volta in volta
estratti a sorte.
lunedì 20 aprile 2020
La nostra corsa in giardino, in una giornata uguale a tutte le altre, a causa delle restrizioni imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
I più attenti di voi
sapranno riconoscere il titolo del post in stile Lina Wertmüller.
In effetti mi trovo in difficoltà, non tanto a scrivere il post, ma
a trovare un titolo non banale e che invogli alla lettura del post.
Mi sono sempre chiesto il perché Lina desse ai suoi film titoli così
lunghi da entrare nel guinnes dei primati: credo che fosse per
compensare l'abbreviazione del suo nome, che sarebbe “Arcangela
Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Brauchich”, ma
questa credo che sia solo una mia interpretazione e in fondo non
c'entra nulla con il post.
Prima delle restrizioni
imposte per fronteggiare l'epidemia di coronavirus, le giornate della
settimana avevano, per me, tutte una caratteristica che le
contraddistingueva: lunedì, giornata dedicata alla visione di un
nuovo film; martedì, spesa; mercoledì e venerdì, giornate dedicate
al nipotino; giovedì, camminata su qualche ciclabile; sabato, riposo
e domenica, corsa. La corsa poteva essere una semplice non
competitiva o una gara agonistica. Per la verità, per me non faceva
molta differenza, il passo tenuto non variava di molto, l'importante
era “muoversi”.
sabato 18 aprile 2020
Il campanile il mio cronometro, i ceci il mio smartwatch
Il CoronArena, a
differenza di molti impianti sportivi, non è chiuso; infatti è
stato creato rispettando le numerose norme che impongono il
distanziamento sociale e la distanza dalla propria residenza. Per il
18 aprile era programmata la “21 km del Dubbio”, ma un gradito
invito, che mi ha spedito Simona, ha fatto cambiare i piani. Si
trattava di correre in modo virtuale la “Ultra Franciacorta”,
che, per i noti motivi, era stata annullata. La gara offriva molte
opportunità, non in distanza chilometrica, ma “a tempo”: 1, 3, 6
e 12 ore. La mia scelta cade sulla “3 ore ULTRA francia
COVID”. Mail di conferma e dopo poco pettorale gara nella
casella di posta. Tutto pronto per la gara, un solo dubbio mi frulla
nel cervello: “gara virtuale” … sarà pure virtuale, ma alla
fine le gambe e la schiena la penseranno in modo diverso. martedì 14 aprile 2020
La corsa in giallo
Finalmente un post che
non tratta di coronavirus, di corse dei criceti e cose simili.
Parliamo di ciclismo e della più famosa corsa a tappe: il Tour de
France... questo è quello che penserà la maggior parte di voi,
leggendo il titolo del post. In effetti non avrebbe tutti i torti.
Nel momento in cui accingo a scrivere questo post, il Tour de France
risulta ancora essere in calendario, seppure con una data di partenza
spostata di qualche settimana (si ipotizza la data del 25 luglio come
data di inizio). Ma questo non è un blog che tratta di ciclismo e
quindi deve deludere le vostre aspettative: si parlerà ancora di
corsa, si parlerà ancora di solidarietà, insomma, nulla di nuovo
sotto il sole … giallo! Lo spunto per questa corsa mi è stato dato
da una mail di padre Fabio, che ci informava sullo stato dei lavori
nella Cattedrale di Santiago, a tutt'oggi ancora chiusa, chiusura che
vanifica il “pellegrinaggio”, non potendo visitare la tomba (cito
le sue parole: “Tutto si riduce a una buona camminata,
certamente utile al corpo e all’anima, ma non a realizzare il
Pellegrinaggio”). domenica 12 aprile 2020
Pasqua 2020: ho risposta alla chiamata del Papa
Da quando ho iniziato a
correre (nel secolo scorso), ho disputato gare in quasi tutte le
festività, sia civili che religiose, con un'unica eccezione: non ho
mai corso il 25 dicembre (Natale) e la domenica di Pasqua.
Quest'anno, in particolare, c'erano tutti i presupposti per
rispettare questa consuetudine. Nessuna possibilità di 'evadere' per
cercare un percorso più agevole, con una gara disputata venerdì e
con la prossima programmata per il giorno di Pasquetta.
Ecco quindi programmata
per domenica una giornata di tutto riposo (con grande soddisfazione
di schiena e ginocchia che mal sopportano il tortuoso circuito del
CoronArena).
