venerdì 6 settembre 2013

William si è spento!

Sono trascorsi diversi giorni dalla morte di William Govi, e credo che sia giusto ricordare su questo blog, che fa della corsa uno dei suoi argomenti primari, chi per molti è stato l’uomo immagine della maratona italiana nei più sperduti angoli della terra.
Non voglio tracciare il profilo sportivo di William, altri lo potranno fare con più autorevolezza, ma voglio ricordare William come compagno di strada in tante maratone, in cui ho avuto modo di conoscerlo, anche se non in modo approfondito. Anzi, per la verità, per un certo periodo ci fu molta freddezza da parte sua in quanto non avevamo accettato la sua iscrizione alla Maratona sul Brembo, ma, come direbbe Roberto (B.), questa è tutta un’altra storia. Il regalo di una maglietta della mia società fu il gesto che ci fece riavvicinare.
Come dicevo nel titolo del post, William si è spento, non come Roberto (Gherardi), la cui vita fu spenta in un attimo da un soffio di vento repentino, sul traguardo di una maratona. Credo che per molti maratoneti questa sarebbe la modalità di lasciare questa terra più desiderata.
Anche per William il destino ha voluto che l’inizio... della fine fosse posto sul traguardo di una corsa. Era il 2 luglio di tre anni fa, ma la sua corsa si è protratta per altri tre anni. Tre anni in cui ha lottato per poter essere di nuovo al via di una maratona, tre anni in cui noi abbiamo fatto il tifo perché il suo desiderio si avverasse.
Alla fine il fuoco che teneva in vita William ha consumato anche l’ultima brace...
Come dicevo nelle righe precedenti, credo che per molti stranieri il mondo maratona Italia fosse William Govi: sarà per il suo modo di fare che non passava di certo inosservato, come non passava inosservato il luogo in cui trascorreva le sue vacanze estive. Come fare a saperlo? Facile! Bastava vedere il suo abbigliamento al ritorno. Per cui eccolo con il colbacco, al ritorno dal suo viaggio nell’Unione Sovietica, fatto sulla Transiberiana; con il poncho, al ritorno dal suo viaggio in Cile; con la felpa della squadra di hockey su ghiaccio di Toronto, non ci crederete, ma quella volta aveva trascorso le vacanze in Canada. Naturalmente le sue vacanze erano anche l’occasione per correre qualche maratona. Per sapere il numero delle maratone corse non era necessario chiederlo, bastava vedere la sua canottiera: numero totale di maratone corse e numero di quelle corse nell’anno sempre in bella vista. Numero che veniva regolarmente e celermente aggiornato, non appena tagliato il traguardo.
Nota a tutti la sua “rivalità” con un altro uomo immagine della maratona: Beppe Togni; antagonismo fatto di battute, di punzecchiature, tra due persone che alla fine si stimavano reciprocamente, insomma una rivalità alla Bartali-Coppi.
Credo che sia stato doveroso da parte mia ricordare l’uomo di Albinea, il supermaratoneta, l’uomo che aveva fatto della sua casa un minimuseo della maratona... William insomma!


Domenica in occasione della Maratonina di Castel Rozzone a cui parteciperò correrò con il mio/suo numero preferito: il 42, sarà il mio modo di ricordarlo ancora una volta!


.
.
.
.


© Foto dal WEB – Autori vari

Nessun commento:

Posta un commento