domenica 30 agosto 2026

I'm running for a hero … Italian

Premessa

Ci sono delle ricorrenze per ricordare la fine delle guerre, ma non in tutti i paesi hanno le stesse modalità. In Italia, per esempio, si festeggia la fine della prima guerra Mondiale il 4 di novembre, ma i discorsi ufficiali, in generale tendono più a sottolineare la vittoria, l'avvenuta unificazione di territori Italiani, più che il sacrificio dei caduti per aver difeso la libertà. A testimonianza di questo è il fatto che ogni singolo comune ha il proprio monumento ai caduti. Questi monumenti a volte sono in rovina: praticamente sono monumenti “morti”. Differente è la situazione in altri paesi, ad esempio in Gran Bretagna, dove nel mese di novembre più che ricordare la fine delle guerra si ricordano i soldati caduti e tutti, dal Re all'ultimo dei cittadini, onorano la memoria dei caduti indossando un papavero e i monumenti ai caduti sono resi “vivi” durante tutto l'anno con croci e papaveri. Non è raro vedere lettere di famigliari che ricordano lontani (nel tempo) parenti. 

Attualmente però ci sono situazioni in cui il ricordo di chi è caduto non si può ancora associare alla fine di una guerra. È questo il caso della guerra tra Russia ed Ucraina (è una vera e propria guerra, non certo un'“operazione speciale”!) ed è quindi importante onorare i caduti Ucraini, o meglio i “caduti per la causa ucraina”, che, indipendentemente dal ruolo svolto, anche se non hanno compiuto quello che potremmo definire un “atto eroico”, sono morti non solo per difendere il loro paese, ma anche la libertà. Non è questo forse già un atto eroico? È in questa ottica che l'associazione Zlaghoda di Bergamo ha deciso di aderire al “
Giorno della memoria dei difensori dell'Ucraina”, il 29 agosto, organizzando, per il quarto anno, una manifestazione sportiva. La giornata del 29 agosto ricorda la battaglia di Ilovaisk del 2014, quando le truppe russe violarono il corridoio umanitario ed attaccarono le truppe ucraine in ritirata. Se per i combattenti inglesi caduti nella battaglia della Somme all'inizio dell'estate, sono stati i campi di papaveri ad accogliere i loro corpi, saranno i girasoli a coprire i combattenti ucraini caduti alla fine dell'estate. Ecco quindi spiegato l'abbinamento dei due fiori, che segnano l'inizio e la fine della stagione più luminosa, ad eventi tragici. Lo so, mi sono dilungato un po' troppo in spiegazioni che nulla hanno a che fare con la corsa, ma questo è voluto: dovrebbe dare ai miei venticinque lettori un motivo di riflessione … sperando di non perdere lettori! 

La gara - meglio definirla una manifestazione podistica non competitiva - prevedeva tre chilometraggi: 2, 5 e 10 km; “campo di gara" scelto è stato il Parco della Trucca, dove è posto il “Bosco della Memoria”, un'area simbolica dedicata a tutte le vittime del “malo male”. Prima di iniziare ci sono stati dei discorsi: quello “ufficiale” della rappresentante dell'ambasciata Ucraina di Milano, quello di “riconoscenza” di una giovane mamma Ucraina che è tornata per un breve periodo in Italia, con la piccola figlia, per partecipare alle manifestazioni organizzate e Bergamo, e quello “commovente e pieno di speranza” della zia di un combattente italiano di cui non si hanno più notizie dall'aprile dello scorso anno. A lei il mio augurio che presto possa ricevere notizie confortanti derivanti dallo scambio di prigionieri annunciato in questi giorni.

Naturalmente la distanza scelta è stata la 10 km ed ogni atleta aveva un pettorale speciale con numero e nome. Qualcuno dirà: “Ma dove è la novità? È normale che sul pettorale ci sia il numero ed il nome...”. In questo caso però il nome non era quello dell'atleta, ma il nome di un soldato caduto in Ucraina. Io ho scelto di ricordare ed onorare Alex Pineschi, un alpino volontario italiano, che aveva prestato servizio nell'8° Reggimento Alpino dell'Esercito Italiano ed è caduto nel Dondass nello scorso mese di maggio. Con me ha corso, e mi ha fatto pure correre … veloce, Piro e questo in preparazione della Maratona di Verona, dove sarà al mio fianco … per metà gara. Per la verità, l'organizzazione Zlaghoda, puntuale e precisa nell'inviare aiuti all'Ucraina, non lo è altrettanto nel misurare il percorso. Nessun problema, abbiamo fatto ugualmente il chilometro mancante! A fine corsa per tutti un piccolo ristoro, medaglia e soprattutto il ringraziamento da parte degli organizzatori. Segnalo che nessuna quota era dovuta per la partecipazione e che con un piccolo contributo si poteva avere la maglietta della manifestazione ed udite udite … nella taglia indicata all'atto dell'iscrizione! Un ringraziamento al mio compagno di corsa che, come sempre, mi ha accudito e stimolato nei 10 chilometri della nostra corsa, ed agli organizzatori, con la speranza che il prossimo anno si possa organizzare una corsa, non solo per ricordare ed onorare i caduti, ma anche per festeggiare la PACE raggiunta nei martoriati territori dell'Ucraina!

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