8 dicembre: ecco che va di scena, come ogni anno, la "Sgambada", manifestazione organizzata dai Runners Bergamo ed aperta a tutti per scambiarsi gli auguri per le prossime festività. Dovrebbe essere una simpatica occasione per fare tutti assieme un tratto lungo le vie di Bergamo prima della classica foto davanti ad un monumento che caratterizza la nostra città. Per la verità sarebbe la seconda foto, in quanto la prima è fatta al di fuori dello stadio di Bergamo. Come sempre il mio problema è trovare un argomento per scrivere un post secondo i miei parametri, che sono sempre un po' al di fuori degli schemi. Quest'anno lo spunto mi è stato dato da un anonimo atleta del mio gruppo che durante i lunghi preparativi propedeutici ad una "foto perfetta" ha esclamato: "Neanche durante la preparazione del giuramento di mille alpini abbiamo impiegato tanto per mettersi in posa ...". Ma andiamo con ordine partendo dall'inizio, seguendo questo spunto. Ore 8: numerosi sono già i Runners Bergamo presenti all'interno del Lazzaretto. Sono quasi tutti in fila per ritirare il regalo offerto, uno scalda collo marchiato RB. La lunga fila ricorda i militari in attesa del rancio ed anche in questo caso c'è sempre qualcuno che ha fretta e vuole superare altri. Terminata la consegna eccoci tutti sui gradini della curva Nord e qui, dopo svariati minuti, continui spostamenti ed allineamenti, eccoci pronti per la foto. Clic! Il nostro fotografo di fiducia, Fabio (Ghisalberti), fa egregiamente il suo lavoro. Il programma, a questo punto, prevede di raggiungere TUTTI ASSIEME la "location" per la seconda foto: Porta San Giacomo. Tutti assieme? Come sempre successo, anche quest'anno non sarà così. Infatti, appena io ed i miei pochi compagni di viaggio accediamo in Viale Giulio Cesare, riusciamo ad intravedere a malapena la coda ... lontana lontana del lungo serpentone. Non ci perdiamo d'animo, conosciamo le strade: saremo la retroguardia dell'esercito RB! Purtroppo non tutti gli atleti RB, e questo mi dispiace moltissimo, raggiungeranno porta San Giacomo.
Essere di retroguardia non deve essere visto con un effetto negativo: "Sono gli ultimi, sono quelli più scarsi ...", ma al contrario sono quelli che hanno un rapporto più sincero, un amore più grande verso le unità o gruppi a cui appartengono. Gli amanti della storia sapranno di certo che il numero maggiore di perdite di vite umane nelle battaglie "antiche" non avveniva durante i combattimenti, ma nella fase successiva, quando una fazione prendeva il sopravvento ed inseguiva il nemico in rotta. Facile capire i motivi: nelle ultime posizioni rimanevano non solo i soldati feriti ma anche alcuni dei più valorosi, stanchi, per aver combattuto strenuamente. Ecco, molti di questi, ritornando sui propri passi, si ergevano come ultimo baluardo per permettere al grosso dell'esercito di raggiungere posizioni sicure. Cito solo ad esempio, che dopo il crollo del fronte di Caporetto, furono poche unità, spesso comandate da ufficiali di basso rango, ad impegnare le armate nemiche rallentandone l'avanzata, fatto che permise al grosso dell'esercito di raggiungere luoghi sicuri. Uhmmm, forse ho divagato un po'! Quando noi della "retroguardia" raggiungiamo Porta Sant'Agostino, vediamo già i movimenti propedeutici alla foto. Da lontano i nostri amici sembrano tante formichine che si spostano velocemente avanti ed indietro, senza un senso apparente. Vista l'esperienza precedente, e per farla breve, anche noi riusciamo a raggiungere la postazione per la foto. Clic! foto fatta, ora tutti liberi di "liberare i cavalli di potenza" di ogni singolo atleta. Il gruppo si disperde per le vie di Città Alta, che per qualche ora sarà invasa dai Runners Bergamo. A questo punto, vista la bella giornata, Elena propone di fare il "Giro delle Suorine", percorso che abitualmente fa, non molto impegnativo. Potevano dire di no? Certo che no! Eccoci quindi correre in assoluta libertà, ma con ogni scusa buona per rallentare per apprezzare le bellezze offerte dalla città vecchia. Passiamo accanto al Tempio dei Caduti, dove sono presenti numerose lapidi ed una solo tomba, quella del Generale Marieni (tanto per rimanete in tema). Di fianco il "Covo delle Suorine", beh, per essere precisi, "Apostole del Sacro Cuore di Gesù", che confina con la casa in cui abitava il famoso enologo Veronelli. Negli anni addietro, passando davanti, non era raro trovare numerose bottiglie di vini pregati ... vuote, il che voleva dire che la sera prima Veronelli aveva studiato! Di ritorno verso la nostra base, passando per la zona detta "della Pigrizia", si vedevano ancora orti con insalata tardiva ed in lontananza grosse piante di cachi che splendevano sotto i raggi del sole. Di certo una volta queste piante sarebbero state spoglie ed i loro preziosi frutti sarebbero stati conservati nella paglia sopra gli armadi. Tra un ricordo, una battuta e ... qualche passo di corsa, rieccoci di nuovo al campo base: il Lazzaretto. È l'occasione per salutare gli ultimi amici ed augurare loro buone feste.
Per dovere di cronaca, devo segnalare la composizione della retroguardia, alla quale non poteva certo mancare un ufficiale: il "Capitano Ro" (Rosario); ne facevano parte anche la guida (Elena) ed una giornalista al seguito (Daniela). Completavano la retroguardia due soldati (Paolo ed il sottoscritto). Forse vi ho annoiato con questo mio post, come sempre un po' fuori dagli schemi, e per farmi perdonare colgo l'occasione per augurare a tutti, nello spirito della Sgambada, Buone Feste!
Credit foto: Fabio Ghisalberti






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