Acc... mi accingo a scrivere il post riguardante
la camminata non competitiva Camminada inturen al Campanel de
Sabe, giunta alla 38a edizione ed organizzata come
sempre dal GS Sabbio. Ho già in mente sia il titolo sia l'argomento,
pensato come quasi sempre sul finire della gara quando dalla
stanchezza delle gambe viene quasi dimenticata passando il controllo
alla mente per cercare argomenti un po' inusuali, e spero non banali,
riguardanti la gara. Per scrupolo rileggo sempre i post scritti per
le precedenti edizioni della stessa gara e … scopro che ben cinque
anni fa scrissi un post con titolo ed argomento identici! A
questo punto si pone un problema: cercare un nuovo argomento per il
post, riscrivere il post oppure … riproporre lo stesso post. Nuovo
argomento? E che trovo? Riscriverlo con gli stessi argomenti
cambiando il lessico? Non avrebbe molto senso!
Ci sono lo copio pari
pari! Massimo risultato con minimo sforzo!
La Maratonina di San
Gaudenzio, organizzata dal gruppo sportivo Deejay Running Team,
giunta alla 23a edizione, quest'anno ha cambiato
completamente sia il tracciato che la sede “logistica” della
partenza. Tutte le operazioni pre e post gara si sono svolte presso
il palazzetto dello Sport “Pala Igor”. Numerosi i vantaggi per
tutti gli atleti, soprattutto per quelli giunti da fuori provincia
che hanno trovato la destinazione praticamente “fuori dal casello”.
Per tutti l'ampia zona riservata ai parcheggi ha reso agevole
parcheggiare l'auto, senza dover girovagare in zona alla ricerca di
un posto, come spesso capita in molte località di partenza. Veloce e
professionale la consegna dei pettorali di gara, anche per la novità
di quest'anno.
6 gennaio. La Befana da
qualche anno porta nella sua gerla una maratona da mettere nella
calza di qualche gruppo sportivo. La prima calza a contenere questo
regalo fu quella di Roberto “Crazy Horse”
Trabucchi, che iniziò la tradizione in questo secolo (*)
coinvolgendo il suo gruppo sportivo, i Runners Bergamo, che
organizzarono la “Maratona sul Brembo”, con due
caratteristiche ben definite che, finché in vita, l'hanno
caratterizzata. Era la prima maratona competitiva che veniva
disputata su suolo italiano nel nuovo anno e si correva sul
circuito del Parco Callioni, alla Roncola di Treviolo. Otto anni
fa la Befana sembra abbia portato del carbone in quel di Treviolo e
la maratona fu messa nella calza degli amici di Crevalcore che, in
meno di un paio di mesi, organizzarono l'evento.
23 edizioni, 23
presenze! Potrei terminare qui il post. Ho partecipato a tutte le
edizioni della Maratona di Reggio Emilia,
ed ho sempre trovato che tutto filava alla perfezione: la macchina
organizzativa sembrava perfettamente oliata, ma anche nelle migliori
organizzazioni qualche volta può capitare il classico granellino di
sabbia che crea qualche problema. Intendiamoci, il problema che
personalmente ho riscontrato fa togliere solo mezzo punto dalla “mia
personale” valutazione; quindi non un 10 pieno, ma un altrettanto
ottimo 9,5!
Domenica ho partecipato
alla Genova City Marathon, gara organizzata dall'ASD City
Marathon, società sportiva credo nata con il solo scopo di
organizzare la gara (di questo non sono sicuro, ma non ho mai
incontrato atleti di questa società in gare). Che una società
“senza” atleti (?) organizzi un evento sportivo non è un fatto
negativo: tutte le risorse dovrebbero essere usate per
l'organizzazione dell'evento, magari utilizzando le informazioni
degli atleti per far sì che tutto ciò che ruota intorno alla gara
risulti strutturato al meglio. Una delle motivazioni “in più”
nella gara di domenica era non far sentire Genova sola, ma, portando
la solidarietà di atleti giunti da molte parti d'Italia, farla
sentire viva. Questa è stata la mia personale motivazione per
correre nuovamente la maratona di Genova, non certo per il percorso
che, come nell'edizione che avevo corso anni fa, si svolgeva quasi
interamente lungo la sopra elevata.
