Ieri a pranzo stavamo
mangiando i pizzoccheri, utilizzando i cavoli che componevano il
mazzo di fiori destinato al vincitore della “Media Maratòn de
Repollo”, quando siamo stati richiamati da un forte rumore al
piano superiore, un sordo rumore che spesso si sente durante i
temporali accompagnati da forte vento: rumore di rami che sbattono
violentemente sulle griglie. In un primo momento non ci facciamo
caso. La giornata è soleggiata, il vento assente. Continuiamo il
pranzo. Ma il rumore si fa insistente ed aumenta di intensità. A
questo punto, un po' preoccupato, salgo le scale e mi affaccio sul
balcone. Nulla di strano, tutto regolare. Mi tranquillizzo, ma mentre
sto chiudendo le finestre sento una voce: “Questa non me la
dovevi fare...”. Mi riaffaccio: nessuno. Forse la forzata
clausura fa brutti scherzi, fa sentire delle voci che non esistono.
Un brutto pensiero mi passa per la mente: “Non sarà forse un
effetto ancora non conosciuto del coronavirus?”. domenica 5 aprile 2020
Il Ciliegio permaloso
Ieri a pranzo stavamo
mangiando i pizzoccheri, utilizzando i cavoli che componevano il
mazzo di fiori destinato al vincitore della “Media Maratòn de
Repollo”, quando siamo stati richiamati da un forte rumore al
piano superiore, un sordo rumore che spesso si sente durante i
temporali accompagnati da forte vento: rumore di rami che sbattono
violentemente sulle griglie. In un primo momento non ci facciamo
caso. La giornata è soleggiata, il vento assente. Continuiamo il
pranzo. Ma il rumore si fa insistente ed aumenta di intensità. A
questo punto, un po' preoccupato, salgo le scale e mi affaccio sul
balcone. Nulla di strano, tutto regolare. Mi tranquillizzo, ma mentre
sto chiudendo le finestre sento una voce: “Questa non me la
dovevi fare...”. Mi riaffaccio: nessuno. Forse la forzata
clausura fa brutti scherzi, fa sentire delle voci che non esistono.
Un brutto pensiero mi passa per la mente: “Non sarà forse un
effetto ancora non conosciuto del coronavirus?”. sabato 4 aprile 2020
Ho fatto una cavolata
Oggi più che correre
una mezza ho fatto una cavolata, nel vero senso della parola.
Non poteva essere diversamente infatti nel ormai famoso stadio
“CoronArena” si è disputata una maratonina denominata “Mezza
maratona del Cavolo” (-vedi-)
ed essendo corsa anche per vicinanza al popolo Spagnolo alle prese
con la pandemia COVID-19, ha anche il nome ““Media maratòn de
Repollo”. In conformità con le recenti disposizioni di
distanziamento sociale era ammesso un solo atleta. Sarà per questo
fatto ma anche nella gara odierna mi sono classificato primo! Il
tempo finale di 3h 07' 50”, buon tempo vista la tortuosità del
percorso.
Solo alcuni accenni
alla gara. Giornata fredda all'inizio, ma con cielo terso ed alla
fine il sole primaverile ha riscaldato la temperatura. Come al solito
unico spettatore un merlo che non aspettava altro che terminassi la
gara per poter averei i soliti chicchi di grano. Visto il trattamento
che giornalmente riservo agli uccellini mi sarei aspettato un
pubblico “volante” più numeroso, ma forse non avendo trovato
mascherine adattabili al loro becco hanno preferito venire in
giardino solo per consumare il loro pasto.
venerdì 3 aprile 2020
“Mezza maratona del Cavolo”
… ma che cavolo di
nome per una mezza maratona! Forse avete ragione; il nome dato alla mezza, disputata rigorosamente in spazio chiuso, ha bisogno di qualche chiarimento. Se avete la pazienza di leggere il post fino alla fine, sono sicuro che non solo capirete il perché della denominazione, ma sarete anche d'accordo.
Nel linguaggio comune,
oltre al significato più appropriato (cavolo = pianta erbacea, etc.
etc – vedi
- ), ha diversi utilizzi nel linguaggio figurato (es. “Non
capisci un cavolo”, “Fatti i cavoli tuoi” ). Con il termine
“cavolo” si vuole anche indicare una cosa di scarso
valore.
Perciò dare alla gara
il nome “Mezza maratona del Cavolo” è già
un'attribuzione azzeccata. Che valore ha una gara, corsa su un
percorso casalingo, con un unico concorrente, che forse lo fa per
egoismo e soprattutto in questi tempi bui? Vale giusto giusto un
cavolo, una cavolata insomma! In effetti non avete tutti i torti.
Ma … eh, sì, esiste
sempre un ma che merita una breve spiegazione.
giovedì 2 aprile 2020
No medaglia, no pacco gara …
La “Quarantine Half
Marathon” non ha dato premi, ma ha avuto vincitori. L'unico
riconoscimento è la copia del bonifico che ogni atleta ha fatto per
l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Evabbè, facciamo un
piccolo sforzo e vi doniamo la figurina della gara.
Quello che è mancato a
questa gara/non gara è stata la presenza di un fotografo come si ben
constatare dagli scatti. Certo un fotografo professionista avrebbe
anche lui avuto difficoltà a fare delle foto migliori visto i
soggetti da riprendere. A loro discolpa si fa presente che neanche
loro hanno potuto andare dal parrucchiere!