Ma... eh, sì, anche
qui c'è una ma. Sabato sul telefonino, tramite WhatsApp, arriva un
messaggio del Papa. Troppo lungo per riportarlo qui, ne faccio una
breve sintesi: “Domenica di Pasqua dovresti correre e fare una
donazione agli Alpini di Capriate e Crespi per le esigenze collegate
al Coronavirus”.
venerdì 10 aprile 2020
Una Pecora Nera alla corsa della Capra
Correre in giardino,
sul terrazzo, nelle autorimesse, a causa dei decreti che impongono il
“distanziamento sociale”, è diventato quasi una moda. Ma i
Bergamaschi “la fanno strano”. Tutti corrono, ma quanti pagano,
sotto forma di donazioni a strutture pubbliche o associazioni
impegnate nella lotta contro il coronavirus? Beh, in effetti ci sono
molti amici di altre province che lo fanno. Bravi! Nasce allora una
nuova moda: “stare vicini, pur essendo lontani”. Come?
Trovando una cosa che accomuna. Beh, è facile: nel nostro ambiente
la cosa è la co'r'sa! Qualche tempo fa io & Velo
organizzammo la “Quarantine Half Marathon” (-vedi-),
a cui hanno aderito dieci atleti. All'inizio della settimana Gigione
ha proposto la “10 km della Capra Virtual”. Questa
manifestazione è una gara riservata agli atleti dei Fo di Pè ed è
valida per il loro campionato interno, ma in questo caso si sono
dimostrati buoni ed hanno ammesso la partecipazione di atleti esterni
al gruppo. Lo strano nome è dovuto al fatto che normalmente la gara
si disputa in località Piana della Capra, vicino alla loro sede di
Valbrembo.
domenica 5 aprile 2020
Il Ciliegio permaloso
Ieri a pranzo stavamo
mangiando i pizzoccheri, utilizzando i cavoli che componevano il
mazzo di fiori destinato al vincitore della “Media Maratòn de
Repollo”, quando siamo stati richiamati da un forte rumore al
piano superiore, un sordo rumore che spesso si sente durante i
temporali accompagnati da forte vento: rumore di rami che sbattono
violentemente sulle griglie. In un primo momento non ci facciamo
caso. La giornata è soleggiata, il vento assente. Continuiamo il
pranzo. Ma il rumore si fa insistente ed aumenta di intensità. A
questo punto, un po' preoccupato, salgo le scale e mi affaccio sul
balcone. Nulla di strano, tutto regolare. Mi tranquillizzo, ma mentre
sto chiudendo le finestre sento una voce: “Questa non me la
dovevi fare...”. Mi riaffaccio: nessuno. Forse la forzata
clausura fa brutti scherzi, fa sentire delle voci che non esistono.
Un brutto pensiero mi passa per la mente: “Non sarà forse un
effetto ancora non conosciuto del coronavirus?”. sabato 4 aprile 2020
Ho fatto una cavolata
Oggi più che correre
una mezza ho fatto una cavolata, nel vero senso della parola.
Non poteva essere diversamente infatti nel ormai famoso stadio
“CoronArena” si è disputata una maratonina denominata “Mezza
maratona del Cavolo” (-vedi-)
ed essendo corsa anche per vicinanza al popolo Spagnolo alle prese
con la pandemia COVID-19, ha anche il nome ““Media maratòn de
Repollo”. In conformità con le recenti disposizioni di
distanziamento sociale era ammesso un solo atleta. Sarà per questo
fatto ma anche nella gara odierna mi sono classificato primo! Il
tempo finale di 3h 07' 50”, buon tempo vista la tortuosità del
percorso.
Solo alcuni accenni
alla gara. Giornata fredda all'inizio, ma con cielo terso ed alla
fine il sole primaverile ha riscaldato la temperatura. Come al solito
unico spettatore un merlo che non aspettava altro che terminassi la
gara per poter averei i soliti chicchi di grano. Visto il trattamento
che giornalmente riservo agli uccellini mi sarei aspettato un
pubblico “volante” più numeroso, ma forse non avendo trovato
mascherine adattabili al loro becco hanno preferito venire in
giardino solo per consumare il loro pasto.
venerdì 3 aprile 2020
“Mezza maratona del Cavolo”
… ma che cavolo di
nome per una mezza maratona! Forse avete ragione; il nome dato alla mezza, disputata rigorosamente in spazio chiuso, ha bisogno di qualche chiarimento. Se avete la pazienza di leggere il post fino alla fine, sono sicuro che non solo capirete il perché della denominazione, ma sarete anche d'accordo.
Nel linguaggio comune,
oltre al significato più appropriato (cavolo = pianta erbacea, etc.
etc – vedi
- ), ha diversi utilizzi nel linguaggio figurato (es. “Non
capisci un cavolo”, “Fatti i cavoli tuoi” ). Con il termine
“cavolo” si vuole anche indicare una cosa di scarso
valore.
Perciò dare alla gara
il nome “Mezza maratona del Cavolo” è già
un'attribuzione azzeccata. Che valore ha una gara, corsa su un
percorso casalingo, con un unico concorrente, che forse lo fa per
egoismo e soprattutto in questi tempi bui? Vale giusto giusto un
cavolo, una cavolata insomma! In effetti non avete tutti i torti.
Ma … eh, sì, esiste
sempre un ma che merita una breve spiegazione.
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