In questi giorni è
tornato di attualità il tema rifiuti. Costruire nuovi inceneritori,
fare termovalorizzatori in ogni provincia della campagna, aumentare
la raccolta differenziata... ognuno ha la sua idea per eliminare i
rifiuti e lasciare integro il territorio. La cosa più semplice è
non produrre rifiuti. Su questo argomento i maratoneti hanno molto da
imparare (non tutti naturalmente, ma molti). Ecco il solito post
strano, direte, parafrasando Di Pietro “Che c'azzeccano i
rifiuti con la maratona?”. Quasi tutti i maratoneti assumono
integratori nel corso della gara, integratori che sono contenuti in
blister di plastica, e molti non si degnano di portare il blister
vuoto fino al ristoro dove ci sono dei bidoni per la raccolta
dell'immondizia, ma li lanciano ai bordi delle strade e quelli più
“allenati” nei campi che fiancheggiano il percorso di gara.
Questo è un comportamento a dir poco incivile. Domenica, alla
maratona di Verona, ho visto alcuni addetti che pazientemente
raccoglievano decine e decine di questi contenitori.
La Maratona di
Ravenna, quest'anno giunta alla 20a edizione, ha un
grande pregio: non solo si disputa in una delle più belle città
d'arte italiane, di cui fa apprezzare le bellezze non solo agli
accompagnatori ma pure agli atleti, almeno a quelli che oltre a
guardare il cronometro si guardano … pure attorno. Il grande pregio
di chi ha pensato al tracciato di questa gara è quello di far
toccare tutti i monumenti che sono patrimonio dell'Unesco. Lascio al
lettore la soddisfazione di scoprirne il numero e quali sono. (Per
facilitarvi la ricerca cliccate qui).
“I Romani posero
ogni cura in tre cose soprattutto che dai Greci furono trascurate,
cioè nell'aprire le strade, nel costruire acquedotti e nel disporre
nel sottosuolo le cloache.” Così scriveva secoli fa Plinio il
Vecchio. Nei nostri pellegrinaggi ci è capitato di camminare lungo
alcuni tratti ancora integri di strade costruite dai Romani: in
Portogallo lungo la “Via XIX”, su tratti
delle “Voie Romaine”, in Francia, strada non lastricata ma
in terra battuta, per non parlare della “Via Appia” in
Italia. Cosa hanno in comune queste strade consolari? Ancora oggi, a
distanza di secoli, hanno in fondo perfettamente conservato, con una
struttura a “schiena d'asino” che permette in caso di piogge,
anche persistenti, di drenare l'acqua ai lati della strada e
consentire di camminare con i piedi asciutti, o almeno non bagnati da
acqua ristagnante per terra.
I primi tre termini,
anche se espressi in lingua inglese, sono ormai diventati di uso
comune anche in italiano. Non voglio tediarvi con noiose spiegazioni,
sono sicuro che tutti ne conoscete il significato. Una spiegazione a
parte merita in nuovo termine: “plogging”: è una parola
composta che deriva dall'unione del termine svedese
“plocka upp” (raccogliere) con il termine inglese
“jogging”. “Sport” abbastanza
recente nato circa un anno fa in Svezia e che si sta rapidamente
diffondendo. Semplici le regole. Ogni “plogger” che si
rispetti deve uscire di casa con: abbigliamento da runner,
guanti per proteggere la pelle dalla sporcizia e zaino
o sacchetto in cui mettere i rifiuti. Non è un caso
che tutto ciò sia nato in Svezia, uno dei Paesi più all’avanguardia
nel mondo dal punto di vista dell’ecologia. Per gli svedesi non è
solo un’attività fisica, bensì una vera e propria missione
collettiva per rendere le città più pulite.Ma noi siamo Italiani e
cerchiamo di semplificare le regole. Riassumendo in breve: quando
esci a correre se vedi immondizie raccoglile e mettile in un cestino.
Più semplice di così! In ogni caso non è una novità dalle nostre
parti.
In molte maratone, ora
anche qui da noi, capita di vedere coppie di atleti che corrono con
palloncini attaccati alla divisa di gara, sui palloncini, ben
visibile il tempo che si vuole far segnare all'arrivo. Questi atleti
sono chiamati “pacermaker” o più semplicemente “pacer”. Il
loro compito è tenere un'andatura costante relativamente al tempo
indicato sui palloncini: sono in pratica dei metronomi che
scandiscono il tempo durante la corsa. A loro nella maggior parte dei
casi si affidano atleti alle prime esperienze in maratona, sicuri di
essere aiutati al raggiungimento dell'obiettivo finale. L'atleta che
si incarica di questo compito si assume la responsabilità non solo
della sua condotta di gara, ma di tutti quelli che si affidano alla
sue esperienza per evitare errori: correre troppo veloci all'inizio,
saltare ristori e spugnaggi, etc.