lunedì 21 gennaio 2019

Aria di casa mia … cinque anni dopo!

Acc... mi accingo a scrivere il post riguardante la camminata non competitiva Camminada inturen al Campanel de Sabe, giunta alla 38a edizione ed organizzata come sempre dal GS Sabbio. Ho già in mente sia il titolo sia l'argomento, pensato come quasi sempre sul finire della gara quando dalla stanchezza delle gambe viene quasi dimenticata passando il controllo alla mente per cercare argomenti un po' inusuali, e spero non banali, riguardanti la gara. Per scrupolo rileggo sempre i post scritti per le precedenti edizioni della stessa gara e … scopro che ben cinque anni fa scrissi un post con titolo ed argomento identici! A questo punto si pone un problema: cercare un nuovo argomento per il post, riscrivere il post oppure … riproporre lo stesso post. Nuovo argomento? E che trovo? Riscriverlo con gli stessi argomenti cambiando il lessico? Non avrebbe molto senso!
Ci sono lo copio pari pari! Massimo risultato con minimo sforzo!

Oggi corsa non competitiva praticamente fuori dall'uscio. Si correva infatti a Sabbio, frazione di Dalmine, la 33a edizione della “Caminada inturen al campanel de Sabe”, organizzata dal Gruppo Podistico Sabbio. Percorso leggermente variato rispetto agli scorsi anni in quanto si è dovuto adeguare alle nuove normative che impongono che la lunghezza massima dei percorsi per le camminate sia di 20 chilometri. In realtà sembra che sia possibile avere lunghezze maggiori, ma in questo caso l'organizzazione deve permettere la partecipazione solo a quegli atleti in possesso del certificato medico sportivo per attività agonistica. Quando si dice favorire l'attività sportiva ed accrescere il numero dei partecipanti... Da una prima lettura del calendario delle marce non competitive sembra che tutti si siano adeguati alla nuova normativa, per cui spariscono tracciati che sono stati per anni delle pietre miliari delle camminate non competitive bergamasche. Tracciati validi non solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto da quello paesaggistico; cito tra tutti la “Maratona della Valle Seriana”, anche se sul tracciato ridotto a 30 Km, e la “Maratona della Val di Scalve”, un vero e proprio manifesto sulle possibilità turistiche della valle. Ma veniamo alla gara di oggi. Come dicevo all'inizio, il tracciato è stato variato, ma ha saputo mantenere la sua bellezza e le sue caratteristiche. Si inizia costeggiando lo stabilimento della Tenaris, ex tubi Dalmine, che è sempre stato per la zona una fonte di sicura occupazione. Dopo poco si transita su una strada a me conosciuta e percorsa di recente. Infatti si è per un tratto sul percorso della Mezza maratona sul Brembo, corsa il 6 gennaio. È ancora fresco il ricordo del tracciato fatto in compagnia di Fausto e Giuliano, solo pochi giorni, fa sotto la pioggia, per misurare e segnare il percorso della gara dei Runners Bergamo. Passano i chilometri ed eccoci sulla strada sterrata che conduce da Osio a Treviolo, passando per Dalmine. Qui i ricordi sono un po' più sbiaditi. Queste strade sono state i nostri percorsi di “allenamento” per i cammini di Santiago e della Via Francigena. Li abbiamo percorsi diverse volte, io e Rossana, con lo zaino sulle spalle. Verso metà gara si entra sul circuito del Parco Callioni, alla Roncola. Qui i ricordi si mescolano. Si passa dai ricordi di molti anni fa, quando con le figlie si facevano lunghe pedalate con la mountain bike, a quelli più recenti, quando la compagnia era un vispo nipotino che “vedeva” draghi in ogni cespuglio e gli alberi maestosi diventavano, sempre nella fantasia di David, enormi dinosauri. Certo di fantasia devono averne avuta anche coloro che hanno posto i cartelli indicanti la distanza, infatti qui il chilometro era lungo ben 1280 metri circa. No, non ho usato nessun misuratore elettronico, di quelli che ormai quasi tutti i podisti possiedono, ma in questo caso la perfetta conoscenza dell'anello fa sì che io sia molto più attendibile di qualsiasi diavoleria elettronica (ecco sento già Rossana ripetermi il proverbio bergamasco “Chi gà mia de antadur, i se anta des per lur”, beh, forse ha ragione!).
Rientrando a Dalmine, ancora un tratto del percorso della mezza; ora l'arrivo è vicino ed i ricordi svaniscono...”
 
 
Un piccolo sforzo.
In effetti il percorso riproposto quest'anno è leggermente diverso. Non più il giro sulla pista della Roncola ed il rientro lungo la nuova ciclabile che unisce Treviolo a Dalmine, ciclabile che ho percorso più volte essendo andata alla partenza della gara a piedi, altre piccole variazioni, ma il “core” del posti scritto cinque anni fa è ancora attuale ... nel frattempo il parco della Roncola ha visto combattere contro i draghi o dar da mangiare alle caprette del “mini zoo” altri due nipotini: Oliver e Tommaso!

Nessun commento:

Posta un commento