domenica 5 aprile 2020

Il Ciliegio permaloso


Ieri a pranzo stavamo mangiando i pizzoccheri, utilizzando i cavoli che componevano il mazzo di fiori destinato al vincitore della “Media Maratòn de Repollo”, quando siamo stati richiamati da un forte rumore al piano superiore, un sordo rumore che spesso si sente durante i temporali accompagnati da forte vento: rumore di rami che sbattono violentemente sulle griglie. In un primo momento non ci facciamo caso. La giornata è soleggiata, il vento assente. Continuiamo il pranzo. Ma il rumore si fa insistente ed aumenta di intensità. A questo punto, un po' preoccupato, salgo le scale e mi affaccio sul balcone. Nulla di strano, tutto regolare. Mi tranquillizzo, ma mentre sto chiudendo le finestre sento una voce: “Questa non me la dovevi fare...”. Mi riaffaccio: nessuno. Forse la forzata clausura fa brutti scherzi, fa sentire delle voci che non esistono. Un brutto pensiero mi passa per la mente: “Non sarà forse un effetto ancora non conosciuto del coronavirus?”. 

sabato 4 aprile 2020

Ho fatto una cavolata


Oggi più che correre una mezza ho fatto una cavolata, nel vero senso della parola. Non poteva essere diversamente infatti nel ormai famoso stadio “CoronArena” si è disputata una maratonina denominata “Mezza maratona del Cavolo” (-vedi-) ed essendo corsa anche per vicinanza al popolo Spagnolo alle prese con la pandemia COVID-19, ha anche il nome ““Media maratòn de Repollo”. In conformità con le recenti disposizioni di distanziamento sociale era ammesso un solo atleta. Sarà per questo fatto ma anche nella gara odierna mi sono classificato primo! Il tempo finale di 3h 07' 50”, buon tempo vista la tortuosità del percorso.
Solo alcuni accenni alla gara. Giornata fredda all'inizio, ma con cielo terso ed alla fine il sole primaverile ha riscaldato la temperatura. Come al solito unico spettatore un merlo che non aspettava altro che terminassi la gara per poter averei i soliti chicchi di grano. Visto il trattamento che giornalmente riservo agli uccellini mi sarei aspettato un pubblico “volante” più numeroso, ma forse non avendo trovato mascherine adattabili al loro becco hanno preferito venire in giardino solo per consumare il loro pasto. 

venerdì 3 aprile 2020

“Mezza maratona del Cavolo”


… ma che cavolo di nome per una mezza maratona! 
Forse avete ragione; il nome dato alla mezza, disputata rigorosamente in spazio chiuso, ha bisogno di qualche chiarimento. Se avete la pazienza di leggere il post fino alla fine, sono sicuro che non solo capirete il perché della denominazione, ma sarete anche d'accordo.
Nel linguaggio comune, oltre al significato più appropriato (cavolo = pianta erbacea, etc. etc – vedi - ), ha diversi utilizzi nel linguaggio figurato (es. “Non capisci un cavolo”, “Fatti i cavoli tuoi” ). Con il termine “cavolo” si vuole anche indicare una cosa di scarso valore.
Perciò dare alla gara il nome “Mezza maratona del Cavolo” è già un'attribuzione azzeccata. Che valore ha una gara, corsa su un percorso casalingo, con un unico concorrente, che forse lo fa per egoismo e soprattutto in questi tempi bui? Vale giusto giusto un cavolo, una cavolata insomma! In effetti non avete tutti i torti.
Ma … eh, sì, esiste sempre un ma che merita una breve spiegazione.

giovedì 2 aprile 2020

No medaglia, no pacco gara …


… almeno la figurina.
La “Quarantine Half Marathon” non ha dato premi, ma ha avuto vincitori. L'unico riconoscimento è la copia del bonifico che ogni atleta ha fatto per l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Evabbè, facciamo un piccolo sforzo e vi doniamo la figurina della gara.
Quello che è mancato a questa gara/non gara è stata la presenza di un fotografo come si ben constatare dagli scatti. Certo un fotografo professionista avrebbe anche lui avuto difficoltà a fare delle foto migliori visto i soggetti da riprendere. A loro discolpa si fa presente che neanche loro hanno potuto andare dal parrucchiere!


Un grazie a tutti. Sir Marathon

martedì 31 marzo 2020

Correre per solidarietà e sostegno


Prendo per il titolo del post le parole di Roberto, che, nella sua breve relazione, coglie in pieno il significato di questa “gara in quarantena”. Tutti i partecipanti sono “infetti” da un virus “corsite” (?). Virus molto contagioso, colpisce sia giovani che vecchi, ma per nulla pericoloso.
Scorrendo le notizie, soprattutto quelle in rete, si legge che molti hanno creato percorsi “al chiuso”: chi in giardino, chi in casa, chi sul balcone, chi sulle scale. Tutti hanno trovato una soluzione per correre rispettando le norme. A tutti un bravo.
Anche noi ci siamo adeguati con percorsi sicuri – vedi -. La gara “Quarantine Half Marathonha due caratteristiche che non si riscontrano in nessun'altra iniziativa del genere:
1. hanno corso in contemporanea vari atleti
2. tutti i partecipanti hanno fatto una donazione all'Ospedale Papa Giovanni XXIII pari alla quota di iscrizione (50 euro)

domenica 29 marzo 2020

Pensieri in libertà, correndo in uno spazio chiuso


Prologo
Sabato. Tutto è pronto per la “Quarantine Half Marathon”, una gara/non gara che dovrò disputare domani insieme ad altri pazzi che, come dei criceti a cui è negata la libertà, “dovranno” correre su percorsi chiusi e da ripetere 'ennevolte', fino al raggiungimento dei fatidici 21097 metri. Nessuna classifica, nessun pacco gara da ritirare, gara in casa, per cui evitati i viaggi, tutto questo dovrebbe tranquillizzarmi. Ma … nel pomeriggio faccio la consueta chiacchierata con Ferdinando, segregato in casa con la gatta. Quando la telefonata sta per finire pronuncia la frase che mi dice sempre prima di una gara comune: “... mi raccomando, dormi!”. “Acc … non poteva stare zitto stavolta!” penso. Come dicevo prima, tutto è sotto controllo e sono sicuro che dormirò. Non sarà così. Sonno tranquillo fino all'una di notte, ma da allora un sonno agitato, beh, un dormiveglia e pensieri che frullano per la testa: “Riuscirò a terminare la gara?”, “Come sarà il tempo?” “Le gambe, ma soprattutto la schiena non avrà dolore?”. 

sabato 28 marzo 2020

“Quarantine Half Marathon”


Recenti normative hanno di fatto impedito a molti di correre distanti dalla propria abitazione, per evitare la propagazione del virus Covid19. Non entro nel merito della norma, anche se personalmente non vedo nei runners dei nuovi untori, ma l'unica cosa che ho notato è stato l'aumento esponenziale dei runners, mai visti in numero così copioso (nei vari servizi televisivi tante persone correvano lungo le strade o nei parchi cittadini!). Io personalmente ritengo che sia una norma giusta e da rispettare.

“CoronArena” approvato il tracciato!


Oggi è stato approvato ufficialmente dal COMI (Comitato Olimpico Mio Insindacabile) e dalla IAF (International Atletic Faust) il tracciato di 62,5 nel nuovo stadio casalingo di via Kolbe 18 a Treviolo: il “CoronArena” (vedi). Lo studio dello stadio ed relativo percorso è stato realizzato in tempi record. L'omologazione è stata possibile dopo eliminazione di alcuni piccoli ostacoli lungo il percorso nel tratto Canyon Garage. Questa convalida fa si che tutte le gare che si svolgeranno in “CoronArena” siano di fatto omologabili dalle due organizzazione già citate e validi eventuali record che si dovessero ottenere sul suddetto tracciato.

lunedì 23 marzo 2020

“Crazy Marathon”: la gara


Ecco ci siamo!
Tutto è stato preparato al meglio; si tratta solo di iniziare la gara.

Quando si dice: “Oggi corro la maratona in casa”, fino ad ora si intendeva correre una maratona nella propria città, al limite nella propria provincia e questo con tutti i vantaggi del caso: limitare gli spostamenti, ridurre le spese di trasferta, essere presto a casa dalla famiglia, ma mai come in questa “competizione” il significato è più azzeccato. Infatti la distanza dalla porta di casa (mia) alla linea di partenza è poco più di … un metro.
Nessuna difficoltà a posizionarmi nella griglia di partenza, e non nelle ultime posizioni come faccio di solito (la mia filosofia: più sono posizionato nelle posizioni arretrate e … meno atleti mi superano in gara). Sono in prima fila!

domenica 22 marzo 2020

“Crazy Marathon” organizzazione


Progettare una maratona non è cosa semplice. Molti sono gli adempimenti per poterla organizzare nel migliore dei modi: richiesta dei permessi, individuazione del tracciato, misurazione dello stesso, controllo dei passaggi, etc. etc.

Richiesta del permesso. La parte più facile, in questo caso. La richiesta è stata fatta al Boss (leggasi moglie). Qualche perplessità più che altro sulla salute mentale del richiedente, ma, visti gli obiettivi, è stato concesso senza altre formalità.