Un grazie a tutti. Sir Marathon
martedì 31 marzo 2020
Correre per solidarietà e sostegno
Prendo per il titolo
del post le parole di Roberto, che, nella sua breve relazione, coglie
in pieno il significato di questa “gara in quarantena”. Tutti i
partecipanti sono “infetti” da un virus “corsite” (?). Virus
molto contagioso, colpisce sia giovani che vecchi, ma per nulla
pericoloso.
Scorrendo le notizie,
soprattutto quelle in rete, si legge che molti hanno creato percorsi
“al chiuso”: chi in giardino, chi in casa, chi sul balcone, chi
sulle scale. Tutti hanno trovato una soluzione per correre
rispettando le norme. A tutti un bravo.
Anche noi ci siamo
adeguati con percorsi sicuri – vedi -. La gara “Quarantine
Half Marathon” ha due caratteristiche che non si riscontrano in
nessun'altra iniziativa del genere:
1. hanno corso in
contemporanea vari atleti
2. tutti i partecipanti
hanno fatto una donazione all'Ospedale Papa Giovanni XXIII pari alla
quota di iscrizione (50 euro)
Ubicazione:
Bergamo BG, Italia
domenica 29 marzo 2020
Pensieri in libertà, correndo in uno spazio chiuso
Sabato. Tutto è pronto
per la “Quarantine Half Marathon”, una gara/non gara che
dovrò disputare domani insieme ad altri pazzi che, come dei criceti
a cui è negata la libertà, “dovranno” correre su percorsi
chiusi e da ripetere 'ennevolte', fino al raggiungimento dei fatidici
21097 metri. Nessuna classifica, nessun pacco gara da ritirare, gara
in casa, per cui evitati i viaggi, tutto questo dovrebbe
tranquillizzarmi. Ma … nel pomeriggio faccio la consueta
chiacchierata con Ferdinando, segregato in casa con la gatta. Quando
la telefonata sta per finire pronuncia la frase che mi dice sempre
prima di una gara comune: “... mi raccomando, dormi!”.
“Acc … non poteva stare zitto stavolta!” penso. Come dicevo
prima, tutto è sotto controllo e sono sicuro che dormirò. Non sarà
così. Sonno tranquillo fino all'una di notte, ma da allora un sonno
agitato, beh, un dormiveglia e pensieri che frullano per la testa:
“Riuscirò a terminare la gara?”, “Come sarà il
tempo?” “Le gambe, ma soprattutto la schiena non avrà
dolore?”.
sabato 28 marzo 2020
“Quarantine Half Marathon”
Recenti normative hanno
di fatto impedito a molti di correre distanti dalla propria
abitazione, per evitare la propagazione del virus Covid19. Non entro
nel merito della norma, anche se personalmente non vedo nei runners
dei nuovi untori, ma l'unica cosa che ho notato è stato l'aumento
esponenziale dei runners, mai visti in numero così copioso (nei vari
servizi televisivi tante persone correvano lungo le strade o nei
parchi cittadini!). Io personalmente ritengo che sia una norma giusta
e da rispettare.
“CoronArena” approvato il tracciato!
Oggi è stato approvato
ufficialmente dal COMI (Comitato Olimpico Mio
Insindacabile) e dalla IAF (International
Atletic Faust) il tracciato di 62,5 nel nuovo stadio
casalingo di via Kolbe 18 a Treviolo: il “CoronArena”
(vedi). Lo studio dello stadio ed relativo percorso è stato realizzato in
tempi record. L'omologazione è stata possibile dopo eliminazione
di alcuni piccoli ostacoli lungo il percorso nel tratto Canyon
Garage. Questa convalida fa si che tutte le gare che si
svolgeranno in “CoronArena” siano di fatto omologabili dalle due
organizzazione già citate e validi eventuali record che si dovessero
ottenere sul suddetto tracciato.lunedì 23 marzo 2020
“Crazy Marathon”: la gara
Tutto è stato
preparato al meglio; si tratta solo di iniziare la gara.
Quando si dice: “Oggi
corro la maratona in casa”, fino ad ora si intendeva correre
una maratona nella propria città, al limite nella propria provincia
e questo con tutti i vantaggi del caso: limitare gli spostamenti,
ridurre le spese di trasferta, essere presto a casa dalla famiglia,
ma mai come in questa “competizione” il significato è più
azzeccato. Infatti la distanza dalla porta di casa (mia) alla linea
di partenza è poco più di … un metro.
Nessuna difficoltà a
posizionarmi nella griglia di partenza, e non nelle ultime posizioni
come faccio di solito (la mia filosofia: più sono posizionato nelle
posizioni arretrate e … meno atleti mi superano in gara). Sono in
prima fila!
domenica 22 marzo 2020
“Crazy Marathon” organizzazione
Progettare una maratona
non è cosa semplice. Molti sono gli adempimenti per poterla
organizzare nel migliore dei modi: richiesta dei permessi,
individuazione del tracciato, misurazione dello stesso, controllo dei
passaggi, etc. etc.
Richiesta del
permesso. La parte più facile, in questo caso. La richiesta è
stata fatta al Boss (leggasi moglie). Qualche perplessità più che
altro sulla salute mentale del richiedente, ma, visti gli obiettivi,
è stato concesso senza altre formalità.
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