Dopo molto tempo rieccomi sul blog. È estate ed un periodo di riposo è lecito, riposo dalla scrittura, ma non dalla corsa. Tra l'altro, non avendo in programma nessuna corsa e nessun avvenimento da ricordare o festeggiare, anche gli argomenti vengono a mancare. Per quanto riguarda le mie corse, sono state abbastanza corte (al massimo la distanza della mezza) e fatte più che altro per santificare la “mia domenica laica”. Un paio di domeniche ho corso pure all'estero, in Gran Bretagna, per la precisione, percorrendo nuovi percorsi ameni e tranquilli. Una quindicina di chilometri lungo un canale, una volta navigabile, ed altrettanti in un parco a Crewe. Percorsi ombreggiati e... udite udite … nessuna pioggia ha infastidito la mia andatura. Questa è la principale novità di quest'anno lassù. Se da un lato gli alberi, qualche volta secolari, non sembrano risentire della mancanza di pioggia, i prati inglesi che per tradizione siamo abituati e vedere sempre verdi quest'anno hanno il colore della paglia.... Tornato in patria, in quel di Treviolo, la situazione non era dissimile da quella della terra di San Giorgio: caldo afoso fin dalle prime ore del giorno.
Correndo in solitudine, ad una certa età, si sentono tutti i dolori, e soffermarsi di di essi non fa che aumentare la sensazione di disagio, per cui ho l'abitudine di pensare ad altro. In questo caso i miei pensieri sono stati influenzati dal cantautore/maestro Francesco, che di recente ha raggiunto le alte vette. Ho avuto la fortuna di abitare per sette decenni nella stessa zona: da bambino e nei primi anni di matrimonio a Bergamo, al Villaggio degli Sposi, e da circa quarant'anni a Treviolo, comune confinate. Ho avuto quindi modo di constatare il profondo cambiamento avvenuto sia nell'urbanizzazione che nella cementificazione della zona. Da bambino era normale andare nella località chiamata Isola per pescare, non solo piccoli pesci, ma anche sanguisughe e salamandre, passando per un boschetto dove erano presenti molti corsi d'acqua. Successivamente le prime opere di urbanizzazione con la costruzione di case e di conseguenza le strade si sono allargate, ma era ancora possibile raggiungere il boschetto, dove ricordo che transitò anche una delle prime edizioni della non competitiva “ù gir inturen all'aereoport”, organizzato dal mio primo gruppo sportivo, Le tartarughe. Alle case presto si affiancarono, nella prima periferia di Treviolo, le prime piccole industrie e si assistette alla scomparsa di campi coltivati per lo più a grano ed a mais. Si sa che le fabbriche ed i depositi hanno bisogno di una rete viaria efficiente e quindi quelle che erano semplici strade comunali divennero superstrade e si assistette al “ricongiungimento” tra Bergamo e Treviolo. Rimaneva una piccola porzione di verde adibito a boschetto. Qui varie ipotesi per il suo utilizzo: una prevedeva la costruzione del nuovo stadio, la seconda la costruzione del nuovo ospedale. Sappiamo tutti come è andata. Ora l'ospedale Papa Giovanni XXIII è una realtà ed un polo di eccellenza a livello nazionale. Unico fatto positivo è stata la possibilità di adibire una parte del terreno confinante all'ospedale alla creazione del Parco della Trucca, cosa che non sarebbe stata possibile se si fosse costruito lo stadio: nell'area era prevista la costruzione di un parcheggio. Questi sono i motivi di riflessione che mi hanno accompagnato nelle mie corse del mese di agosto. Mese di agosto? Per la verità, se non fosse stato per il caldo torrido, mi sembrava di correre nel mese di ottobre, mese nel quale organizzo/corro/vinco la maratona delle “Foglie Morte”, corsa in ricordo degli amici che mi hanno preceduto nell'ultima corsa. Infatti il mio percorso era già lastricato di foglie cadute dagli alberi. Ma perché questi pensieri? Come già accennato, la scomparsa di Francesco mi ha fatto risentire parecchie sue canzoni ed una che mi è rimasta particolarmente in mente è “il Vecchio ed il Bambino”. Anche io, come il vecchio della canzone, ricordo campi di grano, profumo di fiori che ora sono solo un ricordo. A differenza della canzone, qui sullo sfondo non vedo ciminiere. Qui l'uomo non “mangia” terreno per costruire fabbriche, ma le molte gru che si vedono sullo sfondo indicano che saranno case a “mangiare” il terreno. Case con giardino dove l'erba non ha necessità si essere né innaffiata né tagliata, in quanto erba sintetica. Case dove i genitori per correre quasi sicuramente andranno, con le cuffiette nelle orecchie, in una delle numerose palestre sorte e, dopo avere corso per delle ore, non si sono allontanati neppure di un metro dalla partenza. Figli che giocheranno su campi di calcio il cui fondo è sintetico. Sono un vecchio Lupo e da qualche tempo pure Solitario, ma mi piace ancora sentire la pioggia che bagna la pelle come una piccola doccia tonificante, il sole che abbronza, sentire il canto degli uccelli ed osservare la natura nei vari colori proposti dalle varie stagioni. Mi sarebbe piaciuto raccontare questo ad un mio giovane Lupetto e ricordare che non si è trattato di un sogno, ma questo non mi è stato possibile, in quanto sono un Lupo Solitario.
Lo so che è un post che riporta a galla vecchi ricordi, ma sono sicuro che alcuni dei miei venticinque lettori leggendolo si riconosceranno: cambierà la località, ma non certo i ricordi.



Bellissimi i tuoi vecchi ricordi … li sento un po‘ anche miei ! Grazie Lupo solitario